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Marcos Moura, Paraíba, 02 febbraio 2017
Festa della Presentazione di Gesù al tempio

Carissimi Amici,
Dopo le feste di Natale e le ferie estive, il 23 gennaio abbiamo ripreso le attività del Progetto Legal. Visto che il piano di lavoro era già stato discusso e approvato alla fine dell´anno scorso, siamo partiti subito con le iscrizioni. La priorità è andata ai bambini e  adolescenti che già frequentavano il Progetto. Su 141 che frequentavano l´anno scorso, 133 hanno rinnovato l´iscrizione. Questo dato è importante perché rivela la soddisfazione delle famiglie e degli stessi ragazzi per il lavoro che svolgiamo. Le desistenze sono dovute, per lo più, a traslochi. Sono famiglie che sono andate ad abitare da altre parti per vari motivi, tra cui anche le minacce da parte della malavita locale. Ne risulta, però, un altro problema: rimangono solo 7 posti per i nuovi iscritti. Nella nostra lista d´attesa ci sono 61 bambini e adolescenti.  Alcuni aspettano da quasi due anni. È probabile che la lista cresca ulteriormente per le difficoltà che le famiglie stanno affrontando per la grave crisi economica che affligge il Brasile. Stringendoci un po’ cercheremo di inserire qualcun altro, ma non possiamo aumentare troppo per non sovraccaricare le tre educatrici.
Come sempre avviene, abbiamo dovuto affrontare una seconda sfida: il cambiamento del turno scolastico. Molti ragazzi del turno mattutino sono stati trasferiti al turno pomeridiano. Siamo stati costretti ad adattarci a questo nuovo orario scolastico. Dei 133 già iscritti, 58 frequentano il Progetto al mattino e 75 al pomeriggio. I posti per le nuove iscrizioni, pertanto, sono disponibili solo nel turno mattutino.
C´è una terza sfida: molti bambini e adolescenti non hanno cominciato il nuovo anno scolastico perchè stanno terminando quello dell´anno scorso. Come vi abbiamo già detto in altre opportunità, durante il 2016, l´anno scolastico è stato interrotto durante varii mesi pelo sciopero dei professori. Il comune deve quattro mesi di stipendio. Queste interruzioni hanno avuto un effetto negativo sul profitto. Per la prima volta abbiamo registrato tra i nostri ragazzi un tasso di bocciatura intorno al 10%. Anche quelli che sono stati promossi non hanno imparato molto vista la precarietà della scuola e dell´insegnamento.
La confusione è così grande che i genitori non sanno dire qual´è la classe dei figli. In vari casi abbiamo dovuto sollecitare un certificato della scuola. Investire ancora di più in educazione per supplire alle carenze dell´insegnamento rimane una grande priorità per noi. Dopo la settimana delle iscrizioni, il 30 gennaio abbiamo cominciato le attività con i ragazzi. Il programma della giornata è lo stesso dell´anno scorso. I ragazzi stanno scegliendo le attività che desiderano frequentare. Oltre ai due pasti e al doposcuola che sono destinati a tutti, i ragazzi possono scegliere due attività tra informatica, capoeira, biscuit, pittura su panno, artigianato con materiali riciclati, bigiotteria, musica, teatro e circo.
Nel nostro piano operativo per il 2017 abbiamo scelto quattro priorità:
1. Integrazione con la scuola: prevenire l´abbandono scolastico e garantire un soddisfacente profitto scolastico attraverso l´offerta di un sostegno qualificato e il contatto costante con i professori.
2. Integrazione con la famiglia: rafforzare i vincoli con le famiglie coinvolgendole attivamente nella costruzione del percorso formativo dei propri figli, sostenendo attivamente le iniziative del progetto e/o collaborando a promuoverne di proprie, in accordo con il lavoro delle educatrici
3. Valorizzazione della crescita integrale dei bambini e degli adolescenti: offrire opportunità per sviluppare le potencialità e acquisire nuove abilità attraverso momenti di operosità creativa che esaltano la progettualità a scapito dello stereotipo, inducendo contemporaneamente alla cooperazione ed al confronto rispettoso con le differenze
4. Formazione etica e esercizio della cittadinanza: offrire ai ragazzi esperienze di vita in cui possano sperimentare concretamente i valori evangelici e intervenire positivamente sul territorio con progetti che contribuiscano con lo sviluppo integrale della comunità.
