AMENDOLARA: NON BASTA IL CORDOGLIO, SERVE UNA SCELTA

Comunicato stampa del MLAC diocesano (Movimento Lavoratori di Azione Cattolica)

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

 

Il testo del comunicato stampa del MLAC diocesano (Movimento Lavoratori di Azione Cattolica) a firma d Nicolò Episcopo – Segretario diocesano MLAC Equipe diocesana MLAC,  pubblicato in data 8 giugno 2026:

 

«Di fronte alla morte atroce di quattro braccianti ad Amendolara, in provincia di Cosenza, avvenuta lunedì 1° giugno, non possiamo limitarci al dolore. Queste vite spezzate chiedono verità, giustizia e responsabilità.

Non si tratta di un fatto isolato ma del segno di un sistema che troppo spesso tollera sfruttamento, lavoro senza diritti e condizioni disumane, soprattutto per i migranti e le fasce più deboli della nostra società.

Purtroppo, episodi riconducibili al caporalato, al lavoro irregolare e a forme di sfruttamento lavorativo non sono estranei neppure al nostro territorio. Pur con caratteristiche diverse, anche nelle nostre comunità emergono situazioni che richiedono attenzione, vigilanza e un impegno condiviso per affermare la legalità e la dignità del lavoro.

Come richiamato con forza da mons. Francesco Savino, Vescovo di Cassano all’Jonio e Vicepresidente CEI, è tempo di dire con chiarezza: basta.

Denunciamo il caporalato, le condizioni indegne nei campi, le zone grigie di silenzio e complicità.

Non è accettabile che il lavoro diventi ricatto e che alcune vite siano considerate sacrificabili. La nostra posizione è chiara

  • il lavoro deve essere sempre dignitoso e tutelato;
  • i più fragili vanno difesi, non sfruttati;
  • il cambiamento è una responsabilità di tutti: istituzioni, imprese, comunità e cittadini.

Come MLAC ci impegniamo a promuovere una cultura del lavoro giusto, a sostenere chi è vittima di sfruttamento e a costruire reti di legalità e solidarietà.

Questa tragedia deve diventare uno spartiacque. Non possiamo più tacere, non possiamo più voltare lo sguardo».

Foto ANSA/SIR