{"id":2357,"date":"2026-04-01T19:30:06","date_gmt":"2026-04-01T17:30:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/?p=2357"},"modified":"2026-04-01T22:38:51","modified_gmt":"2026-04-01T20:38:51","slug":"piu-parola-meno-parole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/piu-parola-meno-parole\/","title":{"rendered":"Pi\u00f9 Parola,  meno parole!"},"content":{"rendered":"<p data-wp-editing=\"1\"><a href=\"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/04\/omelia-messa-crismale-2026-c.pdf\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-331040\" src=\"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/02\/logo-pdf-trasparente_2628511_5712633_7657354_7603816.png\" alt=\"\" width=\"114\" height=\"114\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/04\/omelia-messa-crismale-2026-c.pdf\">Scarica<\/a> <a href=\"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/04\/omelia-messa-crismale-2026-c.pdf\">l&#8217;omelia della messa crismale<\/a><\/p>\n<h2><span style=\"color: #333399\"><strong>Pi\u00f9 Parola, meno parole!<\/strong><\/span><\/h2>\n<h4><strong><span style=\"color: #333399\"><em>OMELIA<\/em><\/span> <em><span style=\"color: #333399\">nella MESSA CRISMALE<\/span><\/em><\/strong><\/h4>\n<h5><strong><em>Mercoled\u00ec Santo &#8211; 1 aprile 2026<\/em><\/strong><\/h5>\n<h5><strong><em>Cattedrale di Trani<\/em><\/strong><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: inherit;color: #0a0a0a\">In quel tempo, Ges\u00f9 venne a Nazaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entr\u00f2 nella sinagoga\u00bb. Anche oggi, secondo il suo solito, Ges\u00f9 viene in mezzo a noi nella Parola e nel pane e vino consacrati. \u00c8 bello ritrovarci come Chiesa di Trani-Barletta-Bisceglie, insieme a Lui, per la celebrazione della Messa del Crisma. \u00c8 bello incontrarci, salutarci, sentirci chiamati a testimoniare il nostro essere Chiesa e, per noi preti, il nostro essere presbiterio.<\/span><\/p>\n<p>Nella sinagoga di Nazaret, come abbiamo appena ascoltato dal vangelo di Luca, Ges\u00f9 \u00e8 il personaggio centrale. Si alza in piedi, legge il rotolo del profeta Isaia e conclude dicendo: \u00abOggi si \u00e8 compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato\u00bb. \u00c8 lui il Cristo, l\u2019Unto, il Messia, il compimento della storia della salvezza.<\/p>\n<p>\u00abGli occhi di tutti erano fissi su di lui\u00bb. Anche noi vogliamo fissare il nostro sguardo su Ges\u00f9, centro della nostra esistenza, desideriamo ascoltarlo. Quanto \u00e8 importante, e a volte disatteso, l\u2019ascoltarlo. Se questo tempo, questo mondo, la nostra Chiesa, lasciassero di pi\u00f9 parlare Ges\u00f9 e fossero capaci di maggiore silenzio, ascolto, sicuramente qualcosa cambierebbe in meglio. Abbiamo bisogno di pi\u00f9 silenzio come condizione perch\u00e9 Ges\u00f9, Parola del Dio vivente, possa essere ascoltato. Potremmo esprimere questo concetto con una frase: pi\u00f9 Parola, meno parole! Non possiamo sostituirci a lui e non dobbiamo dimenticare che uno solo \u00e8 il Maestro e noi siamo suoi discepoli.<\/p>\n<p>Sono importanti, a questo proposito, le parole di Papa Leone XIV nel Messaggio per la Quaresima 2026 quando ci invita al \u00abdigiuno che attraversi anche la lingua, perch\u00e9 diminuiscano le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce dell\u2019altro\u00bb e con ci\u00f2 \u00abrimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perch\u00e9 la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno\u00bb.<\/p>\n<p>Inquietudini e distrazioni ci portano alla dispersione dei cuori, ad essere pi\u00f9 impegnati nel collocare noi stessi, le nostre posizioni al centro anzich\u00e9 riconoscere e accogliere la centralit\u00e0 del mistero di Dio, con grande danno e impoverimento per la nostra vita ed esperienza di fede. Teniamo conto che mistero, nel linguaggio biblico e liturgico, non indica una realt\u00e0 incomprensibile, inaccessibile, oscura. Mistero significa abbondanza, ricchezza, eccedenza che supera sempre la nostra capacit\u00e0 di comprensione, di accoglienza. Dio \u00e8 mistero perch\u00e9 \u00e8 sempre oltre ci\u00f2 che siamo stati capaci di comprendere o di sperimentare nella relazione con Lui. \u00c8 novit\u00e0, sempre novit\u00e0, che ci chiama alla continua conversione per essere capaci di accogliere ci\u00f2 che \u00e8 nuovo e domanda cambiamento.