{"id":1213,"date":"2025-06-21T21:13:39","date_gmt":"2025-06-21T19:13:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/giornata-di-santificazione-sacerdotale-casa-di-spiritualita-oasi-nazareth-corato-20-giugno-2025-meditazione-dellarcivescovo-rogate-ergo-dominum-messis\/"},"modified":"2025-06-21T21:13:39","modified_gmt":"2025-06-21T19:13:39","slug":"giornata-di-santificazione-sacerdotale-casa-di-spiritualita-oasi-nazareth-corato-20-giugno-2025-meditazione-dellarcivescovo-rogate-ergo-dominum-messis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/giornata-di-santificazione-sacerdotale-casa-di-spiritualita-oasi-nazareth-corato-20-giugno-2025-meditazione-dellarcivescovo-rogate-ergo-dominum-messis\/","title":{"rendered":"Giornata di Santificazione Sacerdotale &#8211; Meditazione dell&#8217;Arcivescovo: &#8220;Rogate ergo Dominum messis&#8221;"},"content":{"rendered":"<h5><a href=\"http:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2025\/06\/Arcivescovo_Meditazione_Giornata_Santificazione_2025.pdf\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-242309\" src=\"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/03\/logo-pdf.jpeg\" alt=\"\" width=\"141\" height=\"141\" \/> <\/a><strong><a href=\"http:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2025\/06\/Arcivescovo_Meditazione_Giornata_Santificazione_2025.pdf\">Arcivescovo_Meditazione_Giornata_Santificazione_2025\u00a0\u00a0\u00a0<\/a><\/strong><a href=\"https:\/\/soundcloud.com\/user-909005250\/arcivescovo-mons-leonardo-dascenzo-meditazione-giornata-di-santificazione-sacerdotale-2025?si=1f5fa33226724ba1ae825f8229b6d634&amp;utm_source=clipboard&amp;utm_medium=text&amp;utm_campaign=social_sharing\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168960\" src=\"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2024\/11\/ASCOLTA-LAUDIO-1200-mega-1-1024x1024.png\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"225\" \/><\/a><\/h5>\n<p><strong><em>\u00abGes\u00f9 andava attorno per tutte le citt\u00e0 e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e infermit\u00e0. Vedendo le folle ne sent\u00ec compassione, perch\u00e9 erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore. Allora disse ai suoi discepoli: \u201cla messe \u00e8 molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!\u201d\u00bb. <\/em><\/strong>(Mt 9,35-38)<\/p>\n<p>Questo piccolo brano di Matteo \u00e8 il riferimento biblico che motiva e fonda la necessit\u00e0 della preghiera per le vocazioni.<\/p>\n<p>Alla base dell\u2019esortazione di Ges\u00f9, \u201cpregate il padrone della messe\u2026\u201d, c\u2019\u00e8 la coscienza del contrasto tra l\u2019abbondanza della messe da raccogliere, e il numero esiguo degli operai. Ma cosa significa propriamente che la messe \u00e8 molta e gli operai sono pochi? E che cosa si intende quando si chiede al padrone di mandare operai nella sua messe? I pochi versetti che prendiamo in esame ci danno alcune risposte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Contesto: il discorso missionario<\/strong><\/p>\n<p>Il testo fa parte del discorso missionario che, nel vangelo di Matteo, \u00e8 preceduto dal discorso della montagna e seguito dal discorso parabolico, dal discorso ecclesiale e dal discorso escatologico.<\/p>\n<p>La scena del discorso missionario \u00e8 dominata dalla missione di Ges\u00f9 esplicitamente menzionata in apertura (Mt 9,35) e alla conclusione (Mt 11,1). L\u2019invio dei 12 d\u00e0 inizio ad una missione aperta che si prolunga oltre la loro attivit\u00e0 storica (Mt 9,38). Il discorso si rivolge direttamente ai 12, ma per mezzo di essi si estende a tutti coloro che ne prolungano l\u2019opera.