{"id":347,"date":"2012-07-05T16:19:00","date_gmt":"2012-07-05T16:19:00","guid":{"rendered":"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/?p=347"},"modified":"2012-07-05T16:19:00","modified_gmt":"2012-07-05T16:19:00","slug":"corredi-della-tomba-a-camera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/corredi-della-tomba-a-camera\/","title":{"rendered":"Corredi della tomba a camera"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Autore \/Ambito<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">ambito locale<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Datazione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">III-I secolo a.C.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Materia\/Tecnica<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">ceramica, vernice nera, ferro, bronzo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Provenienza<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">scavi della Cattedrale di Santa Maria Maggiore<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Descrizione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">Delle quattro <a title=\"Preesistenze daunio-romane\" href=\"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/preesistenze-daunio-romane-2\/\">strutture funerarie del tipo a grotticella<\/a> individuate nel corso dello scavo, solo quella nei pressi dell\u2019abside centrale della Cattedrale romanica \u00e8 stata indagata poich\u00e9 conservata meglio rispetto alle altre. In seguito allo svuotamento della tomba, assieme alla terra di riempimento, sono stati rinvenuti resti riferibili a pi\u00f9 inumazioni accompagnate da un vasto corredo funerario. In particolare sono stati rinvenuti <em>askoi<\/em>, ollette, un numero cospicuo di unguentari, strigili di ferro, una fibuletta, coppe a vernice nera, lucerne e <em>askos<\/em> a vernice nera, uno specchio di bronzo, chiavi di ferro, una tazza biansata, una moneta, un ago di bronzo, una doppia situla, per un totale di settanta oggetti. Gli <em>askoi<\/em> acromi sono riferibili al gruppo pi\u00f9 antico databili quindi al III secolo a.C., pi\u00f9 tardi (riferibili al III secolo avanzato), sono da inquadrare i due splendidi <em>askoi<\/em> a triplice collo di cui uno in particolare, caratterizzato da liste, motivi geometrici e vegetali e di un busto femminile di cui \u00e8 maggiormente visibile il volto tondo. Databili al III-II secolo a.C. sono anche la doppia situla listata, gli unguentari, oggetti tipici di questo ambito cronologico, gli strigili di ferro (oggetto tipicamente maschile) e lo specchio (oggetto tipicamente femminile). Riferibili ai contesti funerari del II- I secolo a.C. sono, invece, le coppe a vernice nera, le ollette acrome e la lucerna a vernice nera. Importante \u00e8 il ritrovamento di una moneta della repubblica epirota che costituisce il <em>terminus<\/em> <em>post<\/em> <em>quem<\/em>\u00a0per l\u2019utilizzo delle sepolture. Dunque, dall\u2019analisi di questo corredo funerario di epoche diverse emerge l\u2019intensa frequentazione della tomba ma ci\u00f2 ci aiuta a comprendere le trasformazioni sociali che hanno poi portato alla fase della romanizzazione.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><!--:--><!--:en--><br \/>\n<!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Autore \/Ambito ambito locale Datazione III-I secolo a.C. 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