{"id":3182,"date":"2026-04-22T10:12:48","date_gmt":"2026-04-22T08:12:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/?p=3182"},"modified":"2026-04-22T10:13:17","modified_gmt":"2026-04-22T08:13:17","slug":"i-gesti-le-parole-lascolto-lo-sguardo-e-il-profumo-di-papa-francesco-il-ricordo-ad-un-anno-dalla-sua-nascita-al-cielo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/i-gesti-le-parole-lascolto-lo-sguardo-e-il-profumo-di-papa-francesco-il-ricordo-ad-un-anno-dalla-sua-nascita-al-cielo\/","title":{"rendered":"I gesti, le parole, l\u2019ascolto, lo sguardo e il profumo di Papa Francesco. Il ricordo ad un anno dalla sua nascita al Cielo"},"content":{"rendered":"<p>\u201cVorrei una Chiesa povera per i poveri; pace e non guerra\u201d. A poche ore dalla sua nomina a vescovo di Roma nonch\u00e9 nuovo pontefice in quel non molto lontano 13 marzo del 2013, Jorge Mario Bergoglio meglio conosciuto come Papa Francesco il 266esimo pontefice della Chiesa cattolica, si presentava al mondo cos\u00ec. Canonico abito talare bianco senza eccessi decorativi; scarpe nere; andamento deciso e volto sorridente; 76 anni; poche parole, ma dirompenti. Il nome scelto per il suo papato? Francesco, come quello del poverello di Assisi. Un uomo \u201cpovero\u201d tra la gente, venuto dalla \u201cfine del mondo\u201d come egli stesso amava definirsi. Un ministero pastorale petrino durato 12 anni ed incentrato sulla carit\u00e0 ed accoglienza verso tutti. Sono tante le testimonianze e i racconti legati a Papa Francesco, altrettante le esperienze fatte a stretto contatto da chi lo ha dapprima conosciuto e poi assistito. Tutti parlano di un uomo con una personalit\u00e0 forte, tenace nel suo percorso e dal cuore grande. Un uomo che non ha mai messo in discussione il rapporto tra fede e credo libero individuale, ma che ha reso il tutto come opportunit\u00e0 vera verso l\u2019accoglienza delle diversit\u00e0. Un viatico verso l\u2019unit\u00e0 dei popoli e delle genti, dove anche nell\u2019enciclica \u201cLaudato si\u201d tutto per Francesco era connesso. Ecco un breve excursus del suo ministero pastorale petrino, da quel 13 marzo di 13 anni fa sino ad oggi. Noi lo vogliamo ricordare cos\u00ec, con un breve percorso di \u201csantit\u00e0 sensoriale\u201d.<\/p>\n<p>LA SCELTA DI VIVERE NELL\u2019ESSENZIALE \u2013 IL PROFUMO<\/p>\n<p>Bergoglio, nato e cresciuto a Buenos Aires in Argentina e di stampo gesuita, del quale ne ha fatto una vocazione non soltanto spirituale ma anche e soprattutto di vita, ha sempre voluto vivere la sua esistenza da uomo e vescovo, facendo scelte radicali e controcorrente, sporcandosi le mani nelle favelas di un Paese povero in forte crisi segnato da un regime marziale che ha stravolto per anni la vita di molti suoi confratelli e tantissimi argentini. Erano gli anni \u201970 dello scorso secolo dove c\u2019era bisogno di sdoganare quel cristianesimo fatto di fede e non di dogmi o precetti, dove bisognava eliminare la \u201cdroga dell\u2019indifferenza\u201d con l\u2019ascolto e l\u2019accoglienza. Jorge Mario Bergoglio era l\u00ec. Diventato Papa non ha mai smesso di continuare a seguire questa scia, questa via \u201cessenziale\u201d che lo ha portato ad essere definito il Papa degli ultimi. Proprio lui, che spogliandosi dello sfarzo pontificio, decise di vivere in Casa Santa Marta, residenza riservata per l\u2019accoglienza di prelati e religiosi, luogo umile in un contesto dove la sua figura si \u201cconfondeva\u201d con gli altri, con il popolo e tra il popolo. Una vita che profumava di prossimit\u00e0.