Sarà Piazza Duomo, dinanzi alla Cattedrale di Trani, ad accogliere, sabato 23 maggio 2026 alle ore 20, la Veglia Diocesana di Pentecoste promossa dall’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.
L’appuntamento rappresenta uno dei momenti più significativi della vita ecclesiale diocesana, occasione di preghiera e comunione attorno al dono dello Spirito Santo.
Il tema scelto per la celebrazione, “Nello Spirito: comunità, carità, missione”, richiama il cammino della Chiesa chiamata a vivere la fraternità, il servizio e l’annuncio del Vangelo alla luce della Pentecoste. La veglia riunirà fedeli, sacerdoti, diaconi, religiosi e realtà ecclesiali del territorio in un clima di raccoglimento e partecipazione comunitaria.
L’immagine della colomba dello Spirito Santo, posta al centro della locandina insieme alla rappresentazione degli Apostoli, richiama il mistero della Pentecoste e il dono dello Spirito che anima la missione della Chiesa. L’iniziativa si inserisce nel percorso pastorale dell’Arcidiocesi, invitando le comunità a riscoprire la forza della testimonianza cristiana e della carità vissuta nel quotidiano.
Di seguito, si ripropone l’editoriale, relativo alla Pentecoste, a firma dell’Arcivescovo mons. Leonardo D’Ascenzo pubblicato su In Comunione, aprile 2026
CON LA PENTECOSTE SI SVELA LA VOCAZIONE DELLA CHIESA
«Dobbiamo riandare con la mente e il cuore a quel “primo giorno della settimana”, al quale fanno riferimento i quattro Vangeli, in cui, dopo avere assistito alla passione e morte del loro Maestro, i discepoli Lo sperimentano quale Vivente, quale Risorto!
La Risurrezione di Gesù per loro si rivelò un punto fermo, senza precedenti! Punto fermo anche per noi, dopo più di duemila anni, radicati nella fede per la quale Colui che era stato visto soffrire e morire, ora è Signore sulla morte, Signore della vita!
I discepoli avevano imparato che Dio è Padre, che si è incarnato nel Figlio, Gesù Cristo, volto visibile di Dio, Risorto dalla morte. Ma essi sperimentavano ancora la paura, la fragilità, la debolezza e il dubbio, soprattutto quale il da farsi ora che Egli non era più tra loro, in carne ed ossa, come lo era stato nei tre anni precedenti.
La Risurrezione forse non era l’ultima parola di Dio! Si, essa faceva intravedere, come la fa anche per noi credenti in questo oggi, che l’esistenza umana non si esaurisce nella dimensione terrena o nel vuoto del nulla e della insignificanza, dando così una risposta certa alla sete di eternità che ogni uomo e donna porta in sé.
Ma dopo cinquanta giorni dalla Risurrezione, Dio Padre parla ancora una volta mandando lo Spirito Santo sul gruppo degli apostoli! Nella Pentecoste, essi, inabitati dallo Spirito, vedono il nuovo orizzonte che si staglia dinnanzi: intanto si sentono liberi interiormente, con la paura messa al bando, e vedono con chiarezza che costituiscono una nuova comunità, la Chiesa, con il compito, lo stesso fino oggi e per il domani, di predicare quanto il Maestro aveva loro detto tante volte ma mai afferrato pienamente, di andare in tutto il mondo e predicare il Vangelo. Forse pensarono quanto pregnante e valido anche per essi, quanto Gesù proferì, quale manifesto del suo ingresso nella storia, all’inizio della sua predicazione, nella sinagoga di Nazareth: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore». (Lc 4, 18-19).
Pertanto, ieri come oggi, diventa essenziale e non differibile per noi, come singoli e come comunità, invocare lo Spirito Santo, darGli spazio, farsi inabitare da Lui.
Invochiamo lo Spirito Santo per tutta la Chiesa, per tutta l’Umanità, per la nostra comunità ecclesiale, per ciascuno di noi!
E’ lo Spirito che ci costituisce Chiesa, che ci dona la pace, che ci aiuta ad intercettare la nostra vocazione, che ci aiuta ad esprimerci nella verità, a veicolare parole “di vita eterna”!
Invito caldamente tutte le parrocchie e le realtà diocesane a partecipare nella comune preghiera della Veglia di Pentecoste del 23 maggio!»
