{"id":389,"date":"2012-07-05T17:14:25","date_gmt":"2012-07-05T17:14:25","guid":{"rendered":"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/?p=389"},"modified":"2012-07-05T17:14:25","modified_gmt":"2012-07-05T17:14:25","slug":"assunzione-di-maria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/assunzione-di-maria\/","title":{"rendered":"Assunzione di Maria"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Autore \/Ambito<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">Giovanni di Francia<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Datazione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">inizi del V decennio del XV secolo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Materia\/Tecnica<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">tempera su tavola<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Misure<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">105&#215;47,5 cm<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Provenienza<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">cattedrale di santa Maria Maggiore<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Descrizione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">La tavola, dipinta a tempera, sembra essere parte di un polittico andato perduto. Nelle due scene che vi sono raffigurate, la prima &#8211; che si trova nella parte superiore &#8211; ritrae in primo piano Ges\u00f9 e la Madre affrontati, mentre sullo sfondo spicca la figura di Dio Padre; al centro la colomba, simbolo dello Spirito Santo; verso i bordi della tavola angeli cantori e musicanti. Nella parte inferiore \u00e8 ritratta la scena, che si rif\u00e0 alla tradizione bizantina della \u201c<em>Dormizione della Vergine<\/em>\u201d: Cristo, racchiuso in un ovale, tiene fra le braccia la Madre; intorno angeli musicanti. Quasi tutti gli studiosi sono concordi nell\u2019attribuire questo dipinto a Giovanni di Francia noto anche come Zanino di Pietro. La Puglia per cause geografiche e storiche \u00e8 stata sempre particolarmente aperta al Levante. Ruolo primario nello stabilirsi dei rapporti fra la Puglia e l\u2019Oriente, ebbero i commerci: i traffici comprendevano di certo, oltre l&#8217;afflusso di merci, anche quello di artisti e di opere d\u2019arte. Gli scambi commerciali con il capoluogo veneto favorivano un\u2019apertura alla cultura veneta pi\u00f9 in generale. Sono infatti le opere d\u2019arte prodotte da tale scuola quelle in maggior numero presenti sul territorio. Agli inizi del \u2018400 si fa ancora pi\u00f9 viva nella cultura locale la tendenza a reinterpretare, in un linguaggio proprio, le suggestioni che provengono dalle \u201cnovit\u00e0\u201d soprattutto veneziane. Questo percorso \u00e8 facilitato dall\u2019importazione di numerose opere che ancor oggi sono rintracciabili sul territorio pugliese, provenienti oltre che da Venezia e Bologna anche dalle Marche e dagli Abruzzi, cosa che consente l\u2019elaborazione di un linguaggio interregionale tipico della pittura tardogotica pugliese. All\u2019interno di questo discorso (<em>se bisogna tener conto di un documento del 1414 riportato nel codice diplomatico barlettano in cui \u00e8 nominata una certa Rossa de Bastardis moglie di Giovanni di Francia<\/em>) va collocata la probabile attivit\u00e0 in Puglia di Zanino di Pietro. Recentemente in lui si \u00e8 voluto riconoscere lo stesso Giovanni di Francia detto anche Giovanni di Pietro Charlier di cui Zanino sarebbe un diminutivo all\u2019italiana e perci\u00f2 \u00e8 stata unificata la produzione attribuita ai diversi nomi. Opera dell\u2019artista predetto \u00e8 la piccola tavola conservata nella Cattedrale di Barletta, dipinta con l\u2019Assunzione della Vergine nello scomparto inferiore di essa e con la Trinit\u00e0 e la Vergine in quello superiore. L\u2019artista, nato in Francia ed attivo prima in Bologna poi in Venezia e in Italia Meridionale tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo, si caratterizza per l\u2019espressivit\u00e0 che emerge pur nella rigidit\u00e0 delle linee, senza che queste siano enfatizzate in un andamento ritmico, ed anche per una vivacit\u00e0 del raccontare che nella nostra tavola si rivela in particolare nelle figurine poste ai lati delle immagini principali. Il sentimento che pervade l\u2019intera raffigurazione si deve probabilmente alla formazione veneziana dell\u2019artista. La tavola \u00e8 stata anche riferita dalla Lorusso Romito al \u201cMaestro di Santa Barbara\u201d, detto anche \u201cMaestro dei Pastori\u201d, attivo in quel periodo fra Puglia e Lucania, al quale viene anche assegnato il \u201cCristo alla colonna\u201d conservato nella Chiesa di S. Agostino a Barletta; i suoi modi pittorici si pongono a met\u00e0 strada tra quelli di Zanino e quelli di Iacobello del Fiore attivo in Venezia tra il 1370 e il 1439, legato fortemente agli accenti del gotico internazionale, mediati in particolare dall\u2019opera di Gentile da Fabriano (1370 circa-1427). Secondo G. Cioffari la tavola presenta influenze sia del Beato Angelico che della pittura bizantina. Il tema \u00e8 quello della glorificazione della Madonna, infatti Ella \u00e8 inserita all\u2019interno della Trinit\u00e0, raffigurata seduta simmetricamente al Figlio, mentre tra di loro si pongono il Padre e lo Spirito Santo sotto forma di colomba. Per esprimere l\u2019ortodossia del dogma il Cristo \u00e8 raffigurato reggente lo scettro, la Madre Lo fronteggia con le mani giunte in atteggiamento di preghiera. La scena sottostante, in cui Cristo regge fra le mani una fanciulla orante, ricorda che Maria non \u00e8 andata incontro alla morte, ma si \u00e8 addormentata e dal Figlio \u00e8 stata assunta in cielo. La Chiesa Ortodossa non ha il dogma dell\u2019Assunzione, ma, all\u2019interno della grande venerazione per la Theotokos sostiene la tradizione secondo cui la Vergine non \u00e9 morta ma si \u00e9 solo addormentata; celebra pertanto la festa della Dormizione di Maria, alla quale, oltre numerosissime icone, sono dedicate anche molte chiese, la pi\u00f9 famosa delle quali \u00e9 certamente, in Russia, la cattedrale eretta all\u2019interno delle mura del Cremlino. Altra particolarit\u00e0 della raffigurazione \u00e8 la presenza di dodici figure di giovinetti e giovinette (<em>angeli<\/em>?) che suonano vari strumenti: un vero e proprio coro che ci riporta uno spaccato della musica dell\u2019epoca.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0<em>Luigi Nunzio Dibenedetto<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><!--:--><!--:en--><\/p>\n<p><!--:--><!--:de--><\/p>\n<p><!--:--><!--:fr--><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Autore \/Ambito Giovanni di Francia Datazione inizi del V decennio del XV secolo Materia\/Tecnica tempera su tavola Misure 105&#215;47,5 cm Provenienza cattedrale di santa Maria Maggiore Descrizione La tavola, dipinta a tempera, sembra essere parte di un polittico andato perduto. 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