{"id":153,"date":"2012-05-31T15:27:59","date_gmt":"2012-05-31T15:27:59","guid":{"rendered":"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/?page_id=153"},"modified":"2024-06-20T10:07:56","modified_gmt":"2024-06-20T08:07:56","slug":"cattedrale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/musei-in-rete\/museo-cattedrale-barletta\/cattedrale\/","title":{"rendered":"Concattedrale e Museo"},"content":{"rendered":"<p>La Concattedrale di Santa Maria Maggiore, da sempre cuore pulsante del borgo antico, \u00e8 il magnifico scenario, ricco di storia, arte, cultura e fede in cui si colloca l\u2019esposizione del tesoro della Concattedrale stessa e non solo. Infatti, il museo prevede tre livelli espositivi e il soccorpo. Al piano terra \u00e8 possibile ammirare i preziosi paramenti liturgici, tra cui quelli appartenuti a papa Urbano VIII e papa Pio IX, al primo piano sono esposti gli argenti (calici, stauroteche, ostensori, l\u2019urna eucaristica del Venerd\u00ec Santo, manufatti islamici) e la quadreria, al secondo piano le statue. Gli oggetti provengono anche da altre chiese importanti della citt\u00e0 come, per esempio, Santa Maria di Nazareth e la chiesa di San Cataldo.<\/p>\n<p>La storia della sezione archeologica del soccorpo deve essere ricondotta agli inizi degli anni \u201990 del \u2018900. Dagli scavi sono emerse tombe a grotticella, una fornace e una canaletta di scolo del periodo daunio, resti di una (VI sec.) con un eccezionale pavimento musivo; ancora, sopraelevata di 50-60 cm i resti di una\u00a0chiesa altomedievale (X-XI sec.).<\/p>\n<p>La Concattedrale, cos\u00ec come \u00e8 possibile ammirarla oggi, rappresenta un elegante innesto di volumi riferibili sostanzialmente a due differenti epoche artistiche: romanica e gotica. Il primo stile identifica la parte della chiesa, riferibile alla seconda met\u00e0 del XII sec. e si distingue per la facciata ricca di straordinari ornamenti scultorei tipici del romanico pugliese; le lesene e i tre ingressi (quelli laterali sono originari, quello centrale \u00e8 stato rifatto in epoca rinascimentale) preannunciano la scansione interna con impianto longitudinale a tre navate divise da colonne di reimpiego con capitelli finemente lavorati, un finto matroneo che contribuisce a slanciare l\u2019edificio e la copertura a capriate lignee. Appartengono ad una seconda fase di ampliamento della fabbrica avvenuta nel corso del XIII secolo la quinta e la sesta campata dove le colonne cedono il passo ai pilastri e le capriate lignee sono sostituite da volte a crociera. A questa fase di passaggio appartengono anche il campanile posto sul lato sinistro, il finestrone in facciata, il ciborio e il pulpito che richiamano nelle raffinate decorazioni la tradizione della Terrasanta, testimonianza tangibile del secolare scambio culturale tra la Puglia e l\u2019Oriente. Il coro a cinque cappelle radiali di chiara ispirazione gotica costituisce il completamento della fabbrica iniziato nel XIV secolo in piena dominazione angioina e protrattosi per almeno due secoli: l\u2019unione fra l\u2019edificio pi\u00f9 antico e l\u2019ampliamento gotico avverr\u00e0 infatti, tra il XVI e il XVII secolo. Del XV secolo sono le cappelle e la sacrestia che si sviluppano lungo la navata laterale destra, poi decorate e modificate nei secoli successivi. Le cappelle sono dedicate rispettivamente al <em>Transito di S. Giuseppe<\/em> e al Santissimo, la prima \u00e8 stata decorata con splendidi marmi durante il XVIII sec. dai Cimafonte, la seconda \u00e8 stata interamente affrescata dall\u2019artista barlettano Raffaele Girondi (1873-1911). Da segnalare, inoltre, alcune tele di pregevole valore quali: sull\u2019altare centrale del deambulatorio una tavola bifronte con la <em>Vergine ed il Bambino<\/em> da un lato e il <em>Redentore<\/em> dall\u2019altro, che porta la firma di Paolo Serafini, modenese (seconda met\u00e0 del sec. XIV); sulla controfacciata la tela con <em>l\u2019Assunzione della Madonna<\/em> firmata Giuseppe Caiapano a. d. 1771; sul muro della navata destra una tela di Francesco De Mura (1696-1782) raffigurante l\u2019<em>Addolorata<\/em> e sull\u2019altare della famiglia Caggiano-Esperti la <em>Presentazione di Maria al tempio<\/em> di Nicola Menzele, datata 1775; sul muro della navata sinistra una pregevole tavola degli inizi del 1500 raffigurante<em>Cristo alla colonna<\/em> (immagine venerata nel nostro territorio come <em>SS. Salvatore<\/em>) e, pi\u00f9 avanti, un <em>Cristo fra S. Pietro e S. Lorenzo<\/em> di Andrea Bordoni del 1596.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Concattedrale di Santa Maria Maggiore, da sempre cuore pulsante del borgo antico, \u00e8 il magnifico scenario, ricco di storia, arte, cultura e fede in cui si colloca l\u2019esposizione del tesoro della Concattedrale stessa e non solo. Infatti, il museo prevede tre livelli espositivi e il soccorpo. 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