<\/p>\n<p>\u201cGes\u00f9 \u00e8 il primo apostolo, il figlio inviato ai fratelli dalla compassione del Padre. La Chiesa \u00e8 apostolica non solo perch\u00e9 ha negli apostoli &#8211; e, attraverso di loro, in Ges\u00f9 primo apostolo, &#8211; la propria origine, ma anche perch\u00e9 \u00e8 fatta di figli che si sentono inviati ai fratelli\u201d (Silvano Fausti, Una comunit\u00e0 legge il vangelo di Matteo I, EDB, Bologna 1998, p. 175).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco la struttura generale del discorso:<\/p>\n<ol>\n<li><em>cornice:<\/em> missione di Ges\u00f9, 9,35-38<\/li>\n<\/ol>\n<p>presentazione dei dodici, 10,1-5\u00b0<\/p>\n<ol>\n<li><em>istruzione agli inviati: <\/em>programma\/stile e accoglienza, 10,5b-15<\/li>\n<li><em>esortazioni\/promesse ai discepoli perseguitati<\/em>, 10,16-23<\/li>\n<li><em>principio della conformit\u00e0 maestro\/discepolo, <\/em>10,24-25<\/li>\n<\/ol>\n<p>C\u2019. <em>esortazioni\/promesse ai discepoli perseguitati, <\/em>10,26-39<\/p>\n<p>B\u2019. <em>istruzioni agli inviati: <\/em>accoglienza<em>, <\/em>10,40-42<\/p>\n<p>A\u2019. <em>cornice: <\/em>missione di Ges\u00f9, 11,1<\/p>\n<p>La struttura si presenta a forma di inclusione con una disposizione che ruota attorno ai due versetti centrali 10,24-25 (\u201cUn discepolo non \u00e8 da pi\u00f9 del maestro, n\u00e9 un servo da pi\u00f9 del suo padrone; \u00e8 sufficiente per il discepolo essere come il suo maestro e per il servo come il suo padrone\u201d): questo orientamento cristologico diventa l\u2019asse portante dell\u2019intero discorso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Struttura di Mt 9,35-38<\/strong><\/p>\n<p>I versetti 35-38 sono, dunque, una introduzione al \u201cdiscorso missionario\u201d che raccoglie le istruzioni impartite da Ges\u00f9 ai Dodici, prima di inviarli. \u00c8 possibile individuare tre parti: descrizione dell\u2019attivit\u00e0 di Ges\u00f9 (9,35); compassione da parte di Cristo pastore nei confronti delle folle (9,36); parole rivolte ai discepoli: considerazione circa la messe e gli operai e invito alla preghiera (9,37-38).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Prima parte. Attivit\u00e0 di Ges\u00f9 (9,35)<\/strong><\/p>\n<p>Il nostro brano \u00e8 posto dopo una serie di miracoli. Gli ultimi ad essere narrati sono la guarigione dell\u2019emorroissa che da dodici anni soffriva di perdita di sangue: \u201ccoraggio, figlia\u201d (9,22); la risurrezione di una fanciulla che a dodici anni era morta: \u201cprese la fanciulla per mano e lei si alz\u00f2\u201d (9,25); la guarigione di due ciechi che si rivolgono a Ges\u00f9 dicendo: \u201cabbi misericordia di noi, figlio di Davide!\u201d (9,27); un esorcismo che riabilita la persona guarita a riappropriarsi della parola (9,33a). Di fronte a tutto ci\u00f2 le folle dicono: \u201cmai \u00e8 apparsa cosa simile in Israele\u201d (9,33b). In Ges\u00f9 si \u00e8 manifestato il cuore appassionato di Dio per il suo popolo.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u201candava attorno per tutte le citt\u00e0 e i villaggi\u201d. \u201cTutte\u201d sta ad indicare una totalit\u00e0, una apertura e disponibilit\u00e0 che esclude ogni restrizione di campo o limitazione di energie da spendere, ogni selezione dei destinatari. \u201cTutte\u201d indica l\u2019intensa attivit\u00e0 missionaria di Ges\u00f9 che insegna nelle sinagoghe, annuncia il vangelo del regno e cura le malattie. \u00c8 a questa missione che i discepoli vengono chiamati a collaborare: cf 10,1.8; 10,7; 10,11. I discepoli sono totalmente relativi a Ges\u00f9 e totalmente dediti alla sua missione, quella del Signore, non svolgono una missione a proprio nome.