<\/p>\n<p>Il Vangelo di questa sera \u00e8 un insegnamento sulla persona di Ges\u00f9 e sulla missione che \u00e8 chiamato a compiere. \u00c8 venuto \u00ab<em>a portare il lieto annuncio ai miseri<\/em>\u00bb, \u00ab<em>a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libert\u00e0 degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l\u2019anno di grazia del Signore<\/em>\u00bb. Ges\u00f9 si dona a noi per amore, totalmente, fino alla morte, per la nostra salvezza. \u00c8 questo il Suo sacerdozio, la Sua regalit\u00e0, la Sua profezia. A questa missione, in forza del sacramento del Battesimo che ci ha consacrati e inseriti nel Suo corpo, siamo chiamati a partecipare, tutti insieme, come popolo regale, sacerdotale e profetico.<\/p>\n<p>La missione, vissuta come prossimit\u00e0, \u00e8 proprio il tema che abbiamo approfondito nei giorni del Convegno pastorale ad ottobre. Ci siamo lasciati orientare dalle parole di Papa Francesco nell\u2019Esortazione Apostolica <em>Evangelii Gaudium<\/em> al numero 273: \u00abIo\u00a0sono una missione\u00a0su questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo. Bisogna riconoscere se stessi come marcati a fuoco da tale missione di illuminare, benedire, vivificare, sollevare, guarire, liberare. L\u00ec si rivela l\u2019infermiera nell\u2019animo, il maestro nell\u2019animo, il politico nell\u2019animo, quelli che hanno deciso nel profondo di essere con gli altri e per gli altri\u00bb.<\/p>\n<p>Questa sera preghiamo anche per il sacerdozio ministeriale, per tutti i nostri presbiteri che tra poco risponderanno a questa domanda: \u00ab<em>Volete unirvi e conformarvi intimamente al Signore Ges\u00f9, rinunciando a voi stessi e rinnovando i sacri impegni che, spinti dall\u2019amore di Cristo, avete assunto con gioia verso la sua Chiesa nel giorno della vostra ordinazione sacerdotale?<\/em>\u00bb. \u00c8 un rinnovare quanto hanno promesso il giorno dell\u2019ordinazione sacerdotale perch\u00e9 continuino a sentire la chiamata a testimoniare con gioia la loro intima unione alla vita del Signore e gli impegni verso la sua Chiesa.<\/p>\n<p>Mi piace ricordare che quest\u2019anno ricorre l\u2019ottavo centenario della morte di San Francesco. Permettetemi di richiamare una considerazione del Dicastero per il clero che, credo, sia importante per ciascuno di noi: \u00abSan Bonaventura, che era insieme a san Tommaso d\u2019Aquino, uno dei pi\u00f9 grandi teologi dell\u2019Universit\u00e0, non esita a parlare della teologia e della scienza di Francesco, considerandola molto superiore a quella dei maestri dell\u2019Universit\u00e0\u2026 Francesco fu il pi\u00f9 grande teologo del suo tempo, teologo nel senso pi\u00f9 alto, cio\u00e8 colui che conosce Dio alla misura del suo amore, secondo le parole di Giovanni: \u201cColui che ama \u00e8 nato da Dio e conosce Dio, mentre colui che non ama non ha conosciuto Dio, perch\u00e9 Dio \u00e8 Amore\u201d (1Gv 4\/7-8)\u00bb. Il modo di essere teologo da parte di San Francesco \u00e8 quello di \u00abspiegare la Parola con la sua vita, vivendo pienamente il Vangelo nella Chiesa, con l\u2019approvazione del Papa\u00bb (https:\/\/www.clerus.org\/clerus\/dati\/2002-01\/23-999999\/P2.html).<\/p>\n<p>Racconta ancora San Bonaventura che \u00abuna volta i frati gli chiesero se aveva piacere che le persone istruite, dopo essere state accolte nell\u2019Ordine, si applicassero allo studio della Scrittura; ed egli rispose: \u00abNe ho piacere, s\u00ec; purch\u00e9, per\u00f2, sull\u2019esempio di Cristo, di cui si legge non tanto che ha studiato quanto che ha pregato, non trascurino di dedicarsi all\u2019orazione e purch\u00e9 studino non tanto per sapere come devono parlare, quanto per mettere in pratica le cose apprese, e, solo quando le hanno messe in pratica, le propongano agli altri\u00bb (FF 1188). In conclusione, l\u2019augurio pasquale che desidero rivolgere alla nostra Chiesa di Trani-Barletta-Bisceglie \u00e8 quello di essere tutti teologi. Tutti teologi nel senso pi\u00f9 alto: conoscitori di Dio alla misura del suo amore e, per questo, capaci di spiegare la Parola con la nostra vita in comunione con tutta la Chiesa.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"MESSA CRISMALE CATTEDRALE DI TRANI 1 APRILE 2026\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/HhwP1AMsa5E?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scarica l&#8217;omelia della messa crismale Pi\u00f9 Parola, meno parole! 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