{"id":352,"date":"2012-07-05T16:25:20","date_gmt":"2012-07-05T16:25:20","guid":{"rendered":"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/?p=352"},"modified":"2012-07-05T16:25:20","modified_gmt":"2012-07-05T16:25:20","slug":"preesistenze-daunio-romane-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/preesistenze-daunio-romane-2\/","title":{"rendered":"Preesistenze daunio-romane"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Datazione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">III-I secolo a.C.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Materia\/Tecnica<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">tufo, pietra calcarea, laterizi<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Provenienza<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">scavi della cattedrale di santa Maria Maggiore<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Descrizione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">A circa tre metri dall\u2019attuale piano di calpestio della cattedrale, sono state individuate importanti emergenze archeologiche risalenti al periodo daunio-romano. Gli scavi effettuati tra il 1993 e il 1994, infatti, hanno messo in luce straordinarie scoperte che hanno anticipato di molti secoli la frequentazione del sito della Cattedrale ed in generale del borgo antico di Barletta. Scoperte che confermano una preesistente organizzazione del <em>vicus<\/em> preromano ben radicato nella zona castello-cattedrale. La testimonianza pi\u00f9 importante del periodo daunio-romano \u00e8 costituita dal ritrovamento di quattro tombe a grotticella \u2013 di cui due pi\u00f9 rilevanti ed una sola indagata \u2013 e di due strutture, una canaletta di scolo ed un impianto artigianale, che testimoniano un insediamento abitativo nella zona. I rinvenimenti funerari si concentrano nella zona delle fondazioni delle absidi romaniche, anche se dovevano estendersi per un\u2019area di pi\u00f9 vaste dimensioni, come testimoniano i dati rilevati durante un intervento del XIX secolo nella zona antistante la cattedrale. In corrispondenza dell\u2019abside centrale e meridionale sono emerse due tombe a grotticella scavate direttamente nel banco calcarenitico-tufaceo, materiale relativamente tenero e facile da lavorare. La tomba indagata \u00e8 quella posta in corrispondenza dell\u2019abside centrale e ricalca la tipologia del vano frontale in asse con il <em>dromos<\/em> (discendente da Est a Ovest). L\u2019ingresso alla tomba presenta stipiti e architrave scavati nella roccia e due lastroni in tufo come battenti, elementi realizzati con una certa precisione e regolarit\u00e0 che attestano soluzioni costruttive di un livello medio-alto. Destinato inizialmente ad un\u2019unica famiglia, il vano indagato ha restituito tracce di pi\u00f9 sepolture e <a title=\"Corredi della tomba a camera\" href=\"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/corredi-della-tomba-a-camera\/\">corredi funerari<\/a> collocabili tra il III e il I secolo a. C., evidente segnale di un riuso della tomba. Le altre due strutture funerarie individuate da tracce di <em>dromoi<\/em>, lungo il lato meridionale, sono state pesantemente manomesse dalle successive costruzioni. Nella zona della sesta campata \u00e8 stato rinvenuto un sistema di canalizzazione con andamento nord-sud, che taglia trasversalmente il sottosuolo della Cattedrale, mentre tra la seconda e la terza campata \u00e8 stato individuato un impianto artigianale di ridotte dimensioni scavato nella roccia, con stipiti in laterizio e tracce di bruciato. La presenza di un sistema di canalizzazione e di una struttura artigianale (forse una fornace) testimoniano l\u2019utilizzo abitativo della zona vicino a strutture funerarie. Questa tipologia di insediamento, con presenza di \u00ab<em>necropoli frammiste a unit\u00e0 abitative<\/em>\u00bb \u00e8 caratteristica dell\u2019et\u00e0 arcaica e di molti abitati indigeni dauni che solitamente scompare tra il IV-III secolo a. C., quando un\u2019organizzazione pi\u00f9 complessa degli abitati sposta le necropoli ai margini della zona urbana e lungo le arterie viarie che partono dal centro abitato. Il passaggio ad insediamenti abitativi pi\u00f9 complessi non avverr\u00e0 in maniera repentina o in contemporanea per tutti i centri dauni (M. C. D\u2019Ercole, <em>Barletta in et\u00e0 preromana, <\/em>1990). Infatti, la datazione proposta per i corredi funerari (III-I a. C.) conferma la persistenza di pratiche funerarie indigene in un periodo in cui era avvenuta la romanizzazione nella Puglia centro-settentrionale. La presenza di queste emergenze archeologiche confermano l\u2019ipotesi di un insediamento preromano a Barletta, gi\u00e0 attestato in precedenza da contesti funerari in diverse zone della citt\u00e0, in particolare lungo la via per Canosa. Si tratta di un centro abitato legato alla presenza di un approdo portuale che all\u2019epoca doveva dipendere dalla vicina e pi\u00f9 importante <em>Canusium<\/em> e collegato comunque a tutti gli insediamenti presenti lungo la valle dell\u2019Ofanto.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><!--:--><!--:en--><\/p>\n<p><!--:--><!--:de--><\/p>\n<p><!--:--><!--:fr--><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Datazione III-I secolo a.C. Materia\/Tecnica tufo, pietra calcarea, laterizi Provenienza scavi della cattedrale di santa Maria Maggiore Descrizione A circa tre metri dall\u2019attuale piano di calpestio della cattedrale, sono state individuate importanti emergenze archeologiche risalenti al periodo daunio-romano. 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