<\/p>\n<p>Essere totalmente relativi a Ges\u00f9 e alla sua missione ci impegna a riflettere anche su un altro aspetto: quando diciamo <em>le nostre attivit\u00e0<\/em>, <em>le nostre parrocchie<\/em>, <em>il nostro sacerdozio<\/em>\u2026 Sarebbe interessante verificarci su questo \u201cnostre\u201d, quanto stia a significare il dare una caratterizzazione personale ad attivit\u00e0, parrocchia, secondo i doni ricevuti, i tratti caratteristici che ci costituiscono, e quanto, invece, stia a significare una propriet\u00e0, un attaccamento inadeguato, un fondare tutto sui mezzi propri e non su Cristo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Seconda parte. Compassione di Ges\u00f9 (9,36)<\/strong><\/p>\n<p>\u201cVedendo le folle ne sent\u00ec compassione\u201d. In Mt 5,1-2 \u00e8 detto dell\u2019iniziativa presa da Ges\u00f9 alla vista delle folle: \u201cVedendo le folle, Ges\u00f9 sal\u00ec sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo\u2026\u201d. Una iniziativa che lo porta ad insegnare; questa volta la vista delle folle lo commuove e lo porta a dire che la messe \u00e8 molta, gli operai sono pochi e, poi, ad inviare i dodici. Ges\u00f9, commosso, si prende cura delle folle, sono proprio queste folle la messe di cui Ges\u00f9 parla ai discepoli.<\/p>\n<p>Spesso nei vangeli il verbo \u201cvedere\u201d riferito a Ges\u00f9 si abbina al verbo \u201ccommuoversi\u201d. Per esempio, il miracolo della moltiplicazione dei pani inizia tutto da uno sguardo di amore e di piet\u00e0 da parte del Maestro: \u201cEgli sceso dalla barca, vide una grande folla e sent\u00ec compassione per loro e guar\u00ec i loro malati\u201d (Mt 14,13). Anche il miracolo del figlio della vedova di Nain parte dagli occhi del Signore: \u201cIn seguito si rec\u00f2 in una citt\u00e0 chiamata Nain e facevano la strada con lui i discepoli e grande folla. Quando fu vicino alla porta della citt\u00e0, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova, e molta gente della citt\u00e0 era con lei. Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: \u201cNon piangere!\u201d. E accostatosi tocc\u00f2 la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: \u201cGiovinetto, dico a te, alzati!\u201d. Il morto si lev\u00f2 a sedere e incominci\u00f2 a parlare. Ed egli lo diede alla madre\u201d (Lc 7, 11-15).<\/p>\n<p>Il vedere di Ges\u00f9 possiede la capacit\u00e0 di \u201cradiografare\u201d la situazione esistenziale delle folle: le vede stanche e prostrate. Altri avrebbero visto un movimento di gente che seguiva un profeta, e niente pi\u00f9. Per Ges\u00f9, invece, \u00e8 una scena che tocca il cuore e ferisce l\u2019anima. \u00c8 uno sguardo che sa andare oltre ci\u00f2 che appare, sa cogliere il cuore dell\u2019altro e allo stesso tempo sa coinvolgere il proprio cuore. \u00c8 uno sguardo di empatia. Pensiamo alle relazioni che viviamo nel nostro servizio pastorale se sono conseguenza di uno sguardo superficiale, freddo, alla ricerca di una gratificazione personale, distante; oppure sono frutto di uno sguardo che sa realisticamente conoscere e riconoscere la realt\u00e0 e coinvolgere di conseguenza il cuore?<\/p>\n<p>Ges\u00f9 non solo guarda oltre l\u2019apparenza, vedendo ci\u00f2 che l\u2019uomo \u00e8, ma vede anche ci\u00f2 che l\u2019uomo non riesce ad essere ancora ma che \u00e8 chiamato a diventare. \u00c8 a partire da questo guardare oltre, dalla percezione della distanza tra ci\u00f2 che l\u2019uomo \u00e8 e ci\u00f2 che \u00e8 chiamato a diventare e ancora non riesce ad essere che nasce la commozione.