{"id":935,"date":"2025-01-07T16:42:15","date_gmt":"2025-01-07T15:42:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/eventireligiosiitineraridifede\/?p=935"},"modified":"2025-01-15T17:38:24","modified_gmt":"2025-01-15T16:38:24","slug":"da-trenta-anni-racconta-la-diocesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/incomunione\/da-trenta-anni-racconta-la-diocesi\/","title":{"rendered":"DA TRENTA ANNI RACCONTA LA DIOCESI"},"content":{"rendered":"<p>Carissime e carissimi,<br \/>\nsono passati 30 anni, era dicembre del 1994, da quando In Comunione, mensile della nostra Arcidiocesi, usc\u00ec con il primo<br \/>\nnumero edito con il ciclostile, grazie a macchine per la stampa<br \/>\nin voga a quel tempo ed all\u2019opera in quasi tutte le realt\u00e0 ecclesiali, in specie le diocesi e le parrocchie.<br \/>\nHo sentito la necessit\u00e0, nonch\u00e9 l\u2019opportunit\u00e0, di questa lettera indirizzata a tutta la Comunit\u00e0 ecclesiale diocesana per<br \/>\nesprimere qualche idea e suggestione, nonch\u00e9 alcune valutazioni ed indicazioni allo scopo di non far passare nel silenzio<br \/>\nl\u2019anniversario. Anzi, al contrario, da renderlo occasione di sensibilizzazione verso questo strumento, come, leggiamo sotto<br \/>\nla testata, \u201cdi esperienze, studio e informazione dell\u2019Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie\u201d, e di crescita, con l\u2019aiuto di tutti.<br \/>\nLe ragioni per le quali, a suo tempo, S.E. Mons. Carmelo Cassati scelse di dare vita alla pubblicazione di un giornale diocesano, affidandone il compito a don Salvatore Porcelli e al diacono Riccardo Losappio, allora rispettivamente direttore e segretario dell\u2019Ufficio comunicazioni sociali, sono state espresse<br \/>\nin maniera compiuta dal mio predecessore S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri che, in occasione del decennale di In Comunione, il 30 dicembre 2004, volle scrivere una lettera: \u00abUna<br \/>\nprima motivazione fu individuata nell\u2019esigenza della Chiesa diocesana del tempo di darsi uno strumento che potesse contribuire al radicamento della comunione ecclesiale fornendo un servizio informativo su scala diocesana (\u2026). Un\u2019altra motivazione contingente determin\u00f2 la pubblicazione: il 1994 fu l\u2019anno della preparazione al grande convegno ecclesiale nazionale di Palermo del novembre 1995 che sanzion\u00f2 definitivamente la nascita del Progetto culturale orientato in senso cristiano e l\u2019impegno nella<br \/>\ncultura e nelle comunicazioni sociali divenne via della Chiesa italiana\u00bb.<br \/>\nNon \u00e8 un caso che oggi il cammino sinodale, che stiamo percorrendo assieme alle chiese che sono in<br \/>\nItalia, riproponga i temi della comunione ecclesiale, accanto a quelli della cultura, della comunicazione,<br \/>\ndei linguaggi. Sono convinto che, proprio in questo contesto, il nostro periodico In Comunione possa e<br \/>\ndebba continuare a dare il proprio contributo.<br \/>\nA conferma di ci\u00f2 vorrei qui menzionare un significativo passaggio di quanto papa Francesco la mattina del 23 novembre 2023, ebbe a dire ai delegati della \u201cFederazione italiana settimanali cattolici\u201d (Fisc),<br \/>\ndi cui il nostro In Comunione fa parte assieme a 190 realt\u00e0 editoriali diocesane, e di altre reti cattoliche<br \/>\nimpegnate nella comunicazione sociale (Uspi, Corallo, Aiart):<br \/>\n\u00abIl vostro radicamento capillare testimonia il desiderio di raggiungere le persone con attenzione e vicinanza, con umanit\u00e0. Anzi, direi che ben rappresentate quella geografia umana che anima il territorio\u00bb.