{"id":1770,"date":"2025-12-18T09:47:56","date_gmt":"2025-12-18T08:47:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/?p=1770"},"modified":"2025-12-18T09:47:56","modified_gmt":"2025-12-18T08:47:56","slug":"natale-la-grazia-della-piccolezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/natale-la-grazia-della-piccolezza\/","title":{"rendered":"NATALE: la grazia della piccolezza"},"content":{"rendered":"<p><em>Carissimi fratelli<\/em><\/p>\n<p><em>e amate sorelle in Cristo,<\/em><\/p>\n<p><em>amici e amiche amati,<\/em><\/p>\n<p>abbiamo da poco iniziato il tempo di Avvento come invito ad accogliere il Bambino Ges\u00f9 nella nostra vita e, la prima curiosa considerazione che mi viene in mente \u00e8 che, ancora una volta, il Natale commerciale e consumistico ci precede, con grande anticipo, in questa preparazione che dovrebbe essere soprattutto spirituale ed esistenziale. E mi chiedo, e ti invito a chiederti: come ti stai preparando a questo nuovo Natale?<\/p>\n<p>Infatti, in questa notte natalizia, ancora una volta, si deve accendere una luce di gioia e di amore nei nostri cuori. Un angelo appare ai pastori, e oggi a noi, annunciando l\u2019atteso da secoli: \u00abOggi \u00e8 nato per voi un Salvatore, che \u00e8 Cristo Signore\u00bb (<em>Lc<\/em> 2,11). E indica il segno: un bambino nella cruda povert\u00e0 di una mangiatoia.<\/p>\n<p>Scusatemi se ripeto lo stesso messaggio dello scorso anno, ma il Vangelo insiste su questo contrasto: mostra da un lato l\u2019imperatore nella sua grandezza e, dall\u2019altra parte, un povero bambino avvolto in fasce, con dei pastori attorno.<\/p>\n<p>S\u00ec, Dio si manifesta nella piccolezza, Dio non cavalca la grandezza. La piccolezza \u00e8 la via che ha scelto per raggiungerci, per toccare i nostri cuori, per salvarci e riportarci a quello che conta.<\/p>\n<p>Fratelli e sorelle, sostando davanti al Presepe, andiamo oltre le luci e le decorazioni e contempliamo il Bambino. Lasciamoci attraversare da questo scandaloso stupore: Colui che abbraccia l\u2019universo ha bisogno di essere tenuto in braccio; Lui, che ha fatto il sole, ha bisogno di essere scaldato; la Tenerezza in persona ha bisogno di essere coccolata; la Parola eterna \u00e8 infante, cio\u00e8 incapace di parlare; il Pane della vita deve essere nutrito; il creatore del mondo \u00e8 senza dimora. Oggi tutto si ribalta! La sua grandezza si offre nella piccolezza. E chiediamoci: sappiamo accogliere e imitare in noi questa manifestazione di Dio?<\/p>\n<p>Lui si fa piccolo agli occhi del mondo e noi continuiamo a ricercare la grandezza secondo il mondo, magari persino in nome suo; Dio si abbassa e noi vogliamo salire sul piedistallo; l\u2019Altissimo indica l\u2019umilt\u00e0 e noi pretendiamo apparire; Dio va in cerca dei pastori, degli invisibili e noi cerchiamo visibilit\u00e0, vogliamo farci vedere; Ges\u00f9 nasce per servire e noi passiamo gli anni a inseguire il successo.<\/p>\n<p>Ecco, allora, cosa chiedere a Ges\u00f9 in questo Natale: la grazia della piccolezza. S\u00ec, perch\u00e8 Lui vuole, innanzittutto, abitare i semplici gesti che compiamo a casa, in famiglia, a scuola, al lavoro. \u00c8 un messaggio di grande speranza: Ges\u00f9 ci invita a valorizzare e riscoprire le piccole cose della vita.<\/p>\n<p>Ma Ges\u00f9 non desidera venire solo nelle piccole cose della nostra vita, ma anche nella nostra piccolezza: nel nostro sentirci deboli, fragili, inadeguati, magari persino sbagliati. E davanti al nostro essere, Dio ci risponde e dice: \u201cTi amo cos\u00ec come sei. La tua piccolezza non mi spaventa, le tue fragilit\u00e0 non mi inquietano. Mi sono fatto piccolo per te. Per essere il tuo Dio sono diventato tuo fratello. Fratello amato, sorella amata, non avere paura di me, ma ritrova in me la tua grandezza. Ti sono vicino e solo questo ti chiedo: fidati di me e aprimi il tuo cuore\u201d.