«IL GIUBILEO DELLA SPERANZA EVENTO CHE CONTINUA!»

La lettera dell’Arcivescovo alla Comunità diocesana in data 25 novembre per la conclusione dell’anno giubilare

Carissime e Carissimi,

il Giubileo “Pellegrini di Speranza” volge verso la sua conclusione. Domenica 28 dicembre 2025, festa della Santa Famiglia di Nazareth, alle ore 17.00 in Cattedrale celebreremo la Santa Messa e, insieme, ringrazieremo Dio per i suoi doni di Grazia che, in questo anno, abbiamo abbondantemente ricevuto. Sarà questa l’occasione per rinnovare le promesse matrimoniali da parte dei coniugi e benedire le famiglie. Nei prossimi giorni riceverete le necessarie indicazioni.

Portando alla memoria quanto insieme abbiamo vissuto in questo tempo, vorrei usare le parole di Papa Leone XIV per esprimere l’accresciuta consapevolezza di «essere una Chiesa che vive tra la gente, ne accoglie le domande, ne lenisce le sofferenze, ne condivide le speranze» (Discorso all’Assemblea CEI, 20 novembre 2025).

Tutto questo non può, ovviamente, aver termine con il concludersi del Giubileo. A riguardo, vorrei parteciparvi ancora un passaggio di quanto il Papa ha detto a noi Vescovi, riuniti in Assemblea ad Assisi, per esortarci: «continuate a stare vicini alle famiglie, ai giovani, agli anziani, a chi vive nella solitudine. Continuate a spendervi nella cura dei poveri: le comunità cristiane radicate in modo capillare nel territorio, i tanti operatori pastorali e volontari, le Caritas diocesane e parrocchiali fanno già un grande lavoro in questo senso».

È l’invito a non rinunciare a quello stile missionario di prossimità che caratterizza le nostre comunità perché siano, in questo nostro tempo, sempre più segni di speranza.

Nel giubilo della pace che Gesù in mezzo a noi ci dona, continuiamo a camminare insieme, crescendo nella mentalità sinodale della corresponsabilità. Allontaniamo dalla nostra vita comunitaria quelle logiche che la fanno assomigliare a un condominio o peggio ad un museo.

Ci accompagni nel nostro pellegrinaggio la Vergine Maria, Madre di speranza.

Vi benedico di cuore.

+Leonardo D’Ascenzo