Origine del servizio diocesano

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Questo Servizio diocesano è nato dalla premura pastorale ed attenzione giuridica dell’Arcivescovo Mons. Giovan Battista Pichierri, il quale volle istituire nel 2016 una “struttura stabile” che, nell’ambito del Tribunale Ecclesiastico Diocesano ed in collaborazione con la Pastorale familiare, fosse attenta alle situazione di fragilità della famiglia in generale ed in modo particolare alle coppie divorziate risposate.

Questa volontà dell’allora Arcivescovo maturò a seguito di alcuni eventi ecclesiali importanti:

1. La pubblicazioni dell’8 settembre 2015 della nuova Riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio nel Codice di Diritto Canonico in forma di Motu Proprio Mitis Iudex Dominus Iesus (MIDI) di Papa Francesco ed entrate in vigore l’8 dicembre 2015.

2. La pubblicazione del Libro sinodale del 1° Sinodo diocesano dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, conclusosi il 26 gennaio 2016. Dando rilevanza a quanto previsto dalla Costituzione al n. 66 circa la famiglia e l’accompagnamento delle situazioni irregolari.

3. La divulgazione dell’Esortazione apostolica sull’amore della famiglia “Amoris laetitia” (8 aprile 2016), in cui il Pontefice da delle indicazioni significative per la pastorale familiare e le situazioni di fragilità. A riguardo al n. 242 ricorda che “un particolare discernimento è indispensabile per accompagnare pastoralmente i separati, i divorziati, gli abbandonati… Di qui la necessità di una pastorale della riconciliazione e della mediazione attraverso anche centri di ascolto specializzati da stabilire nelle diocesi”, e poi al n. 244 esorta i Pastori della Chiesa a «mettere a disposizione delle persone separate o delle coppie in crisi, un servizio d’informazione, di consiglio e di mediazione, legato alla pastorale familiare, che potrà pure accogliere le persone in vista dell’indagine preliminare al processo matrimoniale».

Alla luce di questi importanti eventi ecclesiali fu istituito l’11 marzo 2016 con Decreto Arcivescovile (Prot. n. 2602/16) in modo stabile il “Servizio diocesano per l’accoglienza dei fedeli separati”, con l’intento di attuare quanto previsto dalle Regole Procedurali (RP) del MIDI che chiedono espressamente di mettere a disposizione dei fedeli che si trovano a vivere situazioni difficili o irregolari “un servizio di informazione, di consiglio e di  mediazioni, legato alla pastorale familiare, che potrà pure accogliere le persone in vista dell’indagine preliminare al processo matrimoniale” (RP, artt. 2-3 MIDI)

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