«Carissimi,

la Chiesa italiana si è mostrata sin da subito attenta e sensibile alle disastrose conseguenze generate dall'emergenza pandemica in corso, in particolare alle criticità a livello sociale ed economico, testimoniate dagli appelli che in questi giorni sorgono da più parti volti a richiedere un sollecito aiuto per la ripresa.
Facendo proprie queste necessità, in uno spirito di autentica solidarietà, la Conferenza Episcopale Italiana ha stanziato per le Diocesi italiane dei contributi straordinari a beneficio delle parrocchie, degli Enti ecclesiastici e delle famiglie in difficoltà.
Per la nostra Arcidiocesi la quota destinata ammonta a € 710.107,70, di cui € 510.107,70 subito stanziati per le necessità più immediate.
Pertanto la nostra comunità ecclesiale potrà offrire un sollievo economico a quanti versano in situazioni critiche che potranno rivolgersi ai parroci della Diocesi, i quali poi si faranno carico delle singole istanze interagendo con gli Uffici diocesani preposti.
I vari Fondi di solidarietà costituiti, finalizzati secondo le varie necessità, potranno essere incrementati dalla generosità di singoli fedeli, comunità, imprese, istituti di credito, fondazioni bancarie ed enti privati mediante erogazioni liberali (1).
Con l'auspicio, alimentato dalla preghiera, che l'iniziativa rechi sollievo e serenità per il prosieguo della vita ecclesiale e della quotidianità delle persone, vi saluto e paternamente benedico».

Mons. Leonardo D'Ascenzo
Arcivescovo


(1) Le erogazioni liberali potranno essere versate sul conto intestato
all'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie
IT39K0303241720010000000110 — Banca Credem
avendo cura di indicare nella causale: "Emergenza COVID­19".

L'art. 66 del decreto-legge del 17 marzo 2020, n. 18 "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19", modificato dalla legge di conversione del 24 aprile 2020, n. 27, prevede che le erogazioni liberali sono:
· detraibili dall'imposta sulle persone fisiche (IRPEF) per un importo pari al 30% dell'erogazione con un massimo di 30.000 E (comma I art. 66);
· integralmente deducibili, senza limiti d'importo, dal reddito d'impresa (comma 2 art. 66).