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UNA
VOCE DAL BRASILE
Don Rino Caporusso parla agli studenti
del “Liceo Scientifico” del dramma brasiliano
La luce abbagliante delle immense ricchezze accumulate da un Occidente
progredito tende a far chiudere gli occhi a molti di noi davanti
alla grande tragedia che stanno vivendo i Paesi del Sud del mondo
dove, alle soglie del terzo millennio, uomini, donne e bambini muoiono
perché non hanno acqua potabile per dissetarsi e a stento
riescono a procurarsi quel poco che basta per un pezzo di pane.
Quanti uomini dovranno soffrire e quante malattie ancora per interesse
non si potranno curare, prima che gli occhi dell’Occidente
si schiudano e si inizi ad abbandonare le politiche fatte solo di
parole.
Così, mentre negli Stati Uniti continua la ricerca di medicinali
che possano curare i danni procurati dall’obesità, nel
Nord-Est del Brasile migliaia di bambini sono costretti a lavorare,
abbandonando la scuola, per guadagnare almeno un pasto al giorno.
Sì per un piatto di riso i bambini brasiliani devono rinunciare
alla gioia di giocare e di imparare. Aumenta così il numero
di coscienze ignoranti. Ciò fa molto comodo a tanti: tutti
quei potenti in cravatta e doppio petto che non guardano lontano
e, protetti dalla logica del tacito consenso di cui godono, sfruttano
l’alto livello di paura di questi uomini che non hanno i mezzi
per contrapporsi a realtà che appaiono troppo grandi per un
semplice contadino di un paese come Sant’Helena.
Gente che vive in case di legno e fango, circondata da tanta indifferenza,
che con un semplice sorriso ti riempie il cuore di gioia, credo ce
ne sia molto poca nel nostro Occidente immerso in ostentate ricchezze
e nel consumismo più spietato, dove gli uomini pensano esclusivamente
alla borsa che scende e alla borsa che sale, mettendo da parte ogni
rapporto con il prossimo e con se stesso, abbandonati al più profondo
materialismo, non possono essere più in grado di conoscere
un sorriso di un bambino di Sant’Helena che sa apprezzare,
nonostante tutto, le poche gioie che la vita gli offre.
Per fortuna tra i moralismi ipocriti, ci sono uomini che abbandonano
le ricchezze materiali di un mondo che sembra aver dimenticato le
vere gioie che una vita semplice è in grado di offrire, per
dirigersi verso queste grandi terre cercando di amare un fratello
lontano in cerca di un abbraccio.
Maria
Giovanna Caputo
Liceo Scientifico - Barletta