DON MARIO PELLEGRINO SCRIVE DAL BRASILE IN OCCASIONE DEL 38^ ANNIVERSARIO DELLA SUA ORDINAZIONE SACERDOTALE

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«Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per annunciare la buona notizia ai poveri» (Luca 4,18).
Cari fratelli e sorelle,
oggi il mio cuore trabocca di gratitudine perchè celebro 38 anni di ordinazione sacerdotale. Guardare indietro e ripercorrere questo lungo cammino mi permette di contemplare la fedeltà di Dio, che mi ha chiamato e sostenuto in ogni passo.
Il mio più profondo ringraziamento a Dio per aver affidato a questo vaso d’argilla, che sono io, un ministero così grande, e per avermi permesso di sperimentare quotidianamente che dove il mondo grida, Dio erige il Suo altare attraverso il mio indegno servizio.
Grazie, Signore, per la grazia di essere Tuo strumento, per la forza nei momenti di stanchezza e per la rinnovata gioia ad ogni Eucaristia celebrata.
Sì, oggi la mia anima si inginocchia in profonda gratitudine a Dio per aver fatto della mia vita un cammino di preghiera, servizio e dedizione. Grazie, Signore, per aver guardato con misericordia alla mia piccolezza e per continuare a tessere, con i fili della mia fragilità, la Tua opera di salvezza.
In questi 38 anni, il Signore mi ha condotto in modo molto speciale verso le periferie geografiche ed esistenziali in questo cammino di amore, abbandono e speranza. Tu mi hai guidato verso queste periferie dove la vita grida aiuto e l’asfalto cede alla polvere. È stato lì, dove la vulnerabilità sociale incontra il dolore dell’anima, che ho veramente trovato il Cristo sofferente e risorto. Ai margini del mondo e nei cuori feriti dalla solitudine, dall’abbandono e dalla mancanza di significato, Dio continua a insegnarmi il vero significato della compassione e della misericordia. Nelle strade dell’esclusione, nello sguardo stanco del lavoratore, nei dolori silenziosi dell’anima e negli angoli della solitudine, ho visto la Tua croce e la Tua risurrezione. Ogni ferita umana che ho accolto si è trasformata in un’opportunità di luce, e ogni lacrima che ho asciugato si è rivelata acqua viva di speranza. Niente di tutto ciò sarebbe stato possibile senza il sostegno, l’affetto e le preghiere di ogni fratello e sorella che ho incontrato sul mio cammino. Il mio canto di ringraziamento si eleva oggi per ognuno di voi, fratelli e sorelle: siete stati il ​​mio fondamento, il mio rifugio e il mio altare quotidiano. Grazie per le mani tese, per le preghiere silenziose che mi hanno sostenuto nei giorni più difficili, per le porte aperte e per i cuori condivisi.
Ai parrocchiani, agli amici, ai sacerdoti delle due diocesi che pulsano nel mio cuore, ai laici e alle comunità che hanno camminato al mio fianco: siete il mio sostentamento e la mia più grande gioia pastorale. Grazie per aver aperto le porte delle vostre case e delle vostre vite, per aver condiviso con me i vostri dolori e le vostre vittorie e per avermi insegnato a essere un pastore con “l’odore delle pecore”.
Oggi rinnovo il mio “sì” al progetto di Dio, con il desiderio di continuare a dedicare la mia vita a chi ne ha più bisogno, portando la luce del Vangelo ovunque ci sia oscurità. In questo giorno, rinnovo il mio “sì” con la stessa poesia del primo giorno, ma con un cuore arricchito dalle cicatrici e dai sorrisi di una vita trascorsa per amore. Possa io continuare ad essere quella voce accogliente, quella mano benedicente e quell’abbraccio ricostruttivo ai margini del mondo.
Conto sulle vostre preghiere per proseguire questa missione con fedeltà, umiltà e amore. Pregate Dio per me, affinché l’olio della mia unzione non perda mai il suo profumo e i miei passi non si stanchino mai di cercare gli eletti del Signore.
Possa Dio continuare sempre a benedirmi e a benedire abbondantemente ognuno di voi! Possa la Madonna proteggerci sempre con il suo manto misericordioso.
Con amore ed eterna gratitudine e con la mia benedizione paterna e fraterna,
Mario Pellegrino – sacerdote Fidei Donum

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