<\/p>\n<p>IL SUO PONTIFICATO \u2013 LE PAROLE, I GESTI<\/p>\n<p>\u00c8 durato 12 anni il suo percorso come successore di Pietro. Dodici anni segnati da una vera e propria rivoluzione copernicana in una Chiesa che necessitava di prossimit\u00e0: un testamento che ancora oggi \u00e8 valido e che ha lascito il segno. Nei suoi 66 viaggi apostolici iniziati proprio nell\u2019estremo Sud dell\u2019Italia, nella sofferenza con la visita a Lampedusa terra di immigrati, Papa Francesco ha poi proseguito il suo pontificato incontrando molti Capi di Stato in diverse parti del mondo, soprattutto in quei Paesi in forte crisi. Con la sua testimonianza ha fatto da guida a tanti giovani portandoli anche ad una conversione, ha lottato sino all\u2019ultimo giorno della sua vita contro ogni forma di odio e conflitto nel mondo e poi, da umile gesuita, ha sempre rivolto uno sguardo attento alla gente con la preghiera. Come peccatore e non \u201cChierico di Stato\u201d (si definiva cos\u00ec nelle molte interviste rilasciate in tv ndr.) ha chiesto la preghiera e spesso ha incontrato nella preghiera tantissimi fedeli con parole e gesti.<\/p>\n<p>IL SUO DIES NATALIS \u2013 LO SGUARDO<\/p>\n<p>21 aprile 2025. Alle 7.35 di un anno fa, il cuore di Papa Francesco ha smesso di battere. Nonostante questo, il profumo di vita e di speranza restano ancora vivi oggi: si notano negli occhi commossi della gente che lo ha incontrato, nei sofferenti, nelle periferie del mondo e anche tra i potenti della Terra che nel giorno dei funerali non hanno fatto mancare il loro commiato verso il Santo Padre Francesco. All\u2019alba del luned\u00ec dell\u2019Angelo di un anno fa in pieno periodo pasquale Bergoglio ha salutato con l\u2019ultimo afflato di amore la sua gente, la gente di tutto il mondo e ha terminato la sua vita terrena. Lo ha fatto dopo aver benedetto i tantissimi fedeli che poco meno di 24 ore prima avevano riempito Piazza San Pietro a Roma per la consueta benedizione pasquale orbi et urbi imposta dal pontefice come da tradizione. Le condizioni di salute di Papa Francesco erano risultate critiche dopo un lungo ricovero per problemi respiratori, ma non \u00e8 mancato quel desiderio paterno &#8211; diremmo &#8211; di esserci sino alla fine, dove tutto era iniziato, semplicemente salutando le persone ed i tanti fedeli che sin dall\u2019inizio lo avevano acclamato e accolto. Le sue spoglie ora riposano nella Chiesa di Santa Maria Maggiore in Roma in un angolo della navata laterale: una semplice pietra marmorea e su di essa la scritta \u201cFranciscus\u201d come a voler proseguire la sua missione \u201cpovera\u201d con il suo sguardo dal Cielo. Sepolto proprio l\u00ec in quel luogo, in quella chiesa tanto cara al pontefice e benedetta dalla Madonna sua alleata e ispiratrice in vita e Madre del mondo intero.<\/p>\n<p>21 APRILE 2026 \u2013 L\u2019ASCOLTO<\/p>\n<p>Ancora oggi, dopo 365 giorni dal suo dies natalis e dopo 12 anni di pontificato petrino, Papa Francesco \u00e8 nei ricordi e nella memoria di moltissima gente. Un uomo che nonostante le sofferenze fisiche e morali patite soprattutto nella fase finale della sua vita terrena, ha tracciato un segno creando un solco indelebile nella Chiesa, un solco verso la speranza e l\u2019unit\u00e0 sinodale, verso gli ultimi, verso i \u201cdiversi\u201d, verso un ecumenismo incentrato pi\u00f9 nella sostanza che nella forma: come dimenticare la sua scalata a piedi verso il Crocifisso posto in piazza San Pietro del 27 marzo 2020 durante la pandemia da Covid-19. Con poche parole e molte azioni silenti ha dato ricchezza alla Chiesa e quel pensiero dirompente che mai come adesso resta vivo: \u201cVorrei una Chiesa povera per i poveri; vorrei la pace in tutto il mondo e non la guerra\u201d. I gesti, le parole, l\u2019ascolto, lo sguardo e il profumo di Papa Francesco che ancora oggi, come se fossero cinque sensi tangibili ed immanenti, parlano di vita e non di morte.<\/p>\n<p>A Dio Franciscus.<\/p>\n<p>Stefano Patimo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cVorrei una Chiesa povera per i poveri; pace e non guerra\u201d. A poche ore dalla sua nomina a vescovo di Roma nonch\u00e9 nuovo pontefice in quel non molto lontano 13 marzo del 2013, Jorge Mario Bergoglio meglio conosciuto come Papa Francesco il 266esimo pontefice della Chiesa cattolica, si presentava al mondo cos\u00ec. 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