{"id":3175,"date":"2026-04-21T11:50:43","date_gmt":"2026-04-21T09:50:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/?p=3175"},"modified":"2026-04-21T11:50:43","modified_gmt":"2026-04-21T09:50:43","slug":"caregiver-da-impegno-invisibile-a-priorita-pubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/caregiver-da-impegno-invisibile-a-priorita-pubblica\/","title":{"rendered":"Caregiver da impegno invisibile a priorit\u00e0 pubblica"},"content":{"rendered":"<p>Il ruolo del <strong>caregiver<\/strong>, figura rilevante nel sistema sociosanitario, al centro del <strong>3\u00b0 Convegno Regionale promosso dal Forum delle Associazioni Sociosanitarie<\/strong>, tenutosi lo scorso 18 aprile 2026 presso la Parrocchia dello Spirito Santo a Trani con il patrocinio del Comune di Trani, del Garante Regionale dei diritti delle persone con disabilit\u00e0 e della Arcidiocesi Trani-Barletta-Bisceglie.<\/p>\n<p>Il titolo dell\u2019evento \u2014 <strong>Caregiver: dalla Responsabilit\u00e0 Privata alla Priorit\u00e0 Pubblica. Il Terzo Settore come Primo Presidio di Prossimit\u00e0<\/strong> \u2014 sintetizza con chiarezza una sfida ormai evidente nel dibattito pubblico: riconoscere, sostenere e valorizzare chi, ogni giorno, si prende cura delle persone pi\u00f9 fragili, spesso in assenza di adeguati strumenti e tutele. Fulcro del dibattito \u00e8 il passaggio da una dimensione della cura confinata alla sfera privata alla sua piena ridefinizione come priorit\u00e0 pubblica, da assumere e sostenere mediante politiche strutturate e responsabilit\u00e0 condivise.<\/p>\n<p>A coordinare i lavori \u00e8 stata la <strong>dott.ssa Candida Tangorra<\/strong>, <strong>Presidente Regionale del Forum Puglia<\/strong>, che, nel ruolo di moderatrice, ha garantito un confronto fluido e costruttivo tra le associazioni coinvolte. Il suo contributo si \u00e8 soffermato in particolare sul valore del Terzo Settore come <strong>presidio di prossimit\u00e0<\/strong>, per offrire risposte concrete e colmare, spesso, le lacune del sistema pubblico, contribuendo cos\u00ec a rafforzare quella rete di sostegno alle persone pi\u00f9 fragili. \u00a0I <strong>caregiver<\/strong>, letteralmente \u201c<strong>coloro che si prendono cura dell\u2019altro\u201d<\/strong>, si trovano spesso ad affrontare il loro ruolo in solitudine, stretti tra responsabilit\u00e0 quotidiane e un sistema segnato da un\u2019eccessiva burocratizzazione. Un carico che rischia di tradursi in isolamento e difficolt\u00e0 operative, soprattutto in assenza di riferimenti chiari e sostegni adeguati. Da qui emerge con forza la necessit\u00e0 di fare rete e di investire nel valore dell\u2019associazionismo. Le realt\u00e0 del Terzo Settore rappresentano infatti un punto di riferimento essenziale, capace di offrire supporto concreto, orientamento e condivisione di esperienze. Credere nell\u2019associazione significa, in questo senso, costruire percorsi collettivi di cura, trasformando una condizione spesso individuale in una responsabilit\u00e0 condivisa e pi\u00f9 sostenibile &#8211; ha evidenziato\u00a0 la moderatrice.<\/p>\n<p>Dopo i saluti istituzionali \u00e8 intervenuto il <strong>prof. Aldo Bova<\/strong>, <strong>Presidente Nazionale del Forum Sociosanitario, <\/strong>che ha offerto una riflessione di ampio respiro sulle trasformazioni della societ\u00e0 contemporanea. Nel suo intervento, il professore ha evidenziato come, nel contesto attuale, si assiste a una progressiva perdita della propensione a prendersi cura dell\u2019altro. I mutamenti sociali, culturali ed economici hanno infatti contribuito a indebolire i legami di solidariet\u00e0, favorendo modelli individualistici che rischiano di marginalizzare le persone pi\u00f9 fragili.