Testimonianze dal mondo

Il posto del mio cuore

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Mi chiamo Elisabetta Ferrario sono insegnante di scienze a Bergamo. Per la prima volta sono stata in Malawi quando avevo 30 anni ci sono tornata moltissime volte..e ho vissuto lì  per 2 anni interi. Ora ho 56 anni.

Riapro il mio cuore dove, da quando l’ho incontrato, ha trovato posto: il Malawi e la sua gente.

Sono passati un po’ di anni dall’ultima volta che ci sono stata. La vita, a un certo punto, ti mette di fronte a nuove sfide. Ma il Malawi è con me sempre e, quando posso raccontarlo, è gioia!

È stato un innamoramento a prima vista. L’intensità dei profumi, della luce che quasi ti acceca, degli spazi e dei colori… e i bambini, la sua gente, incredibilmente sempre sorridente e festosa. Incontri, strette di mano, inchini, saluti e sorrisi, ti accorgi che la vera bellezza sta proprio nella gente, nella comunità. Nessuno mai è solo, né nella festa né nella difficoltà e nel dolore. Non ci sono biglietti di invito: tutta la comunità è invitata sempre, alla veglia del matrimonio, alla veglia per l’attesa dei figli di ritorno dai riti di iniziazione, alla veglia per il defunto, e poi alle feste celebrate. Il dono è la presenza che fa la festa: il canto, il tamburo che dà ritmo, il fuoco.

Nella lingua chicewa il verbo «avere» non esiste, al suo posto il verbo «essere con». Le cose che la gente possiede sono pochissime. Anche la capanna è provvisoria perchè i mattoni cotti al sole si sciolgono con la pioggia; dentro la casa c’è solo una stuoia, una coperta, una zanzariera e, nella maggior parte dei casi, nessun mobilio.

Il tesoro che possiedono non è in vendita, ma si tratta proprio del loro “essere con”: la famiglia, la comunità.

È questo dono di fraternità che ho incontrato, che è “il Mal d’Africa” che tengo nel cuore.

Il mio impegno per la missione continua oggi dall’Italia  per i bambini dell’adozione a distanza, un progetto della Missione dei Padri Monfortani che affida questi piccoli a famiglie italiane che li accompagnano con il loro sostegno economico nella crescita. Cerco di raccontare quanto è prezioso per questi bambini poter studiare, avere un futuro che sia un riscatto dallo stigma dell’essere orfani dell’AIDS.

L’incontro con la missione, con i padri missionari, è stato per me anche l’incontro con il Signore. Lì ho visto vivo il Vangelo: quello del Samaritano, quello del Figlio prodigo, il Vangelo dell’Amore e della Carità. Zikomo kwambiri Malawi per tanti doni ricevuti.