“Cari fratelli e sorelle! La Quaresima è il tempo in cui la Chiesa, con sollecitudine materna, ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno”.
Dio al centro. Dio come fulcro di vita. Con questo pensiero del Santo Padre inizia la Quaresima che con il mercoledì delle ceneri appena celebrato diventa momento cardine per tutti i cristiani. Un periodo, secondo Papa Leone non di angoscia, ma di ascolto, di digiuno come senso profondo verso una rinuncia che non sia soltanto una rinuncia dalle “carni”, ma a tutto quello che inquina lo spirito cristiano: egoismo, giudizio, accusa, prepotenza, invidia ecc.
A questo, si aggiunge un altro concetto rilevante che lo stesso pontefice sottolinea: “Quest’anno vorrei richiamare l’attenzione, in primo luogo, sull’importanza di dare spazio alla Parola attraverso l’ascolto, poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro.
Dio stesso, rivelandosi a Mosè dal roveto ardente, mostra che l’ascolto è un tratto distintivo del suo essere: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido» (Es 3,7). L’ascolto del grido dell’oppresso è l’inizio di una storia di liberazione, nella quale il Signore coinvolge anche Mosè, inviandolo ad aprire una via di salvezza ai suoi figli ridotti in schiavitù”.
Una promessa, rimarcata dal Papa, che Dio fa a ciascuno di noi: liberazione. Quella liberazione dalla “Terra d’Egitto” che porta alla risurrezione, paradigma di vita incarnato da Gesù. L’attualità ha, però, una sua realtà oggettiva. Il momento storico difficile che stiamo vivendo, dunque, può essere superato dall’ascolto, dall’accoglienza del prossimo. La Quaresima, quindi, si pone al centro del nostro vivere, del nostro essere cristiani non come persone sole o in guerra, ma come persone amate, unite in comunione. La morte di Gesù – chiosa Papa Leone – non è la fine, ma un fine e per adottare questo insegnamento l’invito resta quello di ascoltare (col cuore ndr.) e digiunare, dal male.
Anche per noi, questi 40 giorni di “passione”, hanno un significato importante che nelle parole del Papa diventano balsamo e lavacro dal peccato, dalla sordità spirituale.
Ascoltare, digiunare, accogliere e aggiungeremo, a quanto detto dal Papa, anche la parola amare: l’amore di una vita offerta per l’uomo da un uomo messo ingiustamente in croce è e resta a tutti gli effetti la vera Pasqua del Signore e di tutti i cristiani. L’augurio che facciamo alla nostra comunità diocesana è un augurio di speranza, di risurrezione vicini al pensiero del Santo Padre. Buon cammino quaresimale a tutti noi, a tutti voi!
Stefano Patimo
Foto Vatican Media/SIR
