{"id":334,"date":"2012-07-05T16:03:52","date_gmt":"2012-07-05T16:03:52","guid":{"rendered":"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/?p=334"},"modified":"2012-07-05T16:03:52","modified_gmt":"2012-07-05T16:03:52","slug":"pianeta-detta-di-san-pio-ix","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/pianeta-detta-di-san-pio-ix\/","title":{"rendered":"Pianeta detta \u201cdi San Pio IX\u201d"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Autore \/Ambito<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">manifattura romana<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Datazione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">met\u00e0 XIX secolo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Materia\/Tecnica<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">raso di seta bianca, con applicazioni di perle, ricamato con fili d&#8217;argento e d&#8217;oro e sete policrome ad agopittura<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Misure<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">66&#215;108 cm<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Provenienza<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">cattedrale di santa Maria Maggiore<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Descrizione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">Il paramento \u00e8 corredato da stola e velo del calice e viene denominato di San Pio IX per una tradizione che lo vuole indossato dallo stesso pontefice in alcune celebrazioni. La pianeta, intessuta in raso di seta, di manifattura romana, si presenta nella forma a violino, mentre lo scollo a \u201cV\u201d e il disegno della T sul davanti, la individuano del tipo della casula romana. I riquadri che delineano la croce sul davanti, la tripartizione sul retro e tutto il profilo del paramento, sono sottolineati da fiori di perle, foglie in oro e linee che formano una rete. Sul davanti, al centro, in basso, campeggia la figura della Religione: in piedi su una nuvola, vestita con i paramenti pontificali intessuti di fili in oro e argento, regge nella mano un turibolo, tenuto, nell\u2019atto dell\u2019incensare, anche dalla mano sinistra, che sostiene inoltre una grande croce in legno, poggiata sulla spalla. A destra e sinistra della figura due angioletti con panneggi in blu e rosso volteggiano reggendo l\u2019uno le tavole dei dieci comandamenti con l\u2019iscrizione in ebraico \u201c<em>Thor\u00e0<\/em>\u201d, l\u2019altro un rotolo con l\u2019iscrizione in latino \u201c<em>Vangelo di Ges\u00f9 Cristo<\/em>\u201d. Lungo i lati che affiancano il riquadro centrale le decorazioni in argento sono arricchite da serti fioriti policromi ripresi alla sommit\u00e0 del tau. La tecnica decorativa mostra una perizia eccezionale sia nell\u2019uso del ricamo in fili di oro e d\u2019argento, sia soprattutto nella resa pittorica del disegno: tutte le sfumature che danno tridimensionalit\u00e0 alla composizione, compresi i tratti dei volti e gli incarnati, sono resi con un sapiente gioco di sete policrome variamente ricamate; inoltre il disegno segue l\u2019andamento sinusoidale dell\u2019intera veste, sottolineandone le forme. Sul retro, dove lo schema compositivo riprende le caratteristiche della parte anteriore, sono ricamate le tre virt\u00f9 teologali: la Fede, col volto velato, regge croce e ostensorio, ed \u00e8 disegnata con un gioco magistrale dei toni del bianco (rosato per le membra nude, avorio per la tunica, ghiaccio per il manto); la Speranza regge l\u2019ancora, veste tunica verde e manto ocra ed \u00e8 disegnata con una cromia dai toni pastello; la Carit\u00e0 mostra il cuore, veste tunica rosa e manto azzurro e si caratterizza per l\u2019accentuato colorismo. Lo sguardo delle tre figure, assise su una nuvola argentata, \u00e8 rivolto verso il punto focale dell\u2019intera composizione: l\u2019occhio di Dio, inserito nell\u2019aureola triangolare (che Gli \u00e8 propria) e circondato da una vistosa raggiera dorata. La stola, decorata da tre croci gigliate ricamate in oro, poste alle estremit\u00e0 ed al centro della stessa, \u00e8 sottolineata dallo stesso ricamo della pianeta, foglie in oro e linee reticolari che seguono l\u2019andamento dell\u2019intero paramento, inquadrando una decorazione di serti fioriti policromi; le estremit\u00e0 sono bordate di frange dorate. Il velo del calice porta al centro una croce identica a quella della stola ed \u00e8 rifinito da un merletto che ripete la rete con campanule dorate caratteristica anche delle altre vesti. Un tondo con ricamati serti fioriti policromi, alternati da fiori in oro e argento e foglie allungate in argento, completa il disegno. La modernit\u00e0 e la perizia con cui sono realizzati i ricami pongono l\u2019esecuzione di questi manufatti presso un bottega romana di elevatissima qualit\u00e0, attiva in pieno XIX secolo.<\/p>\n<p><em>Luigi Nunzio Dibenedetto<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><!--:--><!--:en--><\/p>\n<p><!--:--><!--:de--><\/p>\n<p><!--:--><!--:fr--><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Autore \/Ambito manifattura romana Datazione met\u00e0 XIX secolo Materia\/Tecnica raso di seta bianca, con applicazioni di perle, ricamato con fili d&#8217;argento e d&#8217;oro e sete policrome ad agopittura Misure 66&#215;108 cm Provenienza cattedrale di santa Maria Maggiore Descrizione Il paramento \u00e8 corredato da stola e velo del calice e viene denominato di San Pio IX per una tradizione che lo vuole indossato dallo stesso &hellip; <a href=\"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/pianeta-detta-di-san-pio-ix\/\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\"><\/span> <span class=\"meta-nav\">&raquo;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":939,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/334"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=334"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/334\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=334"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=334"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=334"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}