<\/p>\n<p>Credo che anche a noi sacerdoti, come pastori, educatori, \u00e8 richiesta questa capacit\u00e0. Una capacit\u00e0 che domanda impegno, coinvolgimento profondo, rifiuto di accontentarci di una situazione di fatto (che pur domanda di essere conosciuta realisticamente, senza distorsioni, e ci\u00f2 non \u00e8 per niente facile) e capacit\u00e0 di conoscere l\u2019ideale verso cui accompagnare la persona o la comunit\u00e0 (pu\u00f2 a questo proposito essere interessante citare W. Goethe: <em>\u201cSe prendiamo l\u2019uomo come \u00e8, lo rendiamo peggiore; se prendiamo l\u2019uomo come dovrebbe essere, lo aiutiamo a diventarlo\u201d)<\/em>.<\/p>\n<p>Cosa vede Ges\u00f9: vede che \u201c<em>erano stanche e sfinite come pecore senza pastore\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019immagine delle pecore senza pastore ci richiama la polemica dei profeti contro i pastori inautentici che pascono se stessi, per cui le pecore si sono disperse, preda delle bestie selvatiche:<\/p>\n<p>\u201c[1] Mi fu rivolta questa parola del Signore: [2]&#8221;Figlio dell&#8217;uomo, profetizza contro i pastori d&#8217;Israele, predici e riferisci ai pastori: Dice il Signore Dio: Guai ai pastori d&#8217;Israele, che pascono se stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge? [3] Vi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore pi\u00f9 grasse, ma non pascolate il gregge. [4] Non avete reso la forza alle pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato quelle ferite, non avete riportato le disperse. Non siete andati in cerca delle smarrite, ma le avete guidate con crudelt\u00e0 e violenza. [5] Per colpa del pastore si sono disperse e sono preda di tutte le bestie selvatiche: sono sbandate. [6] Vanno errando tutte le mie pecore in tutto il paese e nessuno va in cerca di loro e se ne cura. [7] Perci\u00f2, pastori, ascoltate la parola del Signore: [8] Com&#8217;\u00e8 vero ch&#8217;io vivo, &#8211; parla il Signore Dio &#8211; poich\u00e9 il mio gregge \u00e8 diventato una preda e le mie pecore il pasto d&#8217;ogni bestia selvatica per colpa del pastore e poich\u00e9 i miei pastori non sono andati in cerca del mio gregge &#8211; hanno pasciuto se stessi senza aver cura del mio gregge &#8211; [9] udite quindi, pastori, la parola del Signore: [10] Dice il Signore Dio: Eccomi contro i pastori: chieder\u00f2 loro conto del mio gregge e non li lascer\u00f2 pi\u00f9 pascolare il mio gregge, cos\u00ec i pastori non pasceranno pi\u00f9 se stessi, ma strapper\u00f2 loro di bocca le mie pecore e non saranno pi\u00f9 il loro pasto\u201d (Ez 34,2-10).<\/p>\n<p>I pastori sono venuti meno alla loro missione, non sono stati vere guide.<\/p>\n<p>La polemica di Ges\u00f9 contro scribi e farisei tocca proprio questo aspetto: da una parte loro che sono stati messi a capo del popolo per guidarlo, che hanno ricevuto una particolare vocazione, dall\u2019altra la situazione drammatica del popolo senza vere guide che non ha pascolo, \u00e8 smarrito, \u00e8 attaccato da bestie feroci (cf. Mt 23,18).<\/p>\n<p>Dunque, la motivazione profonda dell\u2019impegno messianico-salvifico di Ges\u00f9, che deve prolungarsi nel compito dei discepoli, sta nella compassione, in quell\u2019amore gratuito e attivo che lo spinge a intervenire per alleviare le miserie del suo popolo.