{"id":1767,"date":"2025-12-18T09:45:33","date_gmt":"2025-12-18T08:45:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/?p=1767"},"modified":"2025-12-18T09:46:02","modified_gmt":"2025-12-18T08:46:02","slug":"preparare-la-pace-non-la-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/preparare-la-pace-non-la-guerra\/","title":{"rendered":"\u201cPREPARARE LA PACE, NON LA GUERRA"},"content":{"rendered":"<p><em>La Nota \u201cEducare a una pace disarmata e disarmante\u201d promuove un\u2019educazione alla pace fondata su scelte concrete: obiezione di coscienza, servizio civile, disarmo, giustizia riparativa e cura del creato. Il testo invita a superare la logica della guerra, formare coscienze responsabili e costruire relazioni fondate su fraternit\u00e0, dignit\u00e0 umana e responsabilit\u00e0 sociale<\/em><\/p>\n<p>La guerra non \u00e8 pi\u00f9 un rumore lontano: orienta scelte pubbliche, condiziona i dibattiti politici e modifica priorit\u00e0 economiche. Nel 2024 la spesa militare globale ha superato i 2.700 miliardi di dollari, mentre conflitti in Ucraina, Gaza, Sudan e in altre aree coinvolgono direttamente le popolazioni civili. In questo contesto, l\u201981\u00aa Assemblea generale della Cei, riunita ad Assisi il 19 novembre 2025, ha approvato la Nota pastorale \u201cEducare a una pace disarmata e disarmante\u201d. Il testo, diffuso il 5 dicembre 2025, non propone evasioni dalla realt\u00e0, ma un confronto serio con le tensioni del presente, fondato sulla centralit\u00e0 di Cristo, \u201cnostra pace\u201d. La Nota afferma che la pace non \u00e8 un\u2019astrazione n\u00e9 un equilibrio diplomatico precario, ma un percorso che richiede conversione culturale e scelte coerenti. Ribadendo le indicazioni di Papa Francesco in Fratelli tutti, sottolinea che la sproporzione delle armi contemporanee rende inapplicabili i criteri tradizionali della \u201cguerra giusta\u201d e sollecita una lettura dei conflitti entro un quadro globale complesso, segnato da fragilit\u00e0 culturali e sociali. L\u2019invito \u00e8 a evitare interpretazioni riduttive e a promuovere uno sguardo capace di cogliere la densit\u00e0 delle situazioni, superando schemi contrappositivi e mantenendo la sobriet\u00e0 richiesta dal Vangelo della pace.<\/p>\n<p>Educare alla pace: dalla famiglia alla rete<\/p>\n<p>La sezione centrale valorizza l\u2019educazione come responsabilit\u00e0 condivisa tra famiglia, scuola, comunit\u00e0 ecclesiali e societ\u00e0 civile. La famiglia \u00e8 presentata come \u201cprima palestra di educazione alla pace\u201d, luogo dove si apprendono dialogo e gestione dei conflitti. La scuola \u00e8 chiamata a diventare \u201ccomunit\u00e0 educante\u201d, capace di promuovere cooperazione, pensiero critico e rispetto del pluralismo. Ampio rilievo \u00e8 dato al digitale, definito \u201cun ambiente che riconfigura la percezione del reale\u201d, in grado di generare \u201cletture degli eventi sganciate dalla realt\u00e0 dei fatti\u201d.\u2028Nel documento rientra anche la riflessione sull\u2019intelligenza artificiale, la cui capacit\u00e0 crescente di produrre contenuti alternativi al reale rischia di \u201ccancellare la distinzione tra ci\u00f2 che esiste e ci\u00f2 che \u00e8 artificialmente costruito\u201d.<\/p>\n<p>La Nota richiama le parole di Papa Francesco al G7 del 2024, che ha definito l\u2019IA \u201cuno strumento affascinante e tremendo\u201d. Educare alla pace significa, quindi, formare alla responsabilit\u00e0 comunicativa e alla cura delle parole, evitando che rete e tecnologie digitali diventino \u201cstrumenti di divisione\u201d invece che luoghi idonei a \u201ccostruire la fraternit\u00e0 umana\u201d. Per questo si invita a sviluppare percorsi che \u201ctrasformino la paura dell\u2019altro in opportunit\u00e0 di incontro\u201d, contribuendo a prevenire rigidit\u00e0 e contrapposizioni e restituendo alla relazione un ruolo decisivo nella costruzione del tessuto comunitario.<\/p>\n<p>Dall\u2019annuncio alla pratica: percorsi concreti<\/p>\n<p>La conclusione apre un orizzonte operativo che non elude la complessit\u00e0 dei conflitti, ma invita a leggerli con realismo. Si richiama la necessit\u00e0 di avere \u201cil coraggio di vie alternative per dare sostanza al realismo lungimirante della cura della dignit\u00e0 umana e del creato\u201d, ricordando che esperienze, quali l\u2019obiezione di coscienza e il servizio civile, hanno segnato il passaggio dalla logica del \u201cse vuoi la pace prepara la guerra\u201d a quella del \u201cse vuoi la pace prepara la pace\u201d. Si afferma che\u2028un servizio civile obbligatorio rappresenterebbe \u201cun investimento per dare alle prossime generazioni l\u2019occasione di praticare la cura per la dignit\u00e0 della persona umana e per l\u2019ambiente\u201d.<\/p>\n<p>Tra le piste indicate compare l\u2019obiezione bancaria, che invita a disinvestire da istituti coinvolti nella produzione di armamenti. La Nota dedica attenzione anche all\u2019assistenza spirituale nelle Forze armate, chiedendo forme capaci di sostenere una \u201cspiritualit\u00e0 della pace all\u2019altezza del compito\u201d. Viene, inoltre, sottolineato che l\u2019Unione europea mostra che \u201cun\u2019altra strada \u00e8 possibile, che la logica della violenza non \u00e8 inevitabile\u201d, sollecitando scelte che non alimentino scenari bellici. Altri ambiti includono la giustizia riparativa, definita pratica \u201ctesa a risanare relazioni in contesti di conflittualit\u00e0\u201d, e la cura del creato come dimensione essenziale della pace. La responsabilit\u00e0 ora passa alle diocesi, alle parrocchie e ai movimenti, chiamati a tradurre queste indicazioni in scelte verificabili, capaci di incidere nel tessuto sociale attraverso uno stile ecclesiale sobrio, attento e orientato alla costruzione della pace nel tempo presente.<\/p>\n<p><em>\u2028<\/em><em>Riccardo Benotti\/Sir<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Nota \u201cEducare a una pace disarmata e disarmante\u201d promuove un\u2019educazione alla pace fondata su scelte concrete: obiezione di coscienza, servizio civile, disarmo, giustizia riparativa e cura del creato. 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