Carissime e Carissimi,
nell’approssimarsi della LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che sarà celebrata domenica 17 maggio 2026, nella Solennità dell’Ascensione del Signore, desidero affidarvi il messaggio del Santo Padre consegnatoci il 24 gennaio nella memoria di San Francesco di Sales per tale Giornata.
Innanzitutto, mi permetto di rivolgervi un invito: di prendere in mano il messaggio del Papa e leggerlo. Non è lungo, appena due pagine! Colpisce è il titolo: “Custodire voci e volti umani”.
È l’orizzonte che Leone XIV ci indica come prioritario, in un tempo in cui “le voci” e i “volti” di tantissimi, ma proprio tantissimi, tra bambini, uomini, donne, anziani, sembrano aver perso valore e dignità soprattutto se si pensa ai diversi teatri di guerra in atto nel nostro mondo.
È l’orizzonte che spesso smarriamo nelle nostre relazioni, e prima ancora nella nostra mente e cuore, nelle quali dimentichiamo l’altro, soprassediamo al compito di guardare negli occhi chi è accanto a noi, consegnandoci così all’indifferenza e alla irrilevanza.
È l’orizzonte che si fonda su una verità profonda e ineludibile, direi incontrovertibile, che il Papa richiama all’inizio del suo messaggio: «Il volto e la voce sono tratti unici, distintivi, di ogni persona; manifestano la propria irripetibile identità e sono l’elemento costitutivo di ogni incontro. (…) Volto e voci sono sacri. Ci sono donati da Dio che ci ha creati a sua immagine somiglianza chiamandoci alla vita con la Parola che egli stesso ci ha rivolto».
Urge recuperare la sacralità di ogni voce e volto o, per dirlo in altre parole, il valore della dignità di ogni essere umano; e farlo affiorare nelle relazioni personali, nella vita sociale, nella vita politica, nei rapporti tra i popoli.
Ma è anche l’orizzonte che va custodito e a cui va attribuito il primato dinanzi al dilagare delle tecnologie digitali. Colpisce il fatto che il Papa in questo messaggio si misuri con profondità di pensiero, dedicandovi la quasi totalità dello spazio, con le frontiere sempre più dilatantesi dell’intelligenza artificiale, con due atteggiamenti: quello di essere presenti in questo mondo, ma in atteggiamento “critico” al fine di evitare che alle nuove “macchine” vengano attribuite le competenze umane più fondamentali: la capacità di pensiero; di creatività; di empatia; di tessere relazioni vive, reali, profonde e autentiche; di responsabilità, cooperazione e educazione; ma soprattutto di alimentare la nostra relazione con Dio, sorgente della nostra umanità: «Abbiamo bisogno – conclude Leone XIV – che il volto e la voce tornino a dire la persona. Abbiamo bisogno di custodire il dono della comunicazione come la più profonda verità dell’uomo, alla quale orientare anche ogni innovazione tecnologica».
Colgo l’occasione per rivolgere il mio sentito grazie e caloroso saluto ai componenti dell’Equipe diocesana per la Comunicazione, e a tutti gli operatori della comunicazione che operano nel territorio della nostra Arcidiocesi. So che amate la nostra Chiesa e siete impegnati a raccontarla!
Vi benedico di cuore!
Trani, domenica 17 maggio 2026, Solennità dell’Ascensione del Signore
+ Leonardo D’Ascenzo, Arcivescovo
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Messaggio Arcivescovo Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali
