{"id":386,"date":"2012-07-05T17:09:45","date_gmt":"2012-07-05T17:09:45","guid":{"rendered":"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/?p=386"},"modified":"2012-07-05T17:09:45","modified_gmt":"2012-07-05T17:09:45","slug":"il-salvatore-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/il-salvatore-2\/","title":{"rendered":"Il Salvatore"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Autore \/Ambito<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">Paolo Serafini<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Datazione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">fine XIV secolo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Materia\/Tecnica<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">tempera su tavola<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Misure<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">175&#215;74 cm (compresa la cornice)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Provenienza<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">cattedrale di santa Maria Maggiore<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Descrizione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">Nell\u2019archivio capitolare della Cattedrale di Barletta \u00e8 conservata una tavola dipinta a tempera, che rappresenta il Cristo Redentore a figura intera. L\u2019opera, attribuita a Paolo Serafini, \u00e8 stata realizzata nello stesso periodo in cui fu eseguita la tavola bifacciale della Madonna dell\u2019Assunta. Il Cristo benedicente alla latina, con il labaro della Risurrezione nella mano sinistra, \u00e8 vestito secondo il modulo iconografico del Gran Sacerdote; la sua figura si staglia sul fondo oro dell\u2019intera tavola, stretta ed alta, quasi luce su luce che rimanda all\u2019evento evangelico della Trasfigurazione. Il Cristo ha i capelli lunghi che ricadono sulle spalle e il volto dall\u2019espressione ieratica e veste i panni sacerdotali. Il disegno bizantineggiante della linea non esprime la figura del Pantocrator, ma sottolinea l\u2019uomo della sofferenza. Ges\u00f9 regge s\u00ec con la sinistra la croce astile, simbolo della Risurrezione, ma sulle mani e sui piedi porta evidenti le ferite della Crocifissione. La lunga e sottile stola rossa, emblema per eccellenza del sacerdote &#8211; decorata da motivi floreali e conclusa da una croce su entrambi i lati &#8211; indica che l\u2019uomo del sacrificio \u00e8 anche il sacerdote della nuova alleanza.<\/p>\n<p>Seta, damasco, velluto, gioielli, quadri sacri e arredi orientali non mancavano nei corredi delle spose delle migliori famiglie pugliesi. I commercianti pugliesi, oltre ai rapporti diretti con l\u2019Oriente, si procuravano tali merci preziose anche indirettamente tramite Venezia, anche se non mancano manufatti provenienti da altre regioni e opere di artisti anche della scuola emiliana e di quella lombarda. Della presenza vivace della contemporanea cultura emiliana resta a testimonianza la doppia icona di Cristo Redentore e della Madonna de Auxiliis conservata nella cattedrale di Barletta e opera di Paolo Serafini da Modena. L\u2019impostazione delle figure della Vergine con Bambino e del Cristo Redentore fanno pensare sia a Vitale da Bologna (prima met\u00e0 del XIV secolo) per la rigidit\u00e0 dei gesti e l\u2019espressione dolce e umana dei volti, sia a Dalmasio (seconda met\u00e0 del XIV secolo) per l\u2019impatto volumetrico delle figure che rimandano alla formazione giottesca del pittore. La tavola \u00e8 firmata al di sotto della figura della Vergine ed \u00e8 particolarmente venerata nella citt\u00e0 di Barletta sia perch\u00e9 messa in rapporto con l\u2019evento della Disfida del 1503, sia perch\u00e9, fatto molto pi\u00f9 importante, legata alla tradizione liturgica del culto dell\u2019Assunta presente nelle nostre terre molti secoli prima della proclamazione del dogma e testimoniata dalle molte immagini della Vergine con Bambino venerate sotto questo titolo (vedi ancora, in Barletta, l\u2019icona della Basilica del Sepolcro). A Paolo Serafini viene anche unanimamente riferita l\u2019icona a figura intera del Redentore: i tratti del volto &#8211; come la parte superiore della tunica &#8211; sono del tutto simili a quelli della figura del Redentore della tavola bifacciale, di forma romboidale con marcati il naso e le arcate sopraccigliari, mentre i capelli, raccolti dietro la nuca, si dividono in due bande ondulate. Di pregevole fattura \u00e8 la decorazione della tunica e del manto.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0<em>Luigi Nunzio Dibenedetto<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><!--:--><!--:en--><\/p>\n<p><!--:--><!--:de--><\/p>\n<p><!--:--><!--:fr--><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Autore \/Ambito Paolo Serafini Datazione fine XIV secolo Materia\/Tecnica tempera su tavola Misure 175&#215;74 cm (compresa la cornice) Provenienza cattedrale di santa Maria Maggiore Descrizione Nell\u2019archivio capitolare della Cattedrale di Barletta \u00e8 conservata una tavola dipinta a tempera, che rappresenta il Cristo Redentore a figura intera. 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