{"id":192,"date":"2012-06-01T10:26:37","date_gmt":"2012-06-01T10:26:37","guid":{"rendered":"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museotrani\/?p=192"},"modified":"2012-06-01T10:26:37","modified_gmt":"2012-06-01T10:26:37","slug":"partnership-museali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/partnership-museali\/","title":{"rendered":"Partnership Museali"},"content":{"rendered":"<p><!--:it--><strong>Il Museo, per il suo modello gestionale \u00e8 ritenuto un benchmark all\u2019interno del panorama museale italiano e non solo. Rappresenta infatti, un\u2019eccellenza sia dal punto di vista dell\u2019offerta culturale che dal punto di vista gestionale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quali sono i vostri partner pubblici e che peso hanno nella vita del Museo?<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2000 \u00e8 avvenuto un passaggio importante: da ente pubblico il Museo si \u00e8 trasformato in Fondazione di partecipazione, di diritto privato. La sua governance \u00e8 costituita interamente da Istituzioni pubbliche (Ministeri dei Beni Culturali, dell\u2019Istruzione, della Ricerca e dell\u2019Universit\u00e0, Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Milano e le tre Universit\u00e0 milanesi e da qualche anno anche la Camera di Commercio di Milano), ma la sua strategia di sviluppo, le sue modalit\u00e0 di lavoro e di relazione aprono alla partecipazione a diversi livelli di soggetti terzi.<\/p>\n<p>La performance economica della Fondazione \u00e8 di ricavi auto-generati pari al 75% del valore di bilancio. In pratica solo il 25% \u00e8 rappresentato da fondi \u201ccerti\u201d di tipo gestionale mentre i costi fissi superano il 50% del valore di bilancio. Questa proporzione e il valore assoluto dei contributi gestionali dai Partecipanti alla Fondazione non sono comparabili agli investimenti effettuati dalle istituzioni di altri Paesi europei su analoghi musei nazionali, di pari missione, superficie e patrimonio storico.<\/p>\n<p>I fondi del MIUR (Ministero dell\u2019Istruzione, dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca), che eroga gran parte della quota gestionale, sono rimasti gli stessi anche successivamente alla trasformazione in fondazione, e sono stati lievemente incrementati solo l\u2019anno scorso.<\/p>\n<p>Il Comune di Milano, proprietario dell\u2019immobile in cui il Museo \u00e8 ospitato, eroga fondi che di fatto vengono utilizzati per il funzionamento della struttura, che d\u2019altronde richiede un\u2019attenzione particolare essendo un edificio del 1500. Ci sono poi i contributi finalizzati e, in questo senso, durante questi anni il Comune di Milano ha investito sulla sistemazione dell\u2019edificio mentre la Regione Lombardia ha sostenuto numerosi progetti e attivit\u00e0 del Museo. Dal 2003 la Camera di Commercio eroga fondi per progetti e dal 2005 anche un contributo gestionale.<\/p>\n<p><strong>In cosa si contraddistingue il vostro Museo oggi, quali sono i suoi punti di forza?<\/strong><\/p>\n<p>Il Museo \u00e8 il pi\u00f9 grande museo tecnico-scientifico in Italia, uno dei 5 pi\u00f9 importanti musei europei. \u00c8 leader a livello internazionale per la metodologia dell\u2019educazione informale alla scienza e alla tecnologia. \u00c8 inoltre il pi\u00f9 importante museo al mondo dedicato alla figura di Leonardo Da Vinci. Si distingue oggi nel panorama dei musei scientifico-tecnologici per la modalit\u00e0 di partnership con l\u2019industria, che significa condivisione di obiettivi culturali e lavoro congiunto.<\/p>\n<p>Questi traguardi e un grado di progettualit\u00e0 e di innovativit\u00e0 spinta costituiscono gli asset principali sui quali il Museo pu\u00f2 far leva anche per lo sviluppo economico.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 attualmente la vostra strategia di gestione?