<\/p>\n<p>A fronte di tale scenario, Bova ha sottolineato la necessit\u00e0 di promuovere e riscoprire la <strong>prossimit\u00e0<\/strong> come valore fondamentale dell\u2019agire sociale. In questa prospettiva, le parrocchie possono assumere un ruolo strategico, configurandosi come luoghi privilegiati per la costruzione di \u201c<strong>laboratori di prossimit\u00e0\u201d,<\/strong> ovvero spazi dove sviluppare relazioni di sostegno, esperienze di solidariet\u00e0 concreta e percorsi condivisi di cura. Questi\u00a0 spazi\u2013 ha affermato- non devono limitarsi a interventi assistenziali, ma devono diventare veri e propri centri di attivazione comunitaria, capaci di coinvolgere cittadini, volontari e istituzioni in una rete collaborativa.<\/p>\n<p>Il <strong>dott. Antonio Giampietro<\/strong>, <strong>Garante Regionale dei diritti delle persone con disabilit\u00e0<\/strong>, ha offerto un\u2019analisi articolata della figura del <strong>caregiver<\/strong>, soffermandosi sugli interventi regionali, sul contesto normativo nazionale e sulle prospettive del sistema di tutela. Giampietro ha evidenziato come il caregiver rappresenti una risorsa imprescindibile nell\u2019ambito dell\u2019assistenza alle persone con disabilit\u00e0 e non autosufficienti, pur restando spesso privo di un pieno riconoscimento giuridico e istituzionale. A livello regionale, sono stati illustrati i principali strumenti di sostegno attivati, tra cui contributi economici come il sostegno familiare e il patto di cura, sostegno psicologico, misure di sollievo e percorsi di formazione, \u00a0finalizzati a ridurre il carico assistenziale e a migliorare la qualit\u00e0 della vita sia del caregiver sia dell\u2019assistito.<\/p>\n<p>L\u2019intervento dell\u2019<strong>avvocato Malcangi <\/strong>ha posto l\u2019attenzione su un tema giuridico: <strong>la responsabilit\u00e0 penale del caregiver<\/strong>, analizzata sia sotto il profilo commissivo sia omissivo.<\/p>\n<p>L\u2019analisi ha evidenziato come il <strong>caregiver<\/strong>, pur operando spesso in un contesto informale e privo di un riconoscimento normativo pienamente strutturato, possa essere chiamato a rispondere penalmente per le proprie azioni, ma anche per eventuali omissioni. Da un lato, infatti, si configurano ipotesi di responsabilit\u00e0 commissiva nei casi in cui un comportamento attivo provochi un danno alla persona assistita; dall\u2019altro, assumono particolare rilevanza i profili omissivi, legati alla mancata attivazione di interventi dovuti, soprattutto quando sussiste una posizione di garanzia nei confronti del soggetto fragile.<\/p>\n<p>Nel suo intervento, l\u2019avvocato ha evidenziato la necessit\u00e0 di un equilibrio tra la tutela della persona assistita e la salvaguardia del <strong>caregiver<\/strong>, spesso privo di adeguata formazione e supporto. Un quadro che rende evidente l\u2019urgenza di un intervento normativo pi\u00f9 chiaro, capace di definire diritti, doveri e limiti della responsabilit\u00e0, riducendo le zone d\u2019ombra che oggi espongono i caregiver a rischi giuridici non sempre proporzionati al contesto in cui operano.<\/p>\n<p>Ampio spazio \u00e8 stato dedicato alla <strong>tavola rotonda<\/strong> momento di confronto tra associazioni e operatori.<\/p>\n<p><strong>Anna Sinigaglia <\/strong>ha richiamato l\u2019attenzione su un aspetto tanto decisivo quanto spesso trascurato: <strong>la formazione di chi si prende cura<\/strong>. Il suo intervento ha messo in luce come il <strong>caregiver<\/strong>, pur rappresentando una figura centrale nel sistema di assistenza, operi frequentemente in assenza di un adeguato supporto formativo, con conseguenze rilevanti sia sulla qualit\u00e0 della cura sia sul benessere personale. In questa prospettiva, <strong>Sinigaglia<\/strong> ha sottolineato la necessit\u00e0 di strutturare percorsi formativi accessibili e continuativi, in grado di fornire non solo competenze pratiche e conoscenze sanitarie di base, ma anche strumenti relazionali ed emotivi. La cura, infatti, implica una dimensione comunicativa e affettiva che richiede preparazione e consapevolezza. Particolare rilievo \u00e8 stato attribuito alla formazione come leva di empowerment: un caregiver adeguatamente formato \u00e8 pi\u00f9 capace di affrontare situazioni complesse, prevenire rischi e interagire in modo efficace con i servizi sanitari e sociali.