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marzo 2003 In Comunione

UNA VOCE DAL BRASILE
Don Rino Caporusso parla agli studenti
del “Liceo Scientifico” del dramma brasiliano


La luce abbagliante delle immense ricchezze accumulate da un Occidente progredito tende a far chiudere gli occhi a molti di noi davanti alla grande tragedia che stanno vivendo i Paesi del Sud del mondo dove, alle soglie del terzo millennio, uomini, donne e bambini muoiono perché non hanno acqua potabile per dissetarsi e a stento riescono a procurarsi quel poco che basta per un pezzo di pane.
Quanti uomini dovranno soffrire e quante malattie ancora per interesse non si potranno curare, prima che gli occhi dell’Occidente si schiudano e si inizi ad abbandonare le politiche fatte solo di parole.
Così, mentre negli Stati Uniti continua la ricerca di medicinali che possano curare i danni procurati dall’obesità, nel Nord-Est del Brasile migliaia di bambini sono costretti a lavorare, abbandonando la scuola, per guadagnare almeno un pasto al giorno. Sì per un piatto di riso i bambini brasiliani devono rinunciare alla gioia di giocare e di imparare. Aumenta così il numero di coscienze ignoranti. Ciò fa molto comodo a tanti: tutti quei potenti in cravatta e doppio petto che non guardano lontano e, protetti dalla logica del tacito consenso di cui godono, sfruttano l’alto livello di paura di questi uomini che non hanno i mezzi per contrapporsi a realtà che appaiono troppo grandi per un semplice contadino di un paese come Sant’Helena.
Gente che vive in case di legno e fango, circondata da tanta indifferenza, che con un semplice sorriso ti riempie il cuore di gioia, credo ce ne sia molto poca nel nostro Occidente immerso in ostentate ricchezze e nel consumismo più spietato, dove gli uomini pensano esclusivamente alla borsa che scende e alla borsa che sale, mettendo da parte ogni rapporto con il prossimo e con se stesso, abbandonati al più profondo materialismo, non possono essere più in grado di conoscere un sorriso di un bambino di Sant’Helena che sa apprezzare, nonostante tutto, le poche gioie che la vita gli offre.
Per fortuna tra i moralismi ipocriti, ci sono uomini che abbandonano le ricchezze materiali di un mondo che sembra aver dimenticato le vere gioie che una vita semplice è in grado di offrire, per dirigersi verso queste grandi terre cercando di amare un fratello lontano in cerca di un abbraccio.

Maria Giovanna Caputo
Liceo Scientifico - Barletta