{"id":419,"date":"2012-07-06T07:27:52","date_gmt":"2012-07-06T07:27:52","guid":{"rendered":"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/?p=419"},"modified":"2012-07-06T07:27:52","modified_gmt":"2012-07-06T07:27:52","slug":"ostensorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/ostensorio\/","title":{"rendered":"Ostensorio"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Autore \/Ambito<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">oreficeria napoletana<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Datazione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">XVIII secolo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Materia\/Tecnica<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">argento sbalzato, inciso<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Misure<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">64x21x15 cm<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Marchi e stemmi<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">NAP 786<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Provenienza<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">chiesa di san Cataldo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Descrizione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">L\u2019ostensorio fa parte del prezioso tesoro della chiesa di\u00a0san Cataldo, antica chiesa di vocazione marinara sita, come ci racconta Francesco Saverio Vista, \u201c<em>a capo quasi del molo antico<\/em>\u201d. L\u2019oggetto liturgico utilizzato per l\u2019esposizione eucaristica si inserisce nella tipologia a raggiera. Presenta una base conica, sinuosa nella forma, retta da quattro piedini a volute. La base \u00e8 divisa in quattro settori con un raffinato motivo a girali che circondano un cartiglio ovale e termina nelle estremit\u00e0 laterali con due ampie volute che protendono verso l\u2019esterno. Il fusto \u00e8 sorretto da un globo dorato liscio rivestito nella parte inferiore da una serie di testine d\u2019angelo: il globo \u00e8 inciso con le raffigurazioni del sole da una parte, e della luna e delle stelle dall\u2019altra. Segue il fusto formato da due dinamiche figure alate che si intrecciano e che reggono con le braccia il cuore fiammeggiante di Ges\u00f9 da cui sgorgano tre gocce di sangue. Sul fusto figurato si innesta l\u2019ampia teca accompagnata da raggi lanceolati di diversa dimensione, tesi a creare un maggiore effetto scenografico. La teca, con bordo mistilineo e ornata con motivo inciso a volute e foglie, \u00e8 circondata da un tripudio di grappoli d\u2019uva con ampie foglie di vite. Il fastigio, con un cartiglio decorato con un motivo vegetale, si conclude con tre spighe unite in basso da un nastro. L\u2019ostensorio reca il punzone NAP seguito dal numero 786, quindi sappiamo che l\u2019oggetto \u00e8 stato realizzato in una bottega orafa napoletana nel 1786. Esemplari simili, in particolare con la doppia figura alata del fusto che regge il cuore infiammato, si ritrovano per esempio a Lucera nel Museo Diocesano, databile nell\u2019ultimo quarto del XVIII secolo, un esemplare calabrese della cattedrale di S. Severina datato ai primi anni dell\u2019800 e uno conservato nel tesoro di\u00a0san Nicola a Bari, datato tra il 1805 e il 1873: questi ultimi confermano il perdurare degli stessi motivi decorativi anche nel secolo successivo.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><!--:--><!--:en--><\/p>\n<p><!--:--><!--:de--><\/p>\n<p><!--:--><!--:fr--><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Autore \/Ambito oreficeria napoletana Datazione XVIII secolo Materia\/Tecnica argento sbalzato, inciso Misure 64x21x15 cm Marchi e stemmi NAP 786 Provenienza chiesa di san Cataldo Descrizione L\u2019ostensorio fa parte del prezioso tesoro della chiesa di\u00a0san Cataldo, antica chiesa di vocazione marinara sita, come ci racconta Francesco Saverio Vista, \u201ca capo quasi del molo antico\u201d. 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