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019attuale Direttore Fiorenzo Galli, che si \u00e8 insediato nel 2001, a un anno dalla trasformazione in Fondazione, ha sviluppato una strategia che si sta rivelando determinante, visto che il budget di 4 milioni di euro del 2001 \u00e8 arrivato ad oggi ad un valore di 12 milioni di euro: l\u2019organizzazione ha internalizzato tutte le figure professionali necessarie per lo sviluppo di un Museo. A partire dai 36 dipendenti nel 2001 oggi annovera 116 dipendenti, assunti con contratti a tempo indeterminato, una vera rarit\u00e0 nel mondo culturale italiano.<\/p>\n<p>Il Museo oggi si pone obiettivi ben precisi: innanzi tutto un completo rinnovamento sia dal punto di vista tematico, che dal punto di vista delle diverse modalit\u00e0: nuove sezioni e laboratori interattivi dunque (telecomunicazioni, robotica, genetica e biotecnologie, nanotecnologie, alimentazione, materiali, energia, ecc.) realizzati secondo un nuovo modello museologico e museografico.<\/p>\n<p>Il nostro obiettivo \u00e8 quello di rinnovarci completamente e la strategia che mettiamo in atto si basa sul dialogo, la partecipazione e il coinvolgimento del mondo esterno, in cui gli stakeholders hanno la possibilit\u00e0 di condividere obiettivi specifici e partecipare ai progetti non solo in termini economici. D\u2019altronde questo approccio era nell\u2019identit\u00e0 della nostra istituzione in quanto gi\u00e0 nei primi anni di vita del Museo il fondatore, l\u2019industriale milanese Guido Ucelli di Nemi, con grande visione si impegn\u00f2 per coinvolgere le istituzioni e le principali industrie della Lombardia.<\/p>\n<p>La nostra attivit\u00e0 di rinnovamento e di innovazione \u00e8 divisa in progetti di diversa tipologia e dimensione. Ogni progetto persegue degli obiettivi specifici, ha budget dedicati predisposti grazie all\u2019attivit\u00e0 di fund raising presso partner pubblici e privati, che ritrovano nel progetto specifico un\u2019opportunit\u00e0 per raggiungere i propri obiettivi.<\/p>\n<p>Per noi il senso della partecipazione \u00e8 proprio questo: fare in modo che il progetto in questione, gi\u00e0 nella fase di ideazione, detenga delle caratteristiche che lo rendano interessante anche per soggetti terzi, che giungono alla decisione di finanziarlo.<\/p>\n<p>Per rendere realizzabile un progetto \u00e8 importante fare in modo che i due mondi, quello del Museo, con il suo staff e la sua identit\u00e0, e quello dell\u2019impresa e delle istituzioni in generale, si incontrino, dialoghino e costruiscano insieme. Da questo connubio nasce la collaborazione proficua che rende raggiungibili le mete che hanno un impatto sulla comunit\u00e0 e fanno la differenza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.ideatre60.it\/files\/u527\/chiostro.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"250\" align=\"left\" border=\"3\" hspace=\"5\" vspace=\"6\" \/>\u00a0<strong>Su quanti partner potete contare per ogni progetto?<\/strong><\/p>\n<p>Nel tempo i rapporti con il mondo esterno si sono evoluti. Inizialmente c\u2019erano alcuni progetti sostenuti da Istituzioni pubbliche, altri da fondazioni, altri da aziende.<\/p>\n<p>Oggi spesso si ha la convergenza di soggetti diversi sullo stesso progetto, che assume dimensioni pi\u00f9 consistenti.<\/p>\n<p>Un esempio in tal senso \u00e8 la nuova area dedicata all\u2019alimentazione, alla cui realizzazione hanno preso parte diversi attori, aumentando cos\u00ec il suo valore complessivo.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il range di investimento medio dei vostri sponsor o partner?<\/strong><\/p>\n<p>Dipende dalla dimensione del progetto: da programmi educativi che possono essere realizzati con 50 mila euro a interventi di progettazione e di realizzazione di esposizioni interattive che possono superare complessivamente il milione di euro. Di conseguenza cambier\u00e0 l\u2019investimento e il numero degli sponsor o dei partner.