<\/p>\n<p>Accogliere la piccolezza ha anche un terzo significato: abbracciare Ges\u00f9 nei piccoli di oggi, amarlo negli ultimi, servirlo nei poveri, onorarlo negli esclusi e abbandonati dalla societ\u00e0: sono i prediletti di Ges\u00f9, che ci accoglieranno un giorno in cielo solo se oggi ci prenderemo cura di loro, Ges\u00f9 vivo e presente oggi in mezzo a noi, accarezzandoli, accogliendoli, curando le loro ferite e dando vita dignitosa.<\/p>\n<p>Infatti, contemplando il Presepe, vediamo che Ges\u00f9 fin dalla sua nascita \u00e8 circondato dai piccoli e poveri, rappresentati dai pastori. E Ges\u00f9 nasce accanto a loro, vicino ai dimenticati delle periferie; nasce dove la dignit\u00e0 dell\u2019uomo \u00e8 messa alla prova; viene a nobilitare gli esclusi e si rivela non a personaggi colti e importanti, ma a gente povera.<\/p>\n<p>Allora, come ai tempi di No\u00e9, davanti al diluvio odierno di parole offensive, di rabbia, di contrapposizioni, di sospetti, di ignoranza, di disinteresse, di disonest\u00e0, ecco che la nascita del Signore ci chiede di non fingere, o di non far niente, chiudendo gli occhi, la bocca e le orecchie, pensando che noi non siamo coinvolti, o che la colpa \u00e8 sempre degli altri; siamo invece chiamati a costruire l\u2019arca della fraternit\u00e1, della comunione, della giustiza, della vita dignitosa per ogni essere umano.<\/p>\n<p>S\u00ec, il nostro attuale diluvio ci invita a riflettere, ad alzare lo sguardo, a fare delle scelte coraggiose per accogliere in noi la novit\u00e0 della nascita di Ges\u00f9, per osare Dio e vivere concretamente la sua Parola.<\/p>\n<p>Dio, infatti, chiede ancora di nascere in ciascuno di noi, nonostante che rischiamo di abituarci allo stupore della sua Presenza tra noi.<\/p>\n<p>S\u00ec, abbiamo bisogno di una scrollata, di una profezia, proprio come quella di Isaia che ci invita ad abbandonare l\u2019arte della guerra, di qualsiasi guerra; a non forgiare pi\u00f9 le armi, per fondere gli aratri, perch\u00e8 dopo tanti anni di odio e di guerre, l\u2019essere umano non \u00e8 cambiato: le diversit\u00e0 diventano divisione, le opinioni altrui una minaccia, il modo di vedere differente le cose un ostacolo; l\u2019altro sembra essere avversario, nemico, pericolo.<\/p>\n<p>Si, viene Dio, perch\u00e9 siamo ancora preziosi davanti ai suoi occhi; sa che dentro la cassaforte del nostro cuore brilla il diamante del desiderio e dell\u2019amore ancora da scoprire e da donare.<\/p>\n<p>Per questo, il Natale ci viene donato come invito ad alzare lo sguardo, a rivestirci di Cristo ed essere riempiti dal suo divino amore. A noi \u00e8 chiesto di spalancare il cuore, di aprire gli occhi, di lasciar emergere il desiderio di una vita migliore.<\/p>\n<p>Svegliati, mio amico e mia amica, smettila di fare la vittima e solo lamentarti. Dio viene, davvero, oggi, adesso. Svegliati nella tua anima: prega, ama, medita e, soprattutto, agisci.<\/p>\n<p>Come dice Bonhoeffer: \u00abNessuno possiede Dio in modo tale da non doverlo pi\u00f9 attendere. Eppure, non pu\u00f2 attendere Dio chi non sapesse che Dio ha gi\u00e0 atteso lungamente lui\u00bb.<\/p>\n<p>Con affetto, il vostro amico e fratello in Cristo<\/p>\n<p><em>Mario Pellegrino<\/em>,<em> sacerdote Fidei Donum<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi fratelli e amate sorelle in Cristo, amici e amiche amati, abbiamo da poco iniziato il tempo di Avvento come invito ad accogliere il Bambino Ges\u00f9 nella nostra vita e, la prima curiosa considerazione che mi viene in mente \u00e8 che, ancora una volta, il Natale commerciale e consumistico ci precede, con grande anticipo, in questa preparazione che dovrebbe essere soprattutto spirituale ed esistenziale. 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