Narrazioni di pace e ambiente: comunicare il futuro possibile. A Corato un focus sullo sviluppo della pace nel mondo, l’etica della pace e la crisi geopolitica del momento

La pace come responsabilità collettiva, l’ambiente come orizzonte etico e la comunicazione come strumento decisivo per costruire un nuovo immaginario condiviso.

Attorno a questi temi si è sviluppato l’incontro “Narrazioni di pace e ambiente. Comunicazione, media e cultura per promuovere un nuovo immaginario di un futuro sostenibile”, svoltosi lunedì 26 gennaio presso l’Agorà del Liceo Classico “Oriani” di Corato.

 L’iniziativa, promossa da Legambiente – Circolo “Angelo Vassallo” di Corato in collaborazione con l’Ufficio Cultura e Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, ha offerto uno spazio di riflessione condivisa su uno dei nodi più urgenti del nostro tempo: il rapporto tra pace, informazione, responsabilità sociale e tutela del creato.

Ad aprire il confronto è stato il richiamo al valore universale della “Pace; la pace nel mondo e come costruirla”, non come concetto astratto, ma come percorso concreto che interpella istituzioni, comunità educative, media e singoli cittadini. Un cammino che passa inevitabilmente attraverso le parole, i racconti e le immagini con cui leggiamo e interpretiamo la realtà.

Nel suo intervento, Giovanni Capurso, docente e storico, ha sottolineato il significato simbolico e culturale del periodo in cui l’incontro si è svolto, ricordando che “gennaio è il mese della pace; pace come etica per generazioni future”.

Un’affermazione che ha posto al centro la necessità di un pensiero lungo, capace di guardare oltre l’emergenza e di assumere la responsabilità verso chi verrà dopo di noi, soprattutto in relazione alle sfide ambientali e ai conflitti globali.

Il ruolo dell’informazione è stato al centro dell’intervento di Riccardo Losappio, giornalista e direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi, che ha sollecitato una riflessione profonda sulla deontologia e sulla missione del giornalismo oggi: “I giornalisti possono fare qualcosa per la pace?”. Una domanda che è diventata provocazione e impegno, richiamando la necessità di un linguaggio responsabile, capace di disinnescare l’odio, evitare semplificazioni e restituire autenticità.

A completare il quadro degli interventi, Rosario Milano, docente dell’Università degli Studi di Bari e studioso di storia dei conflitti internazionali, padre Corrado De Robertis, missionario comboniano, e Giuseppe Faretra, giornalista e presidente di Legambiente Corato, hanno offerto ulteriori chiavi di lettura, intrecciando analisi storica, testimonianza diretta e impegno civile.

L’incontro, accreditato dall’Ordine dei giornalisti, ha confermato come la pace non sia solo assenza di guerra, ma costruzione quotidiana che passa dall’educazione, dalla cultura e da una comunicazione orientata al bene comune. Una sfida che la Chiesa, insieme alle realtà associative e al mondo dell’informazione, è chiamata ad abitare con coraggio e visione.

Stefano Patimo