{"id":383,"date":"2012-07-05T17:05:59","date_gmt":"2012-07-05T17:05:59","guid":{"rendered":"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/?p=383"},"modified":"2012-07-05T17:05:59","modified_gmt":"2012-07-05T17:05:59","slug":"cristo-in-pieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/cristo-in-pieta\/","title":{"rendered":"Cristo in Pieta&#8217;"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Autore \/Ambito<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">anonimo meridionale<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Datazione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">seconda met\u00e0 XVI secolo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Materia\/Tecnica<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">tempera su tavola<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Misure<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">119&#215;62 cm<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Provenienza<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">chiesa di san Pietro<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Descrizione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">La particolarit\u00e0 di questa icona del Cristo morto \u00e8 data dalla presenza, intorno alla figura di Nostro Signore, raffigurato in piedi fuori di un sarcofago, di numerosi oggetti che richiamano il racconto della Passione. In alto a sinistra Cristo prega il Padre di allontanare da lui il calice del martirio; sempre in alto il bacio di Giuda, il canto del gallo e il taglio dell\u2019orecchio a Malco. Pi\u00f9 in basso a sinistra sono poste le mani che lanciano i dadi e la tunica che i soldati dividono tra loro secondo il racconto dei Vangeli. Sulla destra sono raffigurate due scene: quella di Cristo bendato cui i soldati chiedono di indovinare chi Gli sputa contro e quella di Pilato che si lava le mani. Sotto la traversa della Croce si distinguono: la colonna e i flagelli, la spugna di aceto e la lancia, la scala e i chiodi. Le mani di Ges\u00f9 sono stese verso il basso, aperte, mentre il sangue che sgorga dalle stimmate confluisce su un\u2019ostia e in un calice. Colpisce la serenit\u00e0 sul volto di un Ges\u00f9 il cui corpo \u00e8 dipinto mettendo in evidenza le ossa e i nervi. Dopo aver richiamato alla mente del riguardante l\u2019intera vicenda della Passione, con la sottolineatura degli eventi pi\u00f9 salienti, il messaggio conclusivo rimanda al sacrificio della messa e al grande mistero dell\u2019Eucarestia.<\/p>\n<p>Il Cristo stante, uscente dal sepolcro, \u00e8 un\u2019iconografia di chiaro stampo bizantino, anche se il tema della &#8220;piet\u00e0&#8221;, estraneo alla tradizione culturale bizantina, cos\u00ec come alla sua iconografia, entra a far parte del patrimonio degli artisti postbizantini nel XVI secolo. Si rivela molto caro in particolare ai pittori cretesi, ed \u00e8 spesso da questi trattato con chiari riferimenti all\u2019arte gotica italiana. Il motivo \u00e8 tutto teologico, legato alla profonda meditazione dell&#8217;Oriente sulla natura divina di Ges\u00f9 Cristo, Re dell&#8217;universo anche nel momento della massima umiliazione della morte: infatti Egli \u00e8 gi\u00e0 vincitore della stessa, anzi \u00e8 attraverso la morte che \u00e8 divenuto il Salvatore del mondo. La potente influenza dell&#8217;arte italiana, che predilige la riflessione e la raffigurazione del Cristo umiliato e sofferente, fa penetrare il tema fra gli artisti greci, anche e soprattutto in ottemperanza ad esigenze legate alla committenza occidentale. Ma il forte radicamento degli iconografi nella riflessione teologica orientale fa s\u00ec che verso la fine dello stesso secolo si crei la raffigurazione del Cristo in piet\u00e0; rispetto al tema della piet\u00e0, quello del Cristo in piet\u00e0 raffigurato solo, stante, mentre fuoriesce per tre quarti dal sepolcro, deriva direttamente dalla tradizione iconografica bizantina, in quanto la posizione ieratica e solenne del Cristo, ritto sul sepolcro, riafferma la sua regalit\u00e0: pur nel rigore della morte, con gli occhi chiusi, l&#8217;impostazione iconografica della figura richiama chiaramente quella assunta nell&#8217;evento della Risurrezione. Per la tradizione bizantina \u00e8 una variante della raffigurazione del Nymphios, lo Sposo della Chiesa che va incontro al martirio. Nella tavola in questione il Cristo si presenta in forme rigide rese attraverso una sottolineatura delle linee con cui \u00e8 tracciato il disegno. Con un linguaggio popolare sono descritte le simbologie dei vari momenti del racconto della Passione che attorniano la figura principale del Cristo. A causa della similarit\u00e0 dei tratti del volto possiamo ritenere che l\u2019autore di questa tavola abbia tenuto presente come modello il Cristo alla Colonna della chiesa di Sant\u2019Agostino; i critici sono concordi nel riferire tale opera al maestro di Santa Barbara e la datano fra il quarto e il quinto decennio del XV secolo: la figura del Cristo \u00e8 disegnata con una sottolineatura della linea che rende i contorni come incisi. Questo accentuato grafismo \u00e8 reso nel perizoma dalle linee rigide non aliene, per\u00f2, dall\u2019indulgere ad una voluta sinuosit\u00e0. La stessa rigidit\u00e0 di linea presenta la tavola con il Cristo in Piet\u00e0 proveniente dalla Chiesa di San Pietro, insieme con la similarit\u00e0 dei tratti del volto di Nostro Signore. Fatto non unico in quanto dal Cristo alla Colonna di Sant\u2019Agostino dipendono i dipinti trattanti lo stesso soggetto conservati l\u2019uno nella Cattedrale di Barletta (che un recente restauro ha dimostrato essere datato al 1513 o 1523) e l\u2019altro nella Chiesa di San Giacomo, sempre in Barletta, recante la data del 1596.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Luigi Nunzio Dibenedetto<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><!--:--><!--:en--><\/p>\n<p><!--:--><!--:de--><\/p>\n<p><!--:--><!--:fr--><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Autore \/Ambito anonimo meridionale Datazione seconda met\u00e0 XVI secolo Materia\/Tecnica tempera su tavola Misure 119&#215;62 cm Provenienza chiesa di san Pietro Descrizione La particolarit\u00e0 di questa icona del Cristo morto \u00e8 data dalla presenza, intorno alla figura di Nostro Signore, raffigurato in piedi fuori di un sarcofago, di numerosi oggetti che richiamano il racconto della Passione. 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