<\/p>\n<p><strong>Katia Pinto<\/strong> ha affrontato il <strong>tema dell\u2019Alzheimer<\/strong> e <strong>il<\/strong> <strong>ruolo della comunit\u00e0<\/strong> per le persone con demenza e per i loro caregiver, ponendo l\u2019attenzione sulla necessit\u00e0 di costruire una rete territoriale solida e inclusiva, capace di sostenere non solo chi \u00e8 affetto da Alzheimer, ma anche chi se ne prende cura quotidianamente. L\u2019intervento ha sottolineato come la comunit\u00e0 possa svolgere un ruolo determinante nel migliorare la qualit\u00e0 della vita: servizi sociosanitari integrati, associazioni di volontariato, enti locali e cittadini possono contribuire a creare un ambiente pi\u00f9 accogliente e consapevole. In quest\u2019ottica, diventa fondamentale promuovere iniziative di formazione, supporto psicologico e momenti di condivisione per i caregiver, spesso esposti a condizioni di stress e isolamento. Particolare rilievo viene dato anche al concetto di <strong>comunit\u00e0 amica della demenza<\/strong>, un modello gi\u00e0 diffuso in diversi contesti europei, che punta a rendere spazi pubblici, servizi e relazioni sociali pi\u00f9 accessibili e comprensibili per chi vive questa condizione.<\/p>\n<p><strong>Stefania Grimaldi<\/strong>, dell\u2019associazione <strong>Work-Aut,<\/strong> ha rivolto il proprio intervento sull\u2019inserimento nel mondo del lavoro degli adulti accompagnati da <strong>caregiver<\/strong>, mettendo in evidenza le difficolt\u00e0 ma anche le opportunit\u00e0 presenti nel sistema attuale. L\u2019attenzione \u00e8 stata rivolta alle strategie che permettono di conciliare esigenze assistenziali e autonomia professionale, evidenziando il ruolo chiave delle reti territoriali, delle associazioni e delle cooperative sociali. In questo contesto, il caregiver non \u00e8 visto solo come figura di supporto, ma come parte integrante di un percorso che mira a valorizzare e a favorirne la partecipazione attiva nella societ\u00e0. L\u2019intervento ha puntato a sensibilizzare istituzioni e imprese sull\u2019importanza di creare ambienti di lavoro inclusivi, capaci di accogliere fragilit\u00e0 senza rinunciare alla produttivit\u00e0, promuovendo modelli organizzativi pi\u00f9 flessibili e sostenibili.<\/p>\n<p><strong>Pasquita Ciriello<\/strong> ha portato all\u2019attenzione il dedicato ruolo del caregiver nell\u2019accompagnamento dei pi\u00f9 giovani nel percorso educativo. L\u2019analisi si \u00e8 concentrata sulle difficolt\u00e0 che bambini e ragazzi con fragilit\u00e0 \u2013 cognitive, relazionali o sanitarie \u2013 incontrano all\u2019interno della scuola, e su come il caregiver rappresenti un ponte fondamentale tra famiglia, istituzioni scolastiche e servizi territoriali. Una figura spesso silenziosa, ma determinante nel garantire continuit\u00e0, sostegno emotivo e partecipazione attiva alla vita scolastica. <strong>Ciriello<\/strong> ha evidenziato l\u2019importanza di costruire ambienti educativi realmente inclusivi, dove specialisti,\u00a0 operatori \u00a0e caregiver possano collaborare in modo strutturato. Tra i punti chiave, la necessit\u00e0 di una formazione specifica per il personale scolastico, l\u2019adozione di strumenti didattici personalizzati e il rafforzamento dei servizi di supporto. L\u2019obiettivo \u00e8 superare una visione emergenziale dell\u2019assistenza, per costruire invece un sistema stabile e integrato.