<br \/>\nNella stessa giornata del 23 novembre 2023, all\u2019interno della XX Assemblea nazionale ordinaria<br \/>\nelettiva Fisc, Mauro Ungaro, presidente della Federazione, a proposito del ruolo dei giornali diocesani,<br \/>\nmise in risalto \u00abLa competenza e la professionalit\u00e0 del servizio offerto per contribuire a creare una cultura ed<br \/>\nun clima di opinione all\u2019interno ed all\u2019esterno della comunit\u00e0 ecclesiale. E questo nell\u2019attenzione a quei valori<br \/>\nfondamentali che hanno radice evangelica e che rendono il mondo pi\u00f9 giusto e fraterno e che non scarta<br \/>\nnessuno, come richiamato dal Magistero dei vescovi e dalle Carte deontologiche dell\u2019Ordine dei Giornalisti\u00bb<\/p>\n<p>Desidero ora rivolgermi alla Redazione, una<br \/>\nequipe di circa 25 persone, di cui 9 giornalisti, iscritti all\u2019Albo dell\u2019Ordine della Puglia, nella stragrande<br \/>\nmaggioranza giovani, tutti volontari, in sinergia<br \/>\ncon il lavoro e l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Ufficio diocesano cultura e comunicazioni sociali e al direttore, diacono<br \/>\nRiccardo. Preme porgervi, a nome mio e dell\u2019Arcidiocesi, il pi\u00f9 sentito grazie per il servizio che rendete con impegno e abnegazione, secondo il tempo che ciascuno pu\u00f2 dedicare. So che vi incontrate<br \/>\nperiodicamente per formarvi, che vi confrontate<br \/>\nsugli aspetti da migliorare nel giornale. Mi permetto di rivolgervi le stesse parole che papa Francesco<br \/>\nprofer\u00ec ai partecipanti, per lo pi\u00f9 giornalisti, nella<br \/>\ngi\u00e0 citata mattinata del 23 novembre 2023:<br \/>\n\u00abVorrei indicarvi l\u2019esempio del Beato Carlo Acutis:<br \/>\n\u201cEgli sapeva molto bene che questi meccanismi<br \/>\ndella comunicazione, della pubblicit\u00e0 e delle reti<br \/>\nsociali possono essere utilizzati per farci diventare<br \/>\nsoggetti addormentati, dipendenti dal consumo<br \/>\ne dalle novit\u00e0 che possiamo comprare, ossessionati dal tempo libero, chiusi nella negativit\u00e0. Lui<br \/>\nper\u00f2 ha saputo usare le nuove tecniche di comunicazione per trasmettere il Vangelo, per comunicare valori e bellezza\u201d (Esort. ap. Christus<br \/>\nvivit, 105)\u00bb.<br \/>\nIl mio ringraziamento \u00e8 rivolto anche all\u2019Editrice<br \/>\nRotas che ne cura il progetto editoriale assieme a<br \/>\nquello della stampa.<br \/>\nMi rivolgo anche alla comunit\u00e0 diocesana. C\u2019\u00e8<br \/>\nancora molto lavoro da fare perch\u00e9 si prenda consapevolezza di In Comunione quale strumento di<br \/>\ncomunione, informazione e formazione all\u2019interno<br \/>\ndel tessuto ecclesiale e territoriale! Chiedo ai parroci di favorire la conoscenza del giornale, il quale<br \/>\nha principalmente il compito di raccontare la vita<br \/>\ncomunitaria. I componenti della redazione sono<br \/>\na disposizione per animare incontri e occasioni<br \/>\ndi confronto. In generale vanno sostenute, anche<br \/>\neconomicamente, tutte quelle iniziative, che sono<br \/>\ntante e tra queste vi pu\u00f2 essere anche un giornale,<br \/>\nespressione dell\u2019impegno missionario della chiesa nel campo culturale, finalizzate a riproporre il<br \/>\nVangelo nei linguaggi moderni (cinema, editoria,<br \/>\narte, teatro, e l\u2019elenco potrebbe continuare) e per<br \/>\npromuovere lo sviluppo umano integrale. Il sostegno al nostro In Comunione potrebbe esprimersi<br \/>\nattraverso la sua lettura, la sua divulgazione, e la<br \/>\nsottoscrizione dell\u2019abbonamento annuale soprattutto da parte degli operatori pastorali.<br \/>\nNel concludere, a tutte e tutti il mio caloroso saluto. Vi ricordo nella preghiera e su noi tutti invoco<br \/>\nla benedizione del Signore!<br \/>\nTrani, 24 novembre 2024,<br \/>\nSolennit\u00e0 di Cristo Re<br \/>\nLeonardo D\u2019Ascenzo<br \/>\nArcivescovo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissime e carissimi, sono passati 30 anni, era dicembre del 1994, da quando In Comunione, mensile della nostra Arcidiocesi, usc\u00ec con il primo numero edito con il ciclostile, grazie a macchine per la stampa in voga a quel tempo ed all\u2019opera in quasi tutte le realt\u00e0 ecclesiali, in specie le diocesi e le parrocchie. 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