{"id":458,"date":"2012-07-06T15:08:20","date_gmt":"2012-07-06T15:08:20","guid":{"rendered":"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/?p=458"},"modified":"2012-07-06T15:08:20","modified_gmt":"2012-07-06T15:08:20","slug":"repositorio-a-b","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/repositorio-a-b\/","title":{"rendered":"Repositorio: A.; B."},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Autore \/Ambito<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">A. ambito napoletano; B. argentiere napoletano<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Datazione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">A. fine XVI secolo, inizi XVII secolo; B. primi anni del XIX secolo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Materia\/Tecnica<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">A. legno scolpito e dipinto con obl\u00f2 in vetro; B. legno scolpito e dipinto con applicazioni in argento sbalzato e cesellato<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Misure<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">A.72 x 60 x h. 105 cm; B. 77.5 x 58 x h. 85 cm<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Marchi e stemmi<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">B. testa di Partenope e un 5; il marchio dell\u2019argentiere: lettere inserite in un riquadro a forma di croce, chiaramente leggibile solo la D. Potrebbe trattarsi del punzone F.D.G.C. usato dai fratelli Del Giudice<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Provenienza<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">A. Chiesa di Sant\u2019Antonio; B. Arciconfraternita del Santissimo Sacramento di Santa Maria Maggiore in San Pietro<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"149\"><strong>Descrizione<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"503\">Questo tipo di urna eucaristica, detto repositorio, viene usato per deporre il Santissimo Sacramento dopo la celebrazione del Gioved\u00ec Santo \u201c<em>nella cena del Signore<\/em>\u201d, su quello che liturgicamente \u00e8 chiamato \u201c<em>altare della reposizione<\/em>\u201d ma che popolarmente viene chiamato \u201c<em>sepolcro<\/em>\u201d. Il repositorio A. proviene dalla chiesa di sant\u2019Antonio (dovremmo meglio dire di San Francesco, titolo che le \u00e8 proprio fin dalla fondazione, nella prima met\u00e0 del XVI secolo, modificato solo agli inizi del XX secolo). Si tratta di una vera e propria scultura in legno a tutto tondo. L\u2019urna poggia su un alto basamento piramidale decorato da una serie continua di toro, scozia e fasce lisce alternate, di varie dimensioni, nei colori verde acqua e oro, che sono poi i colori dello sfondo (verde) e delle decorazioni (oro) di tutto il manufatto. Chiude la base una cornice con un motivo a larghe foglie d\u2019acanto alternate e sovrapposte ad ovuli. L\u2019urna si presenta decorata su tre facce, mentre quella posteriore \u00e8 liscia e in legno grezzo; in essa si apre lo sportello dal quale \u00e8 possibile inserire il Santissimo. Ampie volute fogliate, di gusto classico, inquadrano agli angoli sia la cassa che il coperchio: due tronchi di piramide bombati, contrapposti per la base e separati da una stretta fascia. Le facce sono decorate da motivi di volute di vario disegno; al centro della parte superiore della faccia principale della cassa \u00e8 posto il sole eucaristico: un vetro colorato rosso cremisi \u00e8 circondato da un tondo di onde scolpite su cui si innesta la raggiera. In corrispondenza, in alto, sul coperchio, \u00e8 scolpita una conchiglia affiancata da volute a forma di esse. Il manufatto va collocato nell\u2019ambito della produzione napoletana della fine del XVI \u2013 inizi del XVII secolo, per motivi interni allo stile con cui sono scolpiti i particolari del repositorio, quali la cornice decorata che corona il basamento e la conchiglia del coperchio, che rimandano al repertorio della scultura tardocinquecentesca. Confermano la datazione anche motivi esterni, relativi alla storia della chiesa e al suo corredo scultoreo (nello stesso museo \u00e8 presente la statua del <a title=\"Cristo deposto\" href=\"http:\/\/stage.h24net.eu\/sistemab\/museocattedralebarletta\/cristo-deposto\/\">Cristo morto<\/a>\u00a0che le ricerche dei recenti restauri hanno reso possibile datare con certezza al pieno XVI secolo).