<\/p>\n<p><strong>In che modo valorizzate gli spazi del Museo per gli eventi corporate, ormai molto diffusi anche nel nostro Paese? Con quali vincoli e politiche commerciali?<\/strong><\/p>\n<p>Gli eventi corporate, l\u2019affitto cio\u00e8 di alcune sale del Museo per l\u2019organizzazione di eventi aziendali, possono sembrare un\u2019attivit\u00e0 accessoria ma rientrano nella missione del Museo, essendo i professionisti delle aziende uno dei pubblici del Museo.<\/p>\n<p>Pur avendo un approccio puramente commerciale, la nostra policy prevede durante un evento anche un\u2019esperienza di natura culturale, come d esempio una visita guidata ad una sezione del Museo.<\/p>\n<p>Dal punto di vista economico-finanziario questa attivit\u00e0 rappresenta circa il 10% del budget annuale ma, dal mio punto di vista, crea soprattutto occasioni di relazioni permettendo di entrare in contatto con aziende ed enti, che potrebbero diventare sostenitori. Negli ultimi anni uno dei motivi pi\u00f9 frequenti che hanno spinto le aziende a finanziare i nostri progetti \u00e8 rappresentato dalla possibilit\u00e0 di coinvolgere i propri dipendenti e le loro famiglie in iniziative culturali ed educative di un\u2019istituzione abituata ad \u201caccogliere\u201d.<\/p>\n<p><strong>Oltre agli incontri dettati da queste occasioni, come entrate in contatto con i vostri partner?<\/strong><\/p>\n<p>Dipende, a volte siamo noi ad avvicinarci, individuando i soggetti pi\u00f9 adeguati sulla base delle caratteristiche del progetto in questione: tipologia, temi, target, ecc.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i prossimi goal che vi proponete per quanto concerne il rapporto con i soggetti privati?<\/strong><\/p>\n<p>Un punto di miglioramento generale del Museo si avr\u00e0 al termine del lungo e complesso processo di rinnovamento dell\u2019edificio, a cura del Comune di Milano.<\/p>\n<p>Qualche anno fa, ad esempio, abbiamo dedicato tempo ed energie per un\u2019attivit\u00e0 di fund raising del valore complessivo di circa 500 mila euro per la ristrutturazione dei servizi igienici del Museo, fondamentale per i nostri visitatori.<\/p>\n<p><strong>Infine, quali sono i tre suggerimenti che si sente di dare a coloro che oggi si occupano di marketing di un museo?<\/strong><\/p>\n<p>Innanzitutto il marketing, che \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 che permette al museo di dialogare con il mondo esterno e di includerlo nello sviluppo di attivit\u00e0 culturali, \u00e8 una professione che richiede precise competenze e capacit\u00e0.<\/p>\n<p>Bisogna conoscere il mercato delle risorse, utilizzare un metodo e un linguaggio adeguato.<\/p>\n<p>In secondo luogo l\u2019attivit\u00e0 di marketing e fund raising non \u00e8 fatta solo dall\u2019ufficio preposto a tali attivit\u00e0 ma da tutta l\u2019organizzazione, che deve sviluppare una mentalit\u00e0 aperta al dialogo con l\u2019esterno. La capacit\u00e0 di lavorare in partnership \u00e8 un valore, fa parte della cultura della nostra organizzazione.<\/p>\n<p>Io e il Direttore (Fiorenzo Galli, ndr) non incontriamo da soli i nostri potenziali finanziatori ma presentiamo l\u2019organizzazione e le sue professionalit\u00e0, chiamiamo a partecipare coloro che si occupano dei contenuti del progetto che proponiamo.<\/p>\n<p>Molti nostri curatori si relazionano con entusiasmo con le aziende, dialogano con i loro esperti, visitano i centri di ricerca e gli archivi.<\/p>\n<p>I nostri partner ci dicono che ragioniamo come un\u2019azienda, ed in un certo senso \u00e8 vero: siamo un\u2019azienda il cui prodotto \u00e8 di tipo culturale ed educativo, un servizio culturale per la collettivit\u00e0.<!--:--><!--:en--><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Museo, per il suo modello gestionale \u00e8 ritenuto un benchmark all\u2019interno del panorama museale italiano e non solo. 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