LA SQUADRA DI CALCIO DEL CLERO DIOCESANO VA AVANTI. GLI ULTERIORI SVILUPPI

Mons. Giuseppe Pavone, allenatore

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In data odierna l’Arcivescovo mons. Leonardo D’Ascenzo ha inviato alla comunità diocesana e ai componenti della rappresentativa calcio del clero, una lettera di cui si porge il testo:

 

«Carissimi fratelli e sorelle della Chiesa diocesana, Carissimi presbiteri e diaconi della “rappresentativa calcio del clero”,

dopo l’annuncio che ho fatto il 18 luglio scorso, la bella esperienza di “squadra” ha preso decisamente il largo.

Venti confratelli presbiteri e diaconi vi hanno aderito con entusiasmo e si sta rivelando un’esperienza molto bella e preziosa, in grado di rafforzare i nostri legami di amicizia e di fraternità.

Tutto ciò ha permesso di disputare una prima partita il 16 ottobre u.s. con i dipendenti di Universo Salute Opera Don Uva. Abbiamo subito compreso che, lungi da ogni velleità agonistica, il potenziale tecnico va corroborato con la cura atletica. Per cui, con una certa periodicità, si disputeranno sessioni di allenamento e incontri con altre Rappresentative.

A tal motivo, oltre ai due responsabili don Francesco Doronzo e don Pasquale Quercia, si è resa necessaria la figura di un allenatore che, per la sua esperienza, ho individuato in Mons. Giuseppe Pavone.

Vorrei che a nessuno sfuggisse il valore che una tale attività porta in sé in riferimento alla crescita della nostra amicizia e fraternità sacerdotali.

Se a qualcuno tutto ciò apparisse eccessivo, ricordo un aneddoto attribuito a Papa Pio X che nel 1904 ospitò per la prima volta una manifestazione giovanile di ginnastica in Vaticano. A riguardo si narra che il Papa «di fronte alla perplessa domanda di un sacerdote di curia: “dove andremo a finire?”, avrebbe risposto: “mio caro, in Paradiso!”» (Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, Dare il meglio di sé, 2018).

Sono certo che la testimonianza offerta dal nostro stare insieme “per giocare” susciterà in tanti un sentimento di vera simpatia per il clero e, speriamo, per Chi rappresentiamo».