<\/p>\n<p>Il repositorio B. viene ancora attualmente usato in cattedrale durante i riti della Settimana Santa ed \u00e8 stato eseguito, come l\u2019urna eucaristica processionale del Venerd\u00ec Santo, su commissione dell\u2019 <em>Arciconfraternita del Santissimo Sacramento di Santa Maria Maggiore in San Pietro<\/em>. Fra le notizie rese note da S. Santeramo si legge che il <em>Bonorum<\/em> del 1719 della suddetta Arciconfraternita, a firma di A. Affaitati, reca scritto: \u201c<em>Anche l\u2019urna che si mette al Sepolcro nel Gioved\u00ec Santo \u00e8 di ebano e guarnita d\u2019argento e fu fatta anche dalla famiglia Marulli il 1718<\/em>\u201d. Sottolinea S. Santeramo che quest\u2019urna va distinta da quella per \u201cantonomasia\u201d del Venerd\u00ec Santo che, sempre dallo stesso <em>Bonorum<\/em>, risulta donata dalla nobile Antonia Marulli ed essere di velluto nero con decorazioni in argento (andata persa e sostituita dall\u2019attuale tutta in argento &#8211; v. scheda dedicata). In effetti sul lato frontale del repositorio, al di sotto della raggiera del sole eucaristico, \u00e8 applicato, in argento sbalzato, lo stemma dei Marulli: un leone passante sormontato nel capo da una croce scorciata; lo scudo \u00e8 circondato da volute fogliate e sovrastato da una corona gigliata. Sono stati rilevati i punzoni; si trovano: sullo sbalzo con la raffigurazione della brocca e del bacile, sullo stemma dei Marulli, su due delle decorazioni a volute che ornano il centro della base. Risultano non completamente leggibili; i due marchi dell\u2019argento sono comunque la testa di Partenope, entro un riquadro, e un 5: marchio di garanzia usato dal 1\u00b0 gennaio 1809 al 31 dicembre 1823 dal controloro dell\u2019Officina di Garanzia di Napoli (il 5 indica che la lega d\u2019argento \u00e8 di millesimi 834); il marchio dell\u2019argentiere \u00e8 indicato da lettere inserite in un riquadro a forma di croce, di esse \u00e8 chiaramente leggibile solo la D. Potrebbe trattarsi del punzone F.D.G.C. usato dai fratelli Del Giudice, attivi a Napoli fra la fine del XVIII secolo e i primi anni del XIX secolo e con tutta probabilit\u00e0 \u00e8 quello consolare del padre Filippo. Alla sua morte i figli, Giuseppe e Gennaro, vennero nominati argentieri ordinari del Tesoro di San Gennaro nel 1786. Furono entrambi, in momenti successivi, consoli dell&#8217;arte degli orefici ed ebbero, nella stessa, una posizione di prestigio. Eseguirono importanti lavori per conto della Deputazione della cappella del Tesoro di San Gennaro e il loro nome \u00e8 legato ad una serie di pregevoli statue in argento. La lettura dei punzoni indica che il repositorio attualmente in uso, sempre donato dalla famiglia Marulli, non \u00e8 per\u00f2 quello del 1718, bens\u00ec un altro realizzato nei primi anni del XIX secolo. Esso presenta una struttura quadrangolare ansata poggiante su quattro piedi; \u00e8 in legno laccato in nero e oro sul quale sono applicate le decorazioni d\u2019argento; quelle delle cornici e degli angoli sono lavorate a motivi floreali, mentre quelle delle fasce centrali, sia della cassa che del coperchio, riproducono i simboli della Passione: il velo della Veronica, la tunica, i flagelli, i chiodi, la tenaglia, la colonna con il gallo, la scala, la lancia, la spugna imbevuta d\u2019aceto, la brocca col bacile, la mano con la borsa dei denari, la lanterna. Le due facce principali sono decorate dal Sole Eucaristico: una grande raggiera con la parte centrale chiusa da legno dorato, circondata da un giro di nuvole e completata da lunghi raggi. Il contrasto fra la luce delle applicazioni in argento e delle cornici dorate dell\u2019urna con il nero dello sfondo crea un effetto di particolare suggestione e rende il manufatto singolare, nonostante la semplicit\u00e0 della composizione.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Luigi Nunzio Dibenedetto<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><!--:--><!--:en--><\/p>\n<p><!--:--><!--:de--><\/p>\n<p><!--:--><!--:fr--><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Autore \/Ambito A. ambito napoletano; B. argentiere napoletano Datazione A. fine XVI secolo, inizi XVII secolo; B. primi anni del XIX secolo Materia\/Tecnica A. legno scolpito e dipinto con obl\u00f2 in vetro; B. legno scolpito e dipinto con applicazioni in argento sbalzato e cesellato Misure A.72 x 60 x h. 105 cm; B. 77.5 x 58 x h. 85 cm Marchi e stemmi B. &hellip; <a href=\"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/repositorio-a-b\/\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\"><\/span> <span class=\"meta-nav\">&raquo;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":642,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/458"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=458"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/458\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=458"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=458"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arcidiocesitrani.it\/mab\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=458"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}