2016 Papa Francesco

Diventare “artigiani” di discernimento evangelico

«Le parole ivi contenute sono frutto – è da subito evidente dal tono pastorale e dottrinalmente fondato – di una “esperienza sul campo”. Che il vicario giudiziale diocesano ci rivolga l’invito ad essere uomini e donne di fede che non debbono limitarsi a padroneggiare intellettualisticamente i canoni del diritto ecclesiastico per far poi discendere da essi le delicate scelte morali di ogni giorno, è motivo di piacevole sorpresa! Verrebbe spontaneamente da esclamare: «Tempora mutantur, sed Evangelium non mutat»! Il cuore del documento sta nell’urgenza, ravvisata da papa Francesco, di entrare tutti a scuola di apprendistato per diventare “artigiani” di discernimento evangelico, soprattutto nella sua forma comunitaria. Esso appare ormai l’unico antidoto all’antico e freddo attualismo giuridico. Nel testo vi sono preziosi suggerimenti pratici (capp. V-VI) su questo» (Dalla Presentazione di don Vincenzo Di pilato).

 

«Il testo di don Emanuele, che ci si appresta a leggere, mi pare rappresenti una ottima mappa per orientare alla meta l’itinerario che Papa Francesco ha tracciato in Amoris Laetitia, in particolare in quel capitolo che agli occhi di alcuni naviganti continua essere una burrasca da evitare. A distanza di oltre 2 anni infatti, mi sembra che piuttosto di rischiare un naufragio, tanti nella comunità cristiana preferiscano non sciogliere le vele, ma restare fermi al porto, nonostante l’invito del capitano della nave a salpare. Nonostante un testo frutto della penna di un Papa, che ha seguito due Sinodi e una enorme consultazione di popolo, che ha come risvegliato (in chi lo ha voluto capire) “la nostalgia del mare lontano e sconfinato” (A. de Saint Exupery). Non è questo però il caso del tragitto che don Emanuele propone, che già ad una prima lettura “odora di mare aperto”, cioè ti lascia una sensazione ariosa e fresca, segno di una navigazione intrapresa da tempo» (Dalla prefazione del diac. Paolo Tassinari).

 

«Il testo elaborato da don Emanuele Tupputi come ultimo intervento di quattro incontri nel contesto di un “percorso di formazione per tutti sull’Amoris Laetitia”, svoltosi nel 2017 nell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, è uno snello, intelligente e chiaro itinerario teologico che chiede a tutti una conversione di mentalità ed un approccio pastorale necessario per far incontrare la Parola di Dio nel vissuto di chi vive le situazioni di fragilità, di rottura relazionale coniugale e di ricostruzione di legami affettivi. Il pregio di questo lavoro di don Emanuele è che lui, giurista si è approcciato a queste problematiche con un cuore di pastore, che unisce la sensibilità giuridica e l’attenzione alla dimensione morale della persona» (Dall’introduzione di Mons. Franco Lanzolla).

 

«Il sussidio che don Emanuele Tupputi sottopone alla nostra attenzione sviluppa alcune riflessioni rivolte alla comunità ecclesiale nel suo insieme orientate alla cura delle situazioni matrimoniali ferite. Più concretamente, esso offre alcuni possibili percorsi rivolti sia agli stessi sposi in prima persona sia a tutti i battezzati che sono chiamati ad accompagnare la vita coniugale. Non si tratta di escursioni avventate, bensì di sentieri illuminati da Amoris laetitia e dalla carità pastorale della Chiesa. Per cogliere la posta in gioco occorre leggere il testo dall’inizio alla fine e seguirlo nella sua coerenza intrinseca. Tuttavia, un punto appare particolarmente illuminante. È la storia di una famiglia, narrata dal card. Coccopalmerio e riportata alla nota 28, in cui si accosta la vicenda umana di una coppia concreta. Lì, quando si tocca la carne, diviene tutto più chiaro e più semplice» (Dalla postfazione di don Enrico Brancozzi) 

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Testo di don Emanuele Tupputi