{"id":437,"date":"2012-07-06T08:11:30","date_gmt":"2012-07-06T08:11:30","guid":{"rendered":"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/?p=437"},"modified":"2012-07-06T08:11:30","modified_gmt":"2012-07-06T08:11:30","slug":"emblemi-della-confraternita-di-san-cataldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/emblemi-della-confraternita-di-san-cataldo\/","title":{"rendered":"Emblemi della confraternita di san Cataldo"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Autore \/Ambito<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">oreficeria napoletana<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Datazione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">A. XVIII secolo; B. XVIII secolo; C. XIX secolo (?)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Materia\/Tecnica<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">argento sbalzato, inciso<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Misure<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">A. 24&#215;16 cm; B. 20&#215;15.5 cm; C. 20&#215;16.5 cm<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Marchi e stemmi<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">A. punzone NAP coronato; B. NAP coronato 789<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Provenienza<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">chiesa di san Cataldo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Descrizione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">Interessanti oggetti devozionali sono gli emblemi della confraternita di san Cataldo: sono tre grandi medaglioni che i confratelli portavano applicati sugli abiti o al collo durante le processioni. Simili nella forma e nella decorazione presentano alcune differenze stilistiche. Gli emblemi in argento lavorati a sbalzo sono di forma ovale e rappresentano san Cataldo con i consueti attributi vescovili &#8211; la mitria, il pastorale e il libro &#8211; ripreso nell\u2019atto di benedire: in tutti gli esemplari il santo \u00e8 rappresentato a figura intera, adagiato su nuvole e l\u2019ampio piviale \u00e8 liscio e morbido nel panneggio, mentre la veste appare leggermente punzonata.<\/p>\n<p>A) Il primo emblema si distingue dagli altri due per la presenza di un nastro ondulato nella parte superiore, che conferisce maggior pregio all\u2019oggetto. Il medaglione presenta il punzone con NAP coronato; la documentazione d\u2019archivio rilevava un puntino sulla A di NAP, datandolo al XVII secolo. L\u2019analisi attuale del pezzo non ha evidenziato questo particolare e per di pi\u00f9 la corona del bollo appare assimilabile pi\u00f9 agevolmente ad una in uso nel secolo successivo: per queste motivazioni si potrebbe datare al XVIII secolo.<\/p>\n<p>B) Il secondo emblema pi\u00f9 semplice per la mancanza del motivo decorativo del nastro, presenta la stessa impostazione. Il punzone inciso \u00e8 NAP coronato con 789, il millesimo a tre cifre che indica l\u2019anno di fabbricazione, quindi il 1789. I due emblemi recano molto visibile alla sinistra del Santo anche la cosiddetta \u201cpresa d\u2019assaggio\u201d, un\u2019incisione a zig zag ripetuta due volte effettuata dal saggiatore per verificare la quantit\u00e0 d\u2019argento presente nell\u2019oggetto.<\/p>\n<p>C) Il terzo medaglione ricalca il modello precedente nella resa stilistica del Santo, ma non presenta tracce di punzoni. Seguendo la documentazione d\u2019archivio esso viene collocato cronologicamente nel XIX secolo, ma non potendo rilevare marchi dell\u2019argentiere o bolli di nessun tipo \u00e8 difficile confermarne la datazione.<\/p>\n<p>Gli oggetti sono testimonianza della vivace presenza a Barletta della confraternita di\u00a0san Cataldo almeno dalla seconda met\u00e0 del XVIII secolo. Nell\u2019800, i confratelli \u201cmarinai\u201d gestirono direttamente la chiesa e provvidero anche al suo restauro e ad arricchirla di altari e suppellettili liturgiche di un certo pregio. Il periodo pi\u00f9 florido fu sicuramente quello vissuto negli anni cinquanta-sessanta del XIX secolo, quando, come apprendiamo da Francesco Saverio Vista, commissionarono, insieme a <em>&#8220;[&#8230;]un parato bronzo dorato finemente lavorato e ricchissime pianete colorate[&#8230;]<\/em>, il <a title=\"Busto di san Cataldo\" href=\"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/busto-di-san-cataldo\/\">busto di\u00a0san Cataldo<\/a>, \u201c<em>bellissima e artistica statua di argento [\u2026] spendendosi la bella somma di ducati 10 mila<\/em>\u201d.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><!--:--><!--:en--><\/p>\n<p><!--:--><!--:de--><\/p>\n<p><!--:--><!--:fr--><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Autore \/Ambito oreficeria napoletana Datazione A. XVIII secolo; B. XVIII secolo; C. XIX secolo (?) 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