{"id":1298,"date":"2012-07-11T23:28:23","date_gmt":"2012-07-11T23:28:23","guid":{"rendered":"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/?p=678"},"modified":"2012-07-11T23:28:23","modified_gmt":"2012-07-11T23:28:23","slug":"ostensorio-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/ostensorio-2\/","title":{"rendered":"Ostensorio"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Autore \/Ambito<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">\u00a0ambito meridionale<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Datazione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">XIX secolo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Materia\/Tecnica<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">argento a fusione, sbalzato, cesellato, rame dorato<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Misure<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">78,6 cm<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Provenienza<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">cattedrale di santa Maria Maggiore<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Descrizione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">L\u2019ostensorio si inserisce nella tipologia a raggiera con fusto figurato, imponente nella sua lavorazione a sbalzo con parti dorate che creano un forte contrasto cromatico. Sollevato da quattro sinuosi piedini dorati da cui emergono testine d\u2019angelo fra volute, il piede di forma ovoidale presenta una fascia ornata da elementi floreali entro nastri impreziosita alle due estremit\u00e0 da due piccoli angeli dorati in posizione seduta. Segue una sottile fascia perlinata su cui si innesta la parte terminale del piede decorata riccamente da volute e grande fogliame. Il fusto dorato \u00e8 realizzato a tutta fusione con una figura alata con le braccia incrociate sul petto che poggia i suoi piedi su un globo dorato liscio rivestito nella parte inferiore da una fila di foglie d\u2019acanto. La figura appare aggraziata nella posa, plastica nella resa del panneggio morbido e vaporoso. Sul suo capo si innesta direttamente il ricettacolo, la cui esuberante decorazione \u00e8 una continua esaltazione del sacramento eucaristico, attraverso la scelta di elementi iconografici consueti. La teca circolare, infatti, \u00e8 circondata da una fila di vetri rossi e verdi entro castoni a forma di fiore esapetalo e da una raggiera ornata a sbalzo da un complesso intreccio di teste d\u2019angelo e nuvole su cui spiccano grappoli d\u2019uva dorati; il ricettacolo \u00e8 poi impreziosito da raggi lanceolati argentati e dorati. Il fastigio che chiude la decorazione \u00e8 formato da una croce arricchita da una grande pietra centrale rossa, da raggi, da volute e da una serie di spighe di grano. Dalla tipologia delle decorazioni che ripetono modelli consolidati nell\u2019oreficeria napoletana, l\u2019ostensorio pu\u00f2 essere datato al XIX secolo, anche se non sono stati rilevati punzoni che ci possano confermare questa ipotesi. L\u2019utilizzo liturgico dell\u2019ostensorio, che serviva per l\u2019esposizione eucaristica, comincia a diffondersi con le processioni del SS. Sacramento e la devozione delle Quarantore; pi\u00f9 avanti, si diffonde proprio il tipo \u201craggiato\u201d dove chiara \u00e8 l\u2019identificazione simbolica dell\u2019Eucarestia come il sole, come ci ricorda il versetto dei Salmi \u201c<em>in sole posuit tabernaculum suum<\/em>\u201d(18,6). Il Barocco con la sua esuberanza stilistica vede il trionfo di questi oggetti liturgici che diventano veri gioielli di scultura carichi di simbolismo e religiosit\u00e0. L\u2019ostensorio proviene dalla chiesa di\u00a0santa Maria di Nazareth la cui storia millenaria \u00e8 legata al Capitolo cattedrale di Barletta: fin dal XII-XIII secolo \u00e8 attestata in citt\u00e0 la presenza del clero nazareno di Galilea e successivamente nel XIV secolo la chiesa di Nazareth di Barletta divenne sede della metropolia nazarena, soppressa poi nel 1818 con la bolla <em>Ulteriori<\/em> che prevedeva un ridimensionamento delle diocesi; dieci anni dopo avvenne la fusione del Capitolo di Nazareth con quello di santa Maria di Barletta. Probabilmente in questa occasione molti oggetti liturgici facenti parte del tesoro nazareno confluirono in quello della cattedrale.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><!--:--><!--:en--><\/p>\n<p><!--:--><!--:de--><\/p>\n<p><!--:--><!--:fr--><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Autore \/Ambito \u00a0ambito meridionale Datazione XIX secolo Materia\/Tecnica argento a fusione, sbalzato, cesellato, rame dorato Misure 78,6 cm Provenienza cattedrale di santa Maria Maggiore Descrizione L\u2019ostensorio si inserisce nella tipologia a raggiera con fusto figurato, imponente nella sua lavorazione a sbalzo con parti dorate che creano un forte contrasto cromatico. 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