Nel piano dettagliamo tutte gli interventi che ci proponiamo a realizzare e i risultati che pretendiamo raggiungere.
Alla fine dell´anno scorso, desiderando offrire qualcosa di più agli adolescenti a partire dai 16 anni, abbiamo creato il programma “Oportunidade Legal” (Opportunità Legal), il cui obbiettivo è preparare e introdurre i ragazzi nel mondo del lavoro attraverso stages o tirocini. Il nome indica che le opportunità di lavoro devono essere condicenti con le norme legali combattendo ogni forma di sfruttamento del lavoro minorile. Lo stage o tirocinio formativo e di orientamento è un´esperienza formativa realizzata presso un ente pubblico o privato e costituisce un’ occasione per conoscere, attraverso l´esperienza "sul campo", il mondo del lavoro. Arricchisce il curriculum e permette ai ragazzi di acquisire o consolidare determinate competenze tecniche e professionali. Per garantire ai ragazzi la possibilità di continuare gli studi, lo stage dura soltanto quattro ore la giorno.
Per avere accesso a questa opportunità i ragazzi devono compiere alcune esigenze. Devono avere tutti i documenti personali (tessera d´identità, libretto del lavoro e codice fiscale), aver completato la scuola dell´obbligo, continuare gli studi nelle superiori e avere almeno la media del 6. Sembra facile, ma non è. Sono pochi i ragazzi che hanno già completato la scuola dell´obbligo ai sedici anni. La discrepanza tra età e classe frequentata è molto grande perché sono alti gli indici di evasione scolare e di bocciatura. In Brasile la scuola dell´obbligo comincia ai sei anni e dura nove anni. Quindi, se tutto va bene, dovrebbe terminare ai 14 anni. In realtà, ogni 100 bambini regolarmente iscritti, 15 presentano una discrepanza di almeno due anni. Questo divario è tre volte più alta nei quartieri di periferia.
Un altro ostacolo è la mancanza dei documenti. In Brasile il certificato di nascita è fatto in uffici anagrafici privati. Fino a qualche anno fa costava parecchio. Quindi molti non registravano i loro figli. Abbiamo casi di ragazzi che non sono mai stati registrati. Questo certificato di nascita vale tutta la vita. Non è necessario richiederlo con data attualizzata. Immaginatevi in che condizioni di conservazione si trovano questi certificati. A volte sono illeggibili. Per richiederne un´altra copia è necessario che i genitori si ricordino in quale ufficio hanno registrato la nascita del loro figlio. Molte famiglie vengono da comuni lontani. Non hanno condizioni di recarsi fino alla loro città di origine per chiederne un altro esemplare. Senza contare quelli che non si ricordano dove hanno registrato i bambini. Spetta a noi, via posta, aiutare nella ricerca e richiedere un altro esemplare contando sulla disponibilità dei proprietari degli uffici anagrafici. Una volta ottenuto il certificato di nascita bisogna procedere a fare gli altri documenti. Per fare la tessera di identità bisogna sapere il gruppo sanguigno perché per legge bisogna indicarlo sulla tessera. Allora bisogna fare l'esame. La legge. paradossalmente, dice che deve essere attuale, come se il gruppo sanguigno potesse cambiare durante la vita. Per fare l´esame bisogna andare in ambulatorio. Ma dove funziona l´ambulatorio? Sono quasi tutti fuori uso. Scusatemi se vi scrivo tutti questi particolari, ma lo faccio perché vi rendiate conto della Via Crucis che dobbiamo affrontare ogni giorno. È impressionante verificare come la burocrazia rende ancora più difficile la vita dei poveri.
Di fronte a queste difficoltà, abbiamo deciso di assumere ancora una volta noi questo servizio. Alla fine dell´anno scorso abbiamo chiesto aiuto ad un ospedale di suore che gentilmente ha realizzato l´esame del gruppo sanguigno. Poi a piccoli gruppi, abbiamo cominciato a portare i ragazzi ai rispettivi uffici per fare i documenti. Abbiamo dovuto destinare un’ educatrice della nostra già piccola equipe solo per svolgere tutte queste pratiche. Per arricchire ancora di più questa storia vi racconto che l´appuntamento per fare la tessera di identità deve essere fissato via internet, come se la gente avesse il computer in casa. Grazie a Dio, alla fine dell´anno scorso avevamo già 28 adolescenti con tutti i documenti. La notizia si sta diffondendo nel quartiere. Stiamo aiutando anche i ragazzi che non frequentano il Progetto.
