BARLETTA. IL 6 OTTOBRE SARA’ RICORDATO MONS. ANTONIO MARANO NEL 60° DELLA SUA MORTE PRESSO LA BASILICA DI SAN DOMENICO

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

 

Martedì 6 ottobre, presso la Basilica di San Domenico in Barletta, sarà celebrata l’Eucarestia in memoria di mons. Antonio Marano, già Vicario Generale dell’Arcidiocesi Nazarena di Barletta, nel 60° anniversario della sua morte.

Al termine della celebrazione mons. Sabino Lattanzio terrà una conferenza dedicata all’approfondimento della figura e dell’opera di colui che è da iscriversi tra le altre figure insigni del clero barlettano.

La cittadinanza è calorosamente invitata a partecipare all’evento.

Antonio Marano (1886-1966) è stata una delle figure emergenti del clero barlettano del secolo scorso. Nella silenziosa fatica del quotidiano si distinse nei ruoli di saggio direttore spirituale, come parroco in Santa Maria della Vittoria e in Cattedrale, condividendo le necessità spirituali e materiali della sua gente. Divenuto poi Vicario Generale dell’Arcidiocesi Nazarena di Barletta, allargò il suo cuore di padre divenendo ancor più punto di riferimento del clero e dell’intera cittadinanza.

Già agli inizi del suo sacerdozio lasciò una sua bella testimonianza di generosità e di dedizione durante il periodo della Prima Guerra Mondiale quando dal 24 maggio 1915 (giorno in cui l’Italia entrò in guerra) al 2 aprile 1919 fu destinato nel Friuli nel ruolo di “Soldato di sanità”, sostenendo eroicamente i soldati e la gente del posto stremati da quella terribile sciagura.

Nella silenziosa fatica del quotidiano ha sempre agito da fermento in mezzo alla sua gente, facendo crescere i valori evangelici e additando i beni eterni che non conoscono tramonto. Così ha dato la sua bella e gioiosa testimonianza di vero sacerdote di Cristo.

Così lo illustrò il Bollettino Interdiocesano in occasione della sua morte: “Sacerdote, cosciente della sua missione, ha speso tutti gli anni della sua esistenza spargendo, con costante interesse, la grazia divina nelle anime, pur tra enormi difficoltà e sacrifici, mai dimenticando di unire all’apostolato, il lavoro intimo di collaborazione alla Grazia per la propria santificazione. Così lo abbiamo conosciuto, ammirato, stimato e venerato. E questo lungo esempio di fedeltà, Egli ci lascia; insieme all’invidiabile esempio di evangelica povertà “.