{"id":1299,"date":"2012-07-11T23:38:14","date_gmt":"2012-07-11T23:38:14","guid":{"rendered":"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/?p=681"},"modified":"2012-07-11T23:38:14","modified_gmt":"2012-07-11T23:38:14","slug":"ostensorio-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/ostensorio-3\/","title":{"rendered":"Ostensorio"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Autore \/Ambito<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">oreficeria napoletana<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Datazione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">met\u00e0 del XIX secolo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Materia\/Tecnica<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">argento con parti dorate, a fusione, sbalzato, cesellato<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Misure<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">73 cm<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Marchi e stemmi<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">sulla croce: entro riquadro croce con N tagliata\/8, sulla raggiera e sul bordo della teca entro riquadro croce con N tagliata\/8 e marchio dell\u2019argentiere in un ovale V. Caruso (?)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Iscrizioni<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">A divozione di un divoto a Maria dello Sterpeto A.D. 1857<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Provenienza<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">cattedrale di santa Maria Maggiore<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Descrizione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">L\u2019oggetto liturgico conservato nel museo della cattedrale \u00e8 un ostensorio raggiato con fusto figurato di ottima fattura che rientra nella consolidata tradizione orafa di scuola napoletana. In argento pieno con parti in argento dorato, l\u2019ostensorio presenta una base a campana sostenuta da quattro piedini decorati: la base ha un complesso motivo di volute e girali, alcune di esse bagnate in oro, che culminano in teste d\u2019angelo con chioma fluente e piccole ali che sporgono fieramente ai lati della base. Incisa sul piede un\u2019iscrizione: \u00ab<em>A divozione di un divoto a Maria dello Sterpeto A.D. 1857<\/em>\u00bb. Sul piede una serie di tre cannule verticali sono intervallate da elementi fitomorfi: chiude la parte superiore del basamento un nuovo motivo ad ovuli e cannule con elementi vegetali e due piccole teste d\u2019angelo. Il fusto, posto su un globo dorato simbolo dell\u2019universalit\u00e0 del messaggio evangelico e impreziosito da testine d\u2019angelo, \u00e8 formato da una bella figura velata a piena fusione raffigurante la Fede che regge con il braccio sinistro la croce e con il destro solleva un calice, tipici attributi iconografici legati al sacramento dell\u2019Eucarestia. L\u2019ostensorio si conclude con la teca a raggiera lavorata a sbalzo e a cesello, tutta in argento, formata da raggi lanceolati di diversa dimensione e decorata con fitti elementi vegetali e floreali, grappoli d\u2019uva e teste d\u2019angelo tra nuvole; la teca \u00e8 circondata da un motivo ad ovuli dorati, ripetuto identico anche sul piede. Chiude l\u2019ostensorio un fastigio formato da una croce da cui spuntano spighe di grano.<\/p>\n<p>Il punzone si rileva abbastanza chiaramente sulla croce dorata retta dalla figura allegorica della Fede: esso \u00e8 formato da una croce greca affiancata da N\/8 entro un riquadro. Tale bollo di garanzia, istituito da Ferdinando II con legge del 4 marzo 1839, fu utilizzato esclusivamente per oggetti di culto e in un arco temporale ben preciso compreso tra il 1839 e il 1872. Inoltre \u00e8 visibile la N tagliata, che indica l\u2019emblema del saggiatore Gennaro Mannara, il quale opera almeno fino al 1863. Sulla raggiera e sul bordo della teca \u00e8 ripetuto lo stesso bollo insieme al marchio dell\u2019argentiere che sembra identificarsi con V. Caruso, argentiere napoletano attivo nella prima met\u00e0 dell\u2019800, autore di molti oggetti liturgici provenienti dalla chiesa di\u00a0san Cataldo. Questa tipologia di ostensorio \u00e8 molto diffusa: ritroviamo un esemplare con la stessa figura allegorica nel museo diocesano di Bitonto, anch\u2019esso datato al XIX secolo e uno custodito nella chiesa di\u00a0sant&#8217;Agostino a Bisceglie realizzato tra il 1823 e il 1832 che presenta come variante le microsculture della Fede e della Speranza sul piede.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><!--:--><!--:en--><\/p>\n<p><!--:--><!--:de--><\/p>\n<p><!--:--><!--:fr--><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Autore \/Ambito oreficeria napoletana Datazione met\u00e0 del XIX secolo Materia\/Tecnica argento con parti dorate, a fusione, sbalzato, cesellato Misure 73 cm Marchi e stemmi sulla croce: entro riquadro croce con N tagliata\/8, sulla raggiera e sul bordo della teca entro riquadro croce con N tagliata\/8 e marchio dell\u2019argentiere in un ovale V. Caruso (?) 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