<\/p>\n<p><strong>Roberto Nacci<\/strong> ha presentato un esempio concreto di utilizzo degli emoderivati a domicilio, delineando un modello virtuoso di presa in carico del paziente fragile. Il suo intervento ha evidenziato in modo chiaro come la somministrazione domiciliare di questi farmaci possa rappresentare una soluzione efficace per migliorare la qualit\u00e0 della vita dei pazienti, riducendo al contempo la necessit\u00e0 di ricoveri ospedalieri e di accessi frequenti alle strutture sanitarie.<\/p>\n<p><strong>Angelo Guarriello<\/strong> ha evidenziato il contributo fondamentale delle associazioni di volontariato all\u2019interno del sistema sociosanitario,\u00a0 mettendo in luce come queste realt\u00e0 rappresentino un presidio essenziale sul territorio, capaci di intercettare bisogni spesso inespressi e di offrire risposte rapide e flessibili. In particolare \u00e8 stato\u00a0 sottolineato il valore della collaborazione tra volontariato, istituzioni e servizi sanitari, in una logica di integrazione che rafforza l\u2019efficacia degli interventi e favorisce una presa in carico pi\u00f9 completa della persona fragile. Le associazioni, infatti, non solo affiancano i <strong>caregiver <\/strong>nelle attivit\u00e0 quotidiane, ma contribuiscono anche a creare reti di supporto, promuovendo inclusione sociale e solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>In un contesto sociale segnato dall\u2019invecchiamento della popolazione e dall\u2019aumento delle fragilit\u00e0, che rendono sempre pi\u00f9 urgente una risposta strutturata e coordinata, il convegno \u00e8 stato un\u2019occasione concreta per fare rete, condividere esperienze e delineare prospettive comuni e soprattutto promuovere un cambio di paradigma: il <strong>caregiver <\/strong>non pi\u00f9 figura invisibile, ma pilastro riconosciuto del sistema di cura.<\/p>\n<p><em>Francesca Leone<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-3177\" src=\"http:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-09.53.07-1-1024x768.jpeg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-09.53.07-1-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-09.53.07-1-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-09.53.07-1-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-09.53.07-1-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-09.53.07-1-600x450.jpeg 600w, https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-09.53.07-1-1200x900.jpeg 1200w, https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-09.53.07-1-800x600.jpeg 800w, https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-09.53.07-1.jpeg 1600w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-3178\" src=\"http:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-09.53.07-4-1024x768.jpeg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-09.53.07-4-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-09.53.07-4-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-09.53.07-4-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-09.53.07-4-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-09.53.07-4-600x450.jpeg 600w, https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-09.53.07-4-1200x900.jpeg 1200w, https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-09.53.07-4-800x600.jpeg 800w, https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/wp-content\/uploads\/sites\/26\/2026\/04\/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-09.53.07-4.jpeg 1600w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ruolo del caregiver, figura rilevante nel sistema sociosanitario, al centro del 3\u00b0 Convegno Regionale promosso dal Forum delle Associazioni Sociosanitarie, tenutosi lo scorso 18 aprile 2026 presso la Parrocchia dello Spirito Santo a Trani con il patrocinio del Comune di Trani, del Garante Regionale dei diritti delle persone con disabilit\u00e0 e della Arcidiocesi Trani-Barletta-Bisceglie. 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