{"id":403,"date":"2012-07-05T17:45:10","date_gmt":"2012-07-05T17:45:10","guid":{"rendered":"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/?p=403"},"modified":"2012-07-05T17:45:10","modified_gmt":"2012-07-05T17:45:10","slug":"san-giuseppe-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/san-giuseppe-2\/","title":{"rendered":"San Giuseppe"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Autore \/Ambito<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">bottega napoletana<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Datazione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">fine del XVIII secolo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Materia\/Tecnica<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">legno intagliato, argento inciso e meccato<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Misure<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">110x65x55 cm<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Iscrizioni<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">BARUL.S F. D. ANTON.S LEONE PATRIT.S.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Provenienza<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">cattedrale di santa Maria Maggiore<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Descrizione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">Il busto ligneo rivestito in foglia d\u2019argento raffigura\u00a0san Giuseppe. Il santo \u00e8 rappresentato con il bastone fiorito, simbolo della predilezione a sposo di Maria, mentre mancano altri attributi iconografici come il giglio simbolo della purezza e della giustizia, e gli arnesi da falegname, questi ultimi in realt\u00e0 introdotti a partire dal XIX secolo. Il bastone \u00e8 adagiato sul braccio destro portato al petto, mentre il sinistro \u00e8 proteso in avanti. La leggera torsione del busto, la testa e gli occhi rivolti verso l\u2019alto, la bocca semi aperta concorrono a sottolineare la profonda devozione di Giuseppe verso Dio e la sua azione mediatrice con il popolo dei fedeli. La volumetria piena del busto \u00e8 completata dal morbido panneggio del mantello, stretto in vita da una cintura, che lascia scoperta la spalla destra. Il panneggio, che si appoggia morbidamente sul basamento, presenta una serie di fiori e racemi delicatamente incisi nel rivestimento d\u2019argento che impreziosiscono la scultura. Spicca per il suo pregio artistico la resa anatomica del busto: sono evidenziati la muscolatura della spalla, la resa puntuale e mossa della capigliatura e della barba, le vene della mano sinistra e del collo che conferiscono un incredibile realismo alla scultura. Il busto poggia su una base lignea in argento meccato elegantemente decorata da una serie di fiori tra nastri e ampie foglie d\u2019acanto poste ai lati del basamento. La statua \u00e8 ulteriormente impreziosita da un\u2019aureola removibile in argento lavorato a cesello e traforo che propone un fitto intreccio di volute e racemi. Incisa nel tondo centrale una dedica: BARUL.S F. D. ANTON.S LEONE PATRIT.S. La scultura, come anche l\u2019aureola, pu\u00f2 essere collocata cronologicamente nel XVIII secolo, opera di ottima fattura di un anonimo scultore di scuola napoletana. La presenza nella cattedrale di Barletta di una statua dedicata a san\u00a0Giuseppe non deve stupire: la chiesa accoglie, infatti, una cappella dedicata al Transito di\u00a0san Giuseppe che fu edificata a partire dal 1743 per volont\u00e0 dell\u2019omonima Congregazione e commissionata ad un membro della celebre famiglia napoletana dei Cimafonte, abili scultori del marmo. Dai documenti sappiamo che la cappella di gusto rococ\u00f2, una delle poche superstiti dopo i restauri demolitori degli anni Trenta \u2013 Cinquanta del \u2018900, era molto ricca e custodiva <em>\u201cmolta argenteria in candelieri ostensory ed altro<\/em>\u201d. Inoltre, a circoscrivere ancora la datazione della statua agli ultimi anni del XVIII secolo, precisamente al 1796, vi \u00e8 un curioso scritto tratto dalla cronaca di Camillo Elefante del 9 luglio 1797, in cui si legge: <em>\u201cTempo nuvoloso, fresco, e disposto alla pioggia, che da tanto n\u2019\u00e8 caduta in quantit\u00e0, e che non ha impedito la Processione colla statua nuova del Glorioso Patriarca S. Giuseppe, argentato il mezzo busto, e con Pedina dorata. La med:ma f\u00f9 fatta l\u2019anno passato in Napoli, ma non venne in tempo, ed in luogo di quella vi era d\u2019argento con pedina dello stesso metallo, che in forza delle efficaci insinuazioni Sovrane per tutto il Regno per gli argenti superflui al Culto si mand\u00f2 in Napoli alla Zecca, ed il valore della stessa si convert\u00ec in Capitale, obbligandosi la Regia Corte di pagare annualmente l\u2019interesse alla ragione del 4 per 100. sino alla restituzione del med:mo, che si deve investire di nuovo in argento per uso della med:ma Chiesa, che l\u2019ha prestata. Oggi come Seconda Domenica di Luglio si celebra la Solennit\u00e0 del Transito di d.o Santo nella Chiesa di S. Maria Maggiore. Per la 2\u00b0 7na la Conservazione in giro in Casa d\u00e8 Sig.ri Bonelli\u201d<\/em> (tratto da <em>Trascrizione della cronaca manoscritta di Camillo Elefante 1795-1798<\/em>, in \u201cRicerche della Biblioteca, n. 27\u201d, a cura di M. Filannino, V. Tupputi, I)<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><!--:--><!--:en--><\/p>\n<p><!--:--><!--:de--><\/p>\n<p><!--:--><!--:fr--><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Autore \/Ambito bottega napoletana Datazione fine del XVIII secolo Materia\/Tecnica legno intagliato, argento inciso e meccato Misure 110x65x55 cm Iscrizioni BARUL.S F. D. ANTON.S LEONE PATRIT.S. Provenienza cattedrale di santa Maria Maggiore Descrizione Il busto ligneo rivestito in foglia d\u2019argento raffigura\u00a0san Giuseppe. 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