LA GIORNATA DELLA VITA CONSACRATA IN DIOCESI. Una forte presenza nell’ambito educativo e nel servizio reso ai poveri

L'audio dell'omelia dell'Arcivescovo

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Tutti i posti a sedere occupati nella Cattedrale di Trani, nella serata del 2 febbraio, durante la celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo mons. Leonardo D’Ascenzo in occasione della Giornata mondiale della Vita Consacrata. Per dare un’idea più concreta 250 le presenze, tra consacrati e soprattutto consacrate, e laici,  partecipanti al rito, provenienti dagli istituti di vita religiosa (20 le congregazioni presenti, 200 consacrati/consacrate) operanti nelle sette città che compongono la diocesi.

Lo slogan attorno al quale nei giorni addietro e partita la preparazione alla Giornata con incontri di preghiera, confluiti poi nella celebrazione del 2 febbraio,  è stato “Santità e missione”: ciò che rende santi è Dio e con la sua forza si è chiamati alla missione, che, come ha rilevato mons. Leonardo D’Ascenzo nella sua omelia richiamando la lettera del dicastero vaticano diramata per questa occasione, significa essere “profezia della presenza”. «Le persone di vita consacrata – ha affermato l’Arcivescovo – sono chiama ad offrire presenza e vicinanza della Chiesa alle sofferenze dell’umanità. Una presenza che è capace di rimanere, nonostante le difficoltà e gli ostacoli. L’icona di questa presenza e vicinanza è rappresentata da Gesù, Gesù crocifisso». Mons. D’Ascenzo ha poi fatto riferimento al cammino sinodale e, ha affermato che, «rileggendo il Documento di Sintesi, quando si parla di vita consacrata la si concepisce sempre accanto e assieme ai presbiteri, diaconi, laici, costituendosi così la vera Chiesa. Guidata dallo Spirito Santo».

Al termine della celebrazione ha preso la parola suor Mimma Scalera, delegata episcopale per la vita consacrata, che ha proferito le seguenti parole: «A quaranta giorni dalla nascita del Bambino di Betlemme, la Chiesa oggi celebra la festa della luce. Gesù è presentato al Tempio e offerto al Signore. Anna e Simeone attendono e accolgono questa luce di Dio che è Gesù.  E’ questo incontro luminoso di Gesù con l’umanità che oggi è ferita e oppressa dalla violenza, dalla guerra, da povertà, da migrazioni forzate e da tensioni che deve spingerci ad illuminare il mondo. Noi come consacrate e consacrati siamo chiamati a restare accanto a questa umanità ferita, nei luoghi dove il Vangelo ci spinge ad andare per  generare il bene ed operare per la pace. Tutto ciò può realizzarsi se operiamo profeticamente senza timore di offrirsi sempre per il Signore. Come consacrati e consacrate siamo chiamati ad essere pronti ad accogliere le sfide di questa società del post-moderno a cominciare da quell’intelligenza artificiale che sta dietro l’angolo. Lo dobbiamo fare camminando insieme con la diversità dei nostri carismi e delle vocazioni per costruire nuove progettualità di evangelizzazione. Senza dimenticare che è su “noi” che si giocherà la ministerialità ecclesiale del futuro, secondo lo stile sinodale per essere sentinelle che vegliano nella notte e attendono l’aurora. Ringraziamo lei, Ec.za, perché nelle sue scelte pastorali di questa Chiesa diocesana ci sta educando ad essere popolo di Dio, in cui la vita consacrata si impegna ad offrire quel contributo necessario per l’evangelizzazione espresso specialmente nell’ambito educativo e nel servizio verso i poveri. Alla Vergine Santissima, donna di luce, chiediamo di accompagnarci in tutti i nostri passi, per essere anche noi luce del mondo».

Durante la celebrazione i partecipanti hanno rinnovato il “si” a Dio nel momento della consacrazione ed hanno donato alle detenute del carcere femminile materiale didattico.