<\/p>\n<p>In Ges\u00f9 fremono le viscere materne di Dio, la sua divina misericordia. Prima ci siamo chiesti quale \u00e8 il nostro modo di guardare, ora potremmo chiederci quale \u00e8 il nostro modo di sentire. Cosa sentiamo, proviamo, nella relazione con le nostre comunit\u00e0 e con le singole persone. In altre parole, sarebbe interessante andare ad esaminare il nostro mondo emotivo per conoscere, distinguere o riconoscere, accogliere, purificare le emozioni, i sentimenti, gli affetti che vivono in noi e che possono facilitare o ostacolare il nostro ministero presbiterale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Terza parte. La messe e la preghiera (9,37-38)<\/strong><\/p>\n<p>Si passa dall\u2019immagine pastorale a quella agricola, dal gregge al campo di grano. \u00c8 un\u2019immagine antica riferita al compimento dei tempi. \u201cSi affrettino e salgano le genti alla valle di Gi\u00f2safat, poich\u00e9 l\u00ec sieder\u00f2 per giudicare tutte le genti all&#8217;intorno. Date mano alla falce, perch\u00e9 la messe \u00e8 matura\u201d (Gl 4,12-13a).<\/p>\n<p>La messe \u00e8 dunque Israele, campo pronto per la mietitura. L\u2019abbondanza della messe sottolinea il compimento della speranza e l\u2019urgenza dell\u2019impegno per quelli che sono associati al compito di convocare gli uomini per il giudizio salvifico.<\/p>\n<p>Le guide non assolvono il loro compito, non realizzano la missione loro affidata. Non si comportano da veri operai nel campo di Dio. Molti vestono l\u2019abito del dottore della legge o del sacerdote del tempio ma hanno smarrito il vero senso, il vero spirito di questa vita, della loro vocazione, del loro compito connesso a questa autorit\u00e0 e alla responsabilit\u00e0 nei confronti della gente.<\/p>\n<p>Dunque, l\u2019affermazione che gli operai sono pochi si riferisce piuttosto alla mancata corrispondenza di queste guide. Pochi sono gli operai autentici, le vere guide del popolo, pastori secondo il cuore di Dio capaci di preparare all\u2019incontro con il Messia.<\/p>\n<p>Di fronte al gregge senza pastore, o alla messe abbondante, Ges\u00f9 non procede con un \u201call\u2019opera\u201d, ma con un \u201cpregate\u201d. Questa preghiera ci aiuta a ricollocarci adeguatamente verso Dio (siamo suoi, \u00e8 Lui che ci manda), e verso il gregge o la messe (\u00e8 di Dio e non nostra: non possiamo correre il rischio di cadere in certi attaccamenti a contesti, persone o comunit\u00e0). \u00c8 Dio che manda i suoi pastori per il suo popolo (come ha mandato quei discepoli, 4,18-22, e ciascuno di noi).<\/p>\n<p>Un elemento interessante da rilevare \u00e8 il fatto che coloro i quali sono invitati a pregare perch\u00e9 il padrone della messe mandi operai, sono gli stessi che sono inviati da Ges\u00f9 e con lui condividono la stessa missione (invitati e inviati). Possiamo dunque dire che la preghiera precede e accompagna la missione, ne \u00e8 l\u2019ambito vitale; si accoglie e si compie la missione come frutto-derivazione della preghiera. Preghiera e missione, e attivit\u00e0 pastorale, e vita\u2026<\/p>\n<p>Da una parte siamo missionari nella misura in cui la nostra missione \u00e8 preceduta e accompagnata dalla preghiera; dall\u2019altra la preghiera al padrone della messe sar\u00e0 autentica nella misura in cui ci si mantiene a disposizione per questo compito (fin dal seminario \u00e8 uno dei criteri pi\u00f9 importanti per il discernimento: la docibilitas: disponibilit\u00e0 a lasciarsi formare, a lasciarsi coinvolgere, a lasciarsi; a lasciarsi, lasciare se stessi\u2026).<\/p>\n<p>La preghiera \u00e8 necessaria per l\u2019autenticit\u00e0 della missione, e la disponibilit\u00e0 alla missione \u00e8 necessaria per l\u2019autenticit\u00e0 della preghiera.<\/p>\n<p>A proposito dell\u2019autenticit\u00e0 della preghiera per le vocazioni: \u201cCardine di tutta la pastorale vocazionale \u00e8 la preghiera comandata dal Salvatore (Mt 9,38). Essa impegna non solo i singoli ma anche le intere comunit\u00e0 ecclesiali\u2026\u201d (NVNE 25e).