Attualmente abbiamo già sette adolescenti, cinque ragazzi e due ragazze, già inseriti in vari stages. La maggior parte lavora in banche pubbliche, come la Banca del Brasile e la Cassa Economica Federale. Ce ne sono altri che si stanno preparando. Lo stage li occupa, come ho già detto, quattro ore al giorno. Il tempo è diviso tra teoria e pratica. Nell´altro orario vanno a scuola. Due di questi ragazzi non hanno voluto perdere il vincolo con il progetto.per cui frequentano il Legal al mattino, fanno lo stage al pomeriggio e vanno a scuola la sera. Raccontatelo ai vostri figli quando non vogliono andare a scuola perchè si vergognino della loro pigrizia.
Oltre a questo lavoro, come sapete, mi occupo delle carceri, soprattutto minorili. Nella città di João Pessoa, capitale della Paraíba, ci sono oltre 400 adolescenti privati di libertà.
Attraverso la stampa avete seguito quello che è successo all´inizio dell´anno con tre grandi rivolte che hanno provocato la morte di 136 detenuti.
Il Brasile affronta da anni una grave crisi nel mondo carcerario. La sua popolazione carceraria attualmente è di 622.202 detenuti. È la quarta popolazione carceraria del mondo, appena dietro agli Stati Uniti (2.217.000), la Cina (1.657.812) e la Russia (644.237). Ciò signifca che, ad ogni 100 mila brasiliani 306 si tovano in carcere. Se si sommano quelli che compiono prigione domiciliare il numero dei detenuti brasiliani salta a 711.643 diventando così la terza popolazione carceraria del mondo. Tra i detenuti brasiliani, 40% sono provvisori. Aspettano una sentenza che, in molti casi, arriverà dopo aver già scontato abbondantemente la pena.
La maggior parte dei detenuti sono giovani, neri, poveri, senza aver avuto opportunità di studiare e residenti in periferia. Secondo uno studio del governo federale divulgado in aprile del 2016, 55% dei detenuti hanno età compresa tra i 18 e i 29 anni, 61,6% sono neri e 75,08% hanno studiato soltanto fino alle elementari.
Eccetto rarissime eccezioni, tutte le carceri brasiliane vivono il dramma del sovraffollamento. In tutto il paese ha un deficit di 206 mila posti, ciò significa che ci sono tre detenuti per letto. Se, ancora una volta, si prendono in cosiderazione quelli che compiono prigione domiciliare, il deficit sale a 354 mila posti. Con il compimento di tutti gli ordini di cattura emessi dai tribunali arriveremmo a una popolazione carceraria di oltre 1 milione di persone e a un deficit di 400 mila posti. Al momento della strage nel carcere di Manaus c'erano 1.244 detenuti in una strutura con capacità per 450 persone.
Con il sovraffollamento detenuti primari sono rinchiusi in spazi controllati da gang che vendono protezione ai carcerati e ai loro familiari. Chi entra in carcere e non appartiene a nessuna fazione, deve associarsi ai gruppi malavitosi per sopravvivere altrimenti deve finire nei reparti destinati alla protezione di quelli che sono minacciati di morte. Recentemente, in João Pessoa, capitale della Paraíba nel nord-est brasiliano, la madre di un detenuto che è rinchiuso in un carcere federale a migliaia di chilometri di distanza raccontava che una fazione criminosa sosteneva le spese di vitto e alloggio dei familiari che venivano da lontano. Naturalmente questo tipo di aiuto deve essere ricompensato con il coinvolgimento dei beneficiari nelle attività criminose della fazione. Questi gruppi, oltre a comandare nelle carceri continuano ad amministrare i loro loschi affari e a dare ordini sul territorio da loro controllato con l'ausilio di cellulari che entrano grazie ad un forte schema di corruzione degli agenti
Le fazioni più forti attualmente sono il Primo Comando della Capitale – PCC e il Comando Vermelho (Comando Rosso) – CV. Il PCC, nato nelle carceri dello stato di San Paolo, da giugno del 2016 è in guerra contro il CV di Rio de Janeiro per il controllo di importanti rotte del narcotraffico nazionali e internazionali. La strage di questi giorni è uno dei capitoli di questo confronto tra il PCC e il CV. In Manaus la fazione predominante è la Famiglia del Nord che, alleata con il CV, esercita una funzione strategica nella regione perché controlla le frontiere con la Colombia e il Perù, da dove viene la cocaina.
