{"id":455,"date":"2012-07-06T15:00:15","date_gmt":"2012-07-06T15:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/?p=455"},"modified":"2012-07-06T15:00:15","modified_gmt":"2012-07-06T15:00:15","slug":"croce-capitolare-a-croce-b-pomo-e-asta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/croce-capitolare-a-croce-b-pomo-e-asta\/","title":{"rendered":"Croce capitolare: A. croce; B. pomo e asta"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Autore \/Ambito<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\"><em>A. bottega dei Conte; B. V. Romaniello<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Datazione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">A. seconda met\u00e0 XVII secolo; B. secondo, terzo quarto del XIX secolo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Materia\/Tecnica<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">A. anima in legno, argento con parti a fusione, sbalzato, cesellato e inciso; B. anima in legno, argento sbalzato e cesellato<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Misure<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">A. 62&#215;33 cm; B. 207&#215;16,5 cm<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Marchi e stemmi<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">B. V. Romaniello<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Iscrizioni<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">A. FRANCIS CUS ANT TONIUS DE LUCA ARCHIEPISC OPUS NA ZZARENU S<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Provenienza<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">chiesa di santa Maria di Nazareth<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Descrizione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">La croce capitolare \u00e8 costituita da un\u2019anima in legno rivestita da lamine in argento; presenta bracci levigati, profilati, sia sul verso che sul recto, da una sottile cornice, anch\u2019essa liscia. Alla sommit\u00e0 e agli estremi della traversa ci sono terminazioni trilobate decorate con testine di angeli fra coppie di volute e perline; sui tre lati liberi si inseriscono tre piccoli puntali a forma di giglio, di cui quello centrale mancante. Simile motivo presenta l\u2019innesto della croce sul pomo, solo che qui la protrome alata \u00e8 chiusa in un calice formato da due lunghe foglie il cui costone \u00e8 sottolineato da un filare di piccole perle. All\u2019incrocio dei bracci, inseriti negli angoli, quattro puntali gigliati, a tutto tondo. Il verso \u00e8 privo di decorazioni; sul recto l\u2019elegante figura del Cristo viene accolta dalla croce, il tutto disegnato secondo i canoni tradizionali: il capo reclinato, gli occhi chiusi, la ferita della lancia nel costato, il leggero perizoma, i piedi incrociati. Manca in alto il cartiglio con la scritta \u201c<em>INRI<\/em>\u201d, anche se un segno sull\u2019argento fa supporre che dovesse esserci. Sul montante, in basso, al di sotto dell\u2019usuale teschio con due ossa incrociate, \u00e8 incisa l\u2019 iscrizione: <em>FRANCIS CUS ANT TONIUS DE LUCA ARCHIEPISC OPUS NA ZZARENU S<\/em>; si tratta di Francesco Antonio De Luca, Arcivescovo di Nazareth dal 1667 al 1676. Una notevole similarit\u00e0 presenta la nostra croce con la croce processionale conservata nel museo parrocchiale di Santa Maria del Gamio in Saracena (Cosenza); identica l\u2019impostazione della decorazione, la profilatura dei bracci, le inserzioni agli incroci dei bracci, le terminazioni polilobate. Quest\u2019opera di Saracena \u00e8 stata datata alla seconda met\u00e0 del XVII secolo e attribuita alla bottega dei Conte, in base a documenti d\u2019archivio e alla sua affinit\u00e0 con altre opere della stessa bottega, come quella di Castrovillari firmata da Giuseppe Conte e datata 1667. Sulla scia delle identiche considerazioni possiamo a ragione ritenere la croce di Barletta proveniente dalla bottega dei Conte e datarla, anche in base all\u2019iscrizione, alla seconda met\u00e0 del XVII secolo. Non ci \u00e8 dato di sapere se gi\u00e0 in origine la croce fosse adattata ad uso processionale, o fosse piuttosto una croce d\u2019altare; di certo ha subito notevoli manomissioni, di cui alcune recenti con l\u2019inserzione di viti e bulloni. \u00c8 stato, per\u00f2, possibile risalire all\u2019attuale sistemazione, che si pu\u00f2 datare al secondo, terzo quarto del XIX secolo; infatti, sul pomo, decorato a gigli e foglie d\u2019acanto lavorati a cesello, \u00e8 leggibile il punzone dell\u2019argentiere: V. Romaniello, attestato a Napoli fra il 1839 e il 1872.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>Luigi Nunzio Dibenedetto<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><!--:--><!--:en--><\/p>\n<p><!--:--><!--:de--><\/p>\n<p><!--:--><!--:fr--><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Autore \/Ambito A. bottega dei Conte; B. V. 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