<\/p>\n<p>Dunque, la considerazione che la messe \u00e8 molta e gli operai sono pochi, come anche l\u2019esortazione a pregare il padrone della messe affinch\u00e9 mandi operai nella sua messe, non possono significare, in modo riduttivo, che Dio dovrebbe chiamare un numero maggiore di persone.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significherebbe fare un torto alla sua amorevole provvidenza nei confronti dei bisogni della Chiesa; come se Dio non chiamasse in modo sufficiente. Il testo, d\u2019altro canto non dice pregate il padrone della messe perch\u00e9 mandi pi\u00f9 operai nella sua messe.<\/p>\n<p>La preghiera che Ges\u00f9 invita a fare non \u00e8 orientata ad un semplice incremento numerico delle vocazioni presbiterali; tanto meno a convincere Dio ad essere pi\u00f9 generoso.<\/p>\n<p>Ogni preghiera di domanda non \u00e8 pronunciata per informare Dio, e neppure per indurlo a fare secondo le nostre richieste. Dice S. Agostino: \u201cPotrebbe sembrare strano che Dio ci comandi di fargli delle richieste quando egli conosce, prima ancora che glielo domandiamo, quello che ci \u00e8 necessario. Dobbiamo per\u00f2 riflettere che a lui non importa tanto la manifestazione del nostro desiderio, cosa che egli conosce molto bene, quanto piuttosto che questo desiderio si ravvivi in noi mediante la domanda, affinch\u00e9 possiamo ottenere quello che egli \u00e8 gi\u00e0 disposto a concederci\u201d (Lett. 130 a Proba). \u201cDio non d\u00e0 se non a chi chiede, per non dare a chi non riceve\u201d (In Ps. 102, 10);<\/p>\n<p>Che Dio chiami continuamente non \u00e8 in discussione, e il come o il quanto non sta a noi determinarlo: soltanto lui conosce le vere necessit\u00e0 della Chiesa come pure i cuori di tutti gli uomini.<\/p>\n<p>Dunque, l\u2019accento della preghiera non cade tanto sul numero dei chiamati, quanto sulla loro vera realizzazione. Questa preghiera mira a domandare a Dio che ciascun chiamato, quanti egli vuole e come egli sa, corrisponda alla sua iniziativa e sia un vero operaio per la messe di Dio. A questo proposito S. Gregorio Magno cos\u00ec si esprime: \u201cPer una grande messe gli operai sono pochi. In questa scarsit\u00e0 non possiamo parlare senza profonda tristezza, poich\u00e9 vi sono persone che ascolterebbero la buona parola, ma mancano i predicatori. Ecco, il mondo \u00e8 pieno di sacerdoti, e tuttavia si trova assai di rado chi lavora nella messe del Signore. Ci siamo assunti l\u2019ufficio sacerdotale, ma non compiamo le opere che l\u2019ufficio comporta\u201d (Omelie sui vangeli, Omelia 17, 3, PL 76, 1139).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In conclusione<\/strong><\/p>\n<p>Ges\u00f9 ha davanti a s\u00e9 delle folle che appaiono stanche e sfinite come pecore senza pastore ma il suo sguardo \u00e8 capace di vedere una messe abbondante, biondeggiante, pronta per la mietitura.<\/p>\n<p>\u00c8 questo un richiamo al tema della speranza. La speranza che permette al nostro cuore di riconoscere in ogni essere umano la presenza di una messe pronta per la mietitura.<\/p>\n<p>\u00ab\u2026la speranza \u00e8 il segreto della vita cristiana. Essa \u00e8 il respiro assolutamente necessario sul fronte della missione della Chiesa e in particolare della pastorale vocazionale (&#8230;). Occorre quindi rigenerarla nei presbiteri, negli educatori, nelle famiglie cristiane, nelle famiglie religiose, negli Istituti Secolari. Insomma, in tutti coloro che devono servire la vita accanto alle nuove generazioni\u00bb (NVNE 3).<\/p>\n<p>L\u2019ingaggio dei mietitori, come il tempo della mietitura, sta sotto la sovrana e libera iniziativa di Dio, il Signore della messe. Il primo compito di noi discepoli \u00e8 quello di pregare perch\u00e9 siano inviati gli operai\u2026 e pregare significa gi\u00e0 sintonizzarci e renderci disponibili al progetto salvifico rivelato e inaugurato da Ges\u00f9 con la sua missione.