La carta stampata tra etica e futuro: a Trani un confronto che guarda alla speranza

In un tempo in cui l’informazione corre veloce e spesso rischia di perdere profondità, torna centrale la riflessione sul valore della carta stampata e sulla responsabilità del giornalismo. È stato questo il cuore dell’incontro formativo dal titolo “La carta stampata. L’etica della riflessione e dell’approfondimento”, svoltosi martedì 14 aprile 2026 presso la Sala incontri San Nicola Pellegrino.

 

Promosso dall’Ordine dei Giornalisti della Puglia insieme all'ufficio cultura e comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie e al mensile In Comunione, l’appuntamento ha offerto un’occasione concreta per interrogarsi sul ruolo dell’informazione oggi: un ruolo che non può prescindere dall’equilibrio tra diritto di cronaca, diritto all’oblio e tutela della dignità della persona.

 

Ad aprire il confronto sono stati gli interventi dei relatori, tutti accomunati da una lunga esperienza nel mondo dell’informazione: Riccardo Losappio, Antonietta D’Introno, Nico Aurora e Annamaria Minunno. Assente, per motivi personali, Renato Russo, la cui partecipazione era inizialmente prevista.

 

Nel corso dell’incontro è emersa con forza la necessità di recuperare i tempi della riflessione. La carta stampata, pur attraversando una fase di trasformazione, continua a rappresentare uno spazio privilegiato per l’approfondimento, lontano dalla frenesia del digitale. Non si tratta di contrapporre strumenti, ma di riscoprire una postura: quella di un giornalismo capace di verificare, contestualizzare e raccontare con responsabilità.

 

Particolarmente sentito il tema della dignità umana, oggi più che mai al centro del dibattito pubblico. I relatori hanno richiamato l’urgenza di un’informazione che non ferisca, che non spettacolarizzi il dolore, ma che sappia custodire le storie delle persone con rispetto e verità. In questo senso, il diritto all’oblio non è un limite alla libertà di stampa, ma una frontiera etica che invita a discernere.

 

Dalle testimonianze è emerso anche uno sguardo fiducioso verso il futuro della professione. Nonostante le difficoltà, il giornalismo continua a essere una vocazione, soprattutto per le nuove generazioni. Una vocazione che chiede competenza, ma anche passione e senso di servizio.

 

Chiosa finale da parte del direttore di In Comunione prof. Riccardo Losappio che ha voluto rimarcare l'importanza di un'informazione che non escluda nessuno, sia per chi scriva e sia per chi legga: “L'informazione non deve escludere, ma includere. La nostra redazione è formata da volontari che in base al loro tempo a disposizione dedicano momenti preziosi alla nostra realtà e anche se non lo fanno in maniera assidua come lavoro, non sono mai stati esclusi, anzi al contrario considerati per quello che di prezioso hanno comunque fatto. Oggi, dunque, è importante seguire quello che anche la filosofia ci insegna e cioè costruire da quello che si ha, fare informazione libera, equa, veritiera e paritaria tra giornalisti e lettori”.

 

L’incontro, riconosciuto con crediti deontologici, ha rappresentato non solo un momento formativo, ma anche un segno di comunione tra istituzioni, Chiesa e professionisti della comunicazione. Un segno che indica una strada: quella di un’informazione che, pur attraversando i cambiamenti del nostro tempo, non smette di cercare la verità e di generare speranza.

 

Stefano Patimo