“Custodire voci e volti umani”: il clero e i giornalisti della BAT in campo per la 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali

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Un pallone al centro del campo, due squadre pronte a sfidarsi e un messaggio che va ben oltre il risultato sportivo: creare relazioni, favorire l’incontro e custodire il valore autentico della comunicazione umana. In occasione della 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, l’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie promuove un momento speciale di fraternità e condivisione attraverso una partita di calcio a 5 tra la rappresentativa diocesana del clero e la rappresentativa dei giornalisti della BAT.

L’appuntamento è fissato per sabato 23 maggio 2026 alle ore 10.15, presso il campo di calcio del Centro Jobel di Trani, in via Giuseppe Di Vittorio 60. La sfida vedrà contrapposti sacerdoti e operatori dell’informazione del territorio in un incontro dal forte valore simbolico, organizzato nel contesto della celebrazione dedicata alla comunicazione sociale.

L’iniziativa si inserisce nel tema scelto per questa edizione della Giornata Mondiale: “Custodire voci e volti umani”, un invito a vivere la comunicazione come spazio di ascolto, responsabilità e prossimità. In un tempo segnato da velocità, polarizzazione e linguaggi spesso impersonali, l’incontro sportivo vuole richiamare il significato profondo della relazione, anche tra mondi chiamati quotidianamente a dialogare: quello ecclesiale e quello dell’informazione.

Sul terreno di gioco, dunque, non ci saranno soltanto sacerdoti e giornalisti, ma persone accomunate dalla volontà di costruire ponti e raccontare la realtà con autenticità. Il calcio, linguaggio universale capace di unire, diventa occasione concreta per favorire conoscenza reciproca, amicizia e spirito di squadra, in un clima di sana convivialità.

La comunità diocesana e tutti i cittadini sono invitati a partecipare a questo momento di festa, sostenendo i protagonisti di una sfida che vuole ricordare come ogni vera comunicazione nasca sempre dall’incontro tra volti, storie e umanità condivisa.

Stefano Patimo