Questo conflitto si sta estendendo a macchia d'olio in tutto il Paese. Entrambe le "cosche" cercano di rafforzare la loro influenza sui territori alleandosi con fazioni locali. Questa articolazione avviene giustamente nelle carceri. Si tratta di una perversa macchinazione che penetra nelle periferie e adesca persone sempre più giovani che, non avendo altre opportunità, finiscono per cadere nelle grinfie del narcotraffico comandato da persone e gruppi al di sopra di qualsiasi sospetto che, comprando l´appoggio di membri delle istituzioni, si arricchiscono alle spalle del disagio giovanile.
È evidente la responsabilità dello Stato che non investe nella prevenzione con una occupazione sociale delle periferie attraverso politiche pubbliche che favoriscano la promozione umana, l'esercizio della cittadinanza e l´affermazione della legalità. Le fazioni occupano lo spazio lasciato libero dall'assenza dello Stato.
Ancora più grande è l´incompetenza dello stato nell'affrontare la sfida della sicurezza pubblica. Attualmente si sta investendo molto nell´apparato militare, nell´indurimento delle pene e nell'incarceramento in massa. Solo in Brasilia, capitale del paese, sono arrestate 30 persone al giorno. Sono 900 al mese. Stando a questo dato, bisognerebbe costruire un carcere al mese solo nella capitale.
Queste misure non stanno provocando la diminuzione della violenza. I dati peggiorano sempre di più. Ogni giorno 136 brasiliani sono assassinati, oltre 50 mila vittime all´anno. L'attuale sistema penitenziario è uno dei responsabili della crescita della violenza. Costituisce una vera e propria bara sociale dove si seppellisce definitivamente la dignità umana e si contribuisce con l´affermazione della perversità. È evidente che nulla può giustificare la violenza, meno ancora la crudeltà. Scene come quelle viste in Manaus, Natal e Boa Vista meritano una dura condanna da parte della società. Sono comuni in altre carceri e già sono state denunciate alla Corte Interamericana e alla Commissione di Diritti Umani dell´ONU. È necessario che gli autori siano identificati e puniti. Ma non possiamo negare che il sistema carcerario brasiliano, con tutto il suo apparato repressivo, 'uso costante della tortura, l'applicazione di punizioni umilianti, l´oziosità, la deficienza delle strutture, la mancanza di rispetto ai visitanti soprattutto con l´uso di perquisizioni che affrontano la dignità umana diventa sempre di più scuola di brutalità patrocinata da chi si ostina a credere che chi sbaglia non può essere trattato con rispetto. Per peggiorare la situazione, da alcuni anni il Brasile percorre lo stesso cammino adottato negli Stati Uniti: comincia a consegnare l´amministrazione delle carceri al'iniziativa privata. È così che funziona il carcere di Manaus dove il 1º gennaio scorso sono stati uccisi 60 detenuti. Anche l´assistenza ai detenuti entra nella logica del capitale dove la legge suprema è risparmiare per arricchirsi a qualsiasi costo. Insomma, in materia carceraria, e non solo, il Brasile è un contumace violatore delle norme legali nazionali e internazionali. Quello che sta succedendo nelle sue carceri non è una crisi, ma un progetto di stato. Incarceramento di massa, sterminio della gioventù povera, riduzione dell´età penale per chiudere in questi macelli anche i minori, l´indurimento delle pene, la criminalizzazione dei difensori di diritti umani accusati, attraverso una massiccia campagna televisiva, di essere difensori di banditi, l´uso dell´esercito e l´enfasi sulla militarizzazione sono gli ingredienti di uno stato che opta sempre di più per la barbarie.
Potete capire, allora, quanto siano importanti gli interventi preventivi come il Progetto Legal. Bisogna investire sempre di più in queste azioni per salvare la vita dei nostri bambini e adolescenti. Siamo di fronte ad una grande emergenza. Quando sono arrivato a Marcos Moura le cosche erano gli unici punti di riferimento per i ragazzi. Il Progetto Legal si presenta come un´alternativa al'insegna della legalità e della non violenza, Vi prego di continuare ad aiutarci. Ne abbiamo bisogno.

P. Saverio Paolillo
Missionario Comboniano.