Custodire l’umano. Il tema della 60esima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali al centro della partita di calcio disputatasi tra clero e giornalisti. Ha vinto l’amicizia e l’essere una sola squadra
Custodire voci e volti umani e, come in questo caso, fare squadra. Ancora vive, nonostante siano passati già sette giorni, le emozioni e l’entusiasmo in occasione della partita di calcetto tra clero e giornalisti della BAT, che si è disputata presso il Centro Jobel a Trani lo scorso 23 maggio 2026.
Un evento che non solo ha voluto celebrare lo sport come simbolo di sana competizione, ma soprattutto un momento per riflettere sull’importanza di essere voci e volti umani a partire da chi nella quotidianità fa informazione come i giornalisti e chi si occupa di formazione più a livello etico e spirituale.
In un presente troppo spesso assorbito da virtualità e astrattismo mediatico, creare ponti relazionali attraverso momenti di incontro resta forse l’unica strategia per abbattere disinteresse, alienazione e disinformazione.
Ed ecco il vero risultato di questo “in-contro” di calcio: ha vinto l’amicizia, quel rapporto consolidato tra le due compagini che anche in questa occasione, così come ha sostenuto S.E. Mons. Leonardo D’Ascenzo arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, non è mancato: stare insieme, giocare ed essere vincenti nel servizio come esempio etico e pedagogico per tutti.
4-3 il risultato per la squadra del clero e appuntamento a settembre c.a. per la rivincita, sempre con quell’entusiasmo e voglia di stare insieme, senza tralasciare l’importanza e l’impegno di essere amici e volti e voci umane della comunicazione sociale: custodire, accogliere, ascoltare, formare, informare e sostenere insomma, fare ed essere una sola squadra.
Stefano Patimo

