{"id":301,"date":"2012-07-05T15:19:02","date_gmt":"2012-07-05T15:19:02","guid":{"rendered":"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/?p=301"},"modified":"2012-07-05T15:19:02","modified_gmt":"2012-07-05T15:19:02","slug":"mosaici-pavimentali-della-basilica-paleocristiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/mosaici-pavimentali-della-basilica-paleocristiana\/","title":{"rendered":"Mosaici pavimentali della basilica paleocristiana"},"content":{"rendered":"<p><!--:it--><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Autore \/Ambito<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">maestranze di influenza greco-balcanica<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Datazione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">met\u00e0 VI secolo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Materia\/Tecnica<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">pietre varie, cotto<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Provenienza<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">scavi della Cattedrale di Santa Maria Maggiore<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Descrizione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">Dai frammenti rinvenuti della pavimentazione a mosaico si pu\u00f2 giustamente ritenere che l\u2019intera area della <a title=\"Basilica paleocristiana\" href=\"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/basilica-paleocristiana\/\">basilica paleocristiana<\/a> di Barletta era rivestita da decorazioni musive. La parte pi\u00f9 consistente di essi \u00e8 stata ritrovata nella navata meridionale che risulta decorata da due pannelli musivi; il primo occupa una lunghezza di m. 12 e, partendo dal vano posto in fondo, ad est, nella stessa navata, si estende fino alla settima campata; il secondo, di cui si \u00e8 conservato un unico lacerto, doveva estendersi dalla settima campata fino alla parete di ingresso della basilica. Entrambi i pannelli presentano una cornice che corre tutt\u2019intorno alla decorazione centrale: su una campitura di tessere bianche corrono una duplice serie di linee continue che incorniciano un motivo a treccia a due capi, con crocetta inscritta negli occhielli. La parte centrale della pavimentazione posta pi\u00f9 ad est \u00e8 occupata da una \u201c<em>composizione reticolata di esagoni tangenti per quattro angoli, formanti quadrati e stelle di quattro punte in colori contrastanti<\/em>\u201d secondo la definizione contenuta nel <em>repertorio di Balmelle et alii<\/em>, 1985, utilizzato da R. Giuliani nel suo studio \u201c<em>I mosaici del complesso paleocristiano di Barletta<\/em>\u201d pubblicato nel 2000. Questo schema compositivo \u00e8 piuttosto raro, anche se attestato nella decorazione pavimentale, databile al VI secolo, di alcune case private a Rimini. La decorazione centrale della pavimentazione posta pi\u00f9 ad ovest nella navata meridionale \u00e8 formata da piccoli riquadri contenenti pelte contrapposte e cerchio in cui \u00e8 inscritta una losanga a lati curvilinei. Il confronto pi\u00f9 stringente \u00e8 con il tappeto musivo della chiesa dell\u2019Aghia Trias a Aighialousa nell\u2019isola di Cipro, ma elementi simili si trovano anche nel San Leucio di Canosa. La decorazione pavimentale della navata centrale \u2013 che si conserva in due frammenti, attigui il primo alla sesta campata nord e l\u2019altro alla settima campata sud \u2013 \u00e8 sottolineata da una doppia cornice; quella esterna, pi\u00f9 ampia, presenta un motivo a pseudo-meandro e quella interna, pi\u00f9 stretta, uno ad onde correnti a giro incompleto. La cornice inquadra nel primo frammento un motivo a cerchi allacciati, all\u2019interno dei quali si alternano circoletti e losanghe, nel secondo un disegno composto dall\u2019alternanza di cerchi e quadrati. Confronti possono essere fatti con il complesso di San Giovanni a Canosa, la basilica A di San Giusto presso Lucera e la basilica di Rufenzio ad Egnazia. Del pavimento a mosaico della navata nord si conservano tracce solo della cornice, decorata da una treccia a calice. Altri frammenti riguardano la decorazione di sei intercolumni; del corridoio nord fra la recinzione presbiterale e gli intercolumni; dell\u2019ambiente a est della navata meridionale interpretato come pastophorion; infine due piccoli frammenti con un motivo a squame sono quello che rimane del tappeto musivo del presbiterio. I frammenti della pavimentazione a mosaico della basilica paleocristiana sottostante la Cattedrale di Barletta ci forniscono chiare indicazioni sia sul fatto che l\u2019intera area di calpestio era rivestita di un tappeto musivo, sia che i pannelli dello stesso sottolineavano con il loro differenziarsi la composizione degli spazi all\u2019interno della basilica. I motivi geometrici disegnati dalle tessere su una campitura bianca, nei colori nero, grigio, giallo e rosso (con la presenza del rosa in un unico frammento) e il materiale delle stesse (pietre varie, ad eccezione di quelle rosse, ricavate da laterizi) inseriscono il pavimento barlettano nel quadro della produzione presente nell\u2019area geografica apulo-lucana lungo il corso dei secoli V e VI, con una spiccata influenza di matrice adriatico-ellenica, in particolare delle produzioni egee del secolo VI.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Luigi Nunzio Dibenedetto<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><!--:--><!--:en--><\/p>\n<p><!--:--><!--:de--><\/p>\n<p><!--:--><!--:fr--><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autore \/Ambito maestranze di influenza greco-balcanica Datazione met\u00e0 VI secolo Materia\/Tecnica pietre varie, cotto Provenienza scavi della Cattedrale di Santa Maria Maggiore Descrizione Dai frammenti rinvenuti della pavimentazione a mosaico si pu\u00f2 giustamente ritenere che l\u2019intera area della basilica paleocristiana di Barletta era rivestita da decorazioni musive. 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