Il testo del comunicato stampa del MLAC diocesano (Movimento Lavoratori di Azione Cattolica) a firma d Nicolò Episcopo – Segretario diocesano MLAC Equipe diocesana MLAC, pubblicato in data 8 giugno 2026:
«Di fronte alla morte atroce di quattro braccianti ad Amendolara, in provincia di Cosenza, avvenuta lunedì 1° giugno, non possiamo limitarci al dolore. Queste vite spezzate chiedono verità, giustizia e responsabilità.
Non si tratta di un fatto isolato ma del segno di un sistema che troppo spesso tollera sfruttamento, lavoro senza diritti e condizioni disumane, soprattutto per i migranti e le fasce più deboli della nostra società.
Purtroppo, episodi riconducibili al caporalato, al lavoro irregolare e a forme di sfruttamento lavorativo non sono estranei neppure al nostro territorio. Pur con caratteristiche diverse, anche nelle nostre comunità emergono situazioni che richiedono attenzione, vigilanza e un impegno condiviso per affermare la legalità e la dignità del lavoro.
Come richiamato con forza da mons. Francesco Savino, Vescovo di Cassano all’Jonio e Vicepresidente CEI, è tempo di dire con chiarezza: basta.
Denunciamo il caporalato, le condizioni indegne nei campi, le zone grigie di silenzio e complicità.
Non è accettabile che il lavoro diventi ricatto e che alcune vite siano considerate sacrificabili. La nostra posizione è chiara
- il lavoro deve essere sempre dignitoso e tutelato;
- i più fragili vanno difesi, non sfruttati;
- il cambiamento è una responsabilità di tutti: istituzioni, imprese, comunità e cittadini.
Come MLAC ci impegniamo a promuovere una cultura del lavoro giusto, a sostenere chi è vittima di sfruttamento e a costruire reti di legalità e solidarietà.
Questa tragedia deve diventare uno spartiacque. Non possiamo più tacere, non possiamo più voltare lo sguardo».
Foto ANSA/SIR
