SS. Crocifisso di Colonna. A Trani si rinnova l’appuntamento con i festeggiamenti 2026

Sono già entrati nel vivo i festeggiamenti di quest'anno solare in occasione del Crocifisso di Colonna che richiamano alla memoria la leggenda del 3 maggio 1480, quando pirati saraceni trafugarono la statua lignea, mutilandone il naso che prese a sanguinare. Spaventati, i pirati gettarono il Crocifisso in mare; la reliquia tornò prodigiosamente a galla, venendo recuperata e venerata dai tranesi.

Ancora oggi ogni 3 maggio si ricorda l'evento prodigioso di circa sei secoli fa con una serie di celebrazioni ed eventi a carattere religioso e popolare, ma dalla profonda devozione spirituale.

Fitto il programma proposto per quest'anno dal comitato organizzatore (Comitato feste patronali Trani ndr.) e dal gruppo parrocchiale della Chiesa dello Spirito Santo in Trani responsabili con il rettore don Michele Caporusso dello stesso Santuario di santa Maria di Colonna dove è conservato il Crocifisso.

Clou della festa domenica 3 maggio con la tradizionale processione devozionale per mare e per le vie cittadine a richiamare migliaia di fedeli e curiosi. Altrettanto suggestiva da sottolineare l'adorazione eucaristica tenutasi lo scorso 1 maggio alle 20 presso il Santuario benedettino.

“Il Crocifisso non evoca cose belle, ma è in grado di trasfigurarci a nuova vita”. Queste, a margine del momento di preghiera, le parole ai nostri microfoni di don Michele Caporusso a richiamare quelle del Papa. Poi l'annuncio con la novità dell'evangelizzazione per le strade e la fiducia che con il Crocifisso ogni sofferenza possa terminare.

La croce, spesso ed erroneamente considerata come simbolo di morte, diviene viatico di salvezza; collocazione provvisoria che lo stesso venerabile don Tonino Bello definì per tracciare una linea di separazione tra il dolore e la gioia, tra la morte e la vita: tutto ha un termine ben definito: dalle 12 alle 3 del pomeriggio (rievocando la passione di Cristo ndr.) la vita che vince sulla morte che diventa provvisoria. Trani è pronta a questo simbolico passaggio, profondamente sentito dai tranesi in occasione di questa festa, ma in grado di richiamare tantissima gente anche da paesi limitrofi.

Fede, prossimità e speranza, dunque, come comun denominatore del programma a.d. 2026 che mai come quest'anno vuole essere e diventare manifesto di amore, misericordia e nascita a nuova vita per tutti, vicini e lontani dove il Crocifisso si fa testimone di rinascita soprattutto per i sofferenti, per gli ultimi, per i carcerati, per i bambini innocenti, per le vittime di guerra, per tutto il mondo.

Stefano Patimo