<\/p>\n<p>In questa direzione mi sembrano significative le parole pronunciate da Papa Leone nella sua prima udienza generale il 21 maggio scorso: \u00abNoi siamo abituati a calcolare le cose \u2013 e a volte \u00e8 necessario \u2013, ma questo non vale nell\u2019amore! Il modo in cui questo seminatore \u201csprecone\u201d getta il seme \u00e8 un\u2019immagine del modo in cui Dio ci ama. \u00c8 vero, infatti, che il destino del seme dipende anche dal modo in cui il terreno lo accoglie e dalla situazione in cui si trova, ma anzitutto in<strong>\u00a0<\/strong>questa parabola Ges\u00f9 ci dice che Dio getta il seme della sua parola su ogni tipo di terreno, cio\u00e8 in qualunque nostra situazione: a volte siamo pi\u00f9 superficiali e distratti, a volte ci lasciamo prendere dall\u2019entusiasmo, a volte siamo oppressi dalle preoccupazioni della vita, ma ci sono anche i momenti in cui siamo disponibili e accoglienti. Dio \u00e8 fiducioso e spera che prima o poi il seme fiorisca. Egli ci ama cos\u00ec: non aspetta che diventiamo il terreno migliore, ci dona sempre generosamente la sua parola. Forse proprio vedendo che Lui si fida di noi, nascer\u00e0 in noi il desiderio di essere un terreno migliore. Questa \u00e8 la speranza, fondata sulla roccia della generosit\u00e0 e della misericordia di Dio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\n<hr class=\"wpba_attachment_hr\"><div id='wpba_attachment_list' class='wpba wpba-wrap'>\n<ul class='wpba-attachment-list unstyled'><li id='wpba_attachment_list_1215' class='wpba-list-item pull-left'><img src='https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/themes\/wp-starter-so\/icons\/document.png' width='16' height='20' class='wpba-icon pull-left'><a href='https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2025\/06\/Arcivescovo_Meditazione_Giornata_Santificazione_2025.pdf' title='Arcivescovo_Meditazione_Giornata_Santificazione_2025' class='wpba-link pull-left' target=\"_blank\">Arcivescovo_Meditazione_Giornata_Santificazione_2025<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arcivescovo_Meditazione_Giornata_Santificazione_2025\u00a0\u00a0\u00a0 \u00abGes\u00f9 andava attorno per tutte le citt\u00e0 e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e infermit\u00e0. Vedendo le folle ne sent\u00ec compassione, perch\u00e9 erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore. Allora disse ai suoi discepoli: \u201cla messe \u00e8 molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella &hellip; <a href=\"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/giornata-di-santificazione-sacerdotale-casa-di-spiritualita-oasi-nazareth-corato-20-giugno-2025-meditazione-dellarcivescovo-rogate-ergo-dominum-messis\/\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\"><\/span> <span class=\"meta-nav\">&raquo;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":1214,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1213"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1213"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1213\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1216,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1213\/revisions\/1216"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1214"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1213"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1213"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1213"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}