«UNA PASTORALE PER RICONNETTERE VITA E VANGELO»

Il testo integrale dell’intervento dell’Arcivescovo durante l’Assemblea diocesana di fine anno pastorale, tenutasi a Trani il 24 giugno 2026, presso il Centro Pastorale Diocesano

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«UNA PASTORALE PER RICONNETTERE VITA E VANGELO»

 

Il testo integrale dell’intervento dell’Arcivescovo durante l’Assemblea diocesana di fine anno pastorale, tenutasi a Trani il 24 giugno 2026,  presso il Centro Pastorale Diocesano

 

 

LA NOSTRA GRATITUDINE

Grazie è la parola che meglio di ogni altra esprime il senso di questa nostra Assemblea diocesana. Ancora una volta ci incontriamo come Chiesa di Trani-Barletta-Bisceglie e ci diciamo reciprocamente grazie per il cammino pastorale che, con il contributo di molti, abbiamo vissuto nell’anno 2025-2026.

Abbiamo camminato insieme. Continueremo a camminare insieme. Non esiste altra strada che quella indicata dallo Spirito e non esiste altra modalità se non quella di percorrerla insieme. Grazie per ogni servizio, personale o comunitario, offerto per alimentare la comunione tra di noi e rafforzare la concordia tra di noi: è la nostra prima testimonianza come discepoli del Signore Gesù. È il nostro primo impegno in un tempo segnato da individualismi, chiusure e polarizzazioni, fuori e dentro la chiesa.

Insieme, questa sera, esprimiamo la nostra gratitudine a Dio per il dono della esperienza che viviamo come Chiesa diocesana. Grazie per tutto quello che ci ha donato e ci ha permesso di realizzare. Sarebbero veramente tanti i motivi di ringraziamento. Alcuni li abbiamo appena espressi aiutati dai Consigli Pastorali Zonali.

A questi motivi desidero aggiungere alcune valutazioni positive condivise il 30 maggio scorso dai Direttori e Codirettori degli Uffici e Servizi pastorali della diocesi in rapporto al lavoro di questo anno:

·       riscontro di una buona partecipazione e di risonanze positive;

·       coinvolgimento di realtà nuove sul territorio;

·       collaborazione tra gli Uffici;

·       formazione degli operatori per zone pastorali;

·       nelle diverse iniziative è apprezzato, quando c’è, il coinvolgimento delle parrocchie.

 

Accanto a questi elementi positivi sono state evidenziate alcune criticità per le quali chiediamo, insieme al nostro impegno, il sostegno del Signore:

·       comunicazione da potenziare in quanto, a volte, ci sono comunità che non sono bene informate su appuntamenti del calendario diocesano e servizi offerti; oppure giovani, catechisti o altri soggetti che “non sapevano” perché le comunicazioni vengono filtrate o interrotte;

·       desiderio in ordine ad una maggiore partecipazione da parte del clero e dei membri delle équipe;

·       mancanza di formazione e linee guida per i padri spirituali delle confraternite;

·       dare maggiore risonanza alla vita pastorale diocesana sulla nostra rivista “In Comunione”, rivista che invito a sostenere e a leggere.

 

IL CAMMINO CONTINUA

Nel prosieguo del cammino pastorale della nostra Chiesa abbiamo tre riferimenti fondamentali con i quali è bene acquisire una buona familiarità:

1. le sintesi delle 3 tappe del cammino sinodale vissuto negli ultimi anni e inviate al Comitato Nazionale per il Cammino Sinodale delle Chiese in Italia. Il materiale, per noi importantissimo, è caricato sul sito dell’Arcidiocesi;

2. il documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, Lievito di pace e di speranza, approvato dalla III Assemblea nazionale (25 ottobre 2025), espressione della “sinodalità”;

3. il documento Radicati e costruiti in Cristo. Linee di orientamento per l’attuazione del documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia per il prossimo quinquennio, approvato dall’Assemblea CEI (maggio 2026), espressione della “collegialità”.

 

Permettetemi ora di richiamare alcuni passaggi del comunicato finale della ottantaduesima Assemblea Generale della CEI che si è svolta a Roma a maggio scorso.

«Un orizzonte ampio con un impegno deciso – “riportare al centro il dono della fede” – è quello che i Vescovi italiani hanno assunto con l’approvazione del documento “Radicati e costruiti in Cristo”. Linee di orientamento per l’attuazione del documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, per il prossimo quinquennio. (…)

“Radicati e costruiti in Cristo” rappresenta l’orizzonte teologico‑pastorale per la ricezione del Cammino sinodale nelle Diocesi (…)

Con il nuovo testo, la Chiesa in Italia aggiunge un ulteriore filo alla trama del suo impegno a custodire, alimentare e trasmettere la fede come esperienza viva dell’incontro con il Risorto. “Radicati e costruiti in Cristo” offre linee di orientamento per il cammino delle Chiese in Italia, ispirandosi al Documento di sintesi senza sostituirsi a esso, nel solco dell’itinerario sinodale della Chiesa universale.

La prima linea di orientamento evidenzia la necessità di riconnettere vita e Vangelo, prendendo atto che la fede e la sua trasmissione non possono più essere date per scontate.

La seconda, strettamente connessa alla prima, riguarda la vita comunitaria: se la fede è un atto personale, non è questione solo individuale; la Chiesa è il soggetto per antonomasia e l’esperienza ecclesiale il luogo in cui la fede si vive, si trasmette e si celebra. In un contesto segnato dall’individualismo la vita comunitaria diventa una testimonianza concreta della fede.

La terza linea tratta della “corresponsabilità differenziata”, con attenzione alla presenza missionaria dei laici, agli organismi di partecipazione e all’attivazione di ministeri battesimali.

La quarta richiama a verificare l’adeguatezza delle strutture per la trasmissione della fede…».

 

È significativo che in rapporto a queste linee di orientamento il cammino che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo si trovi in straordinaria sintonia.

Come Chiesa diocesana per l’anno pastorale 2026-2027 seguiremo il primo dei quattro orientamenti: la trasmissione della fede.

Inizieremo ad ottobre con il Convegno pastorale diocesano e, a seguire, la proposta formativa del PDF. I singoli Uffici e Servizi accompagneranno il cammino diocesano nel suo svolgimento durante l’anno e, in sintonia con quanto avviato all’inizio dell’anno, forniranno indicazioni e strumenti utili alle parrocchie e alle altre realtà ecclesiali.

Posso anticipare che il Convegno pastorale è fissato per il 16 ottobre in serata. Avremo con noi l’Arcivescovo di Torino, il Cardinale Roberto Repole che, a partire dagli Orientamenti Radicati e costruiti in Cristo ci aiuterà nella fase di avvio del nuovo anno pastorale.

Per il PDF, anche quest’anno, sono previsti tre incontri: 20 e 27 novembre sul tema della trasmissione della fede in relazione all’iniziazione cristiana e alla carità (ci aiuteranno la prof.ssa Assunta Steccanella e padre Giacomo Costa sj); 11 dicembre con/per i giovani in vista della preparazione di un percorso. Per questo terzo appuntamento saranno coinvolti alcuni uffici e servizi con la relativa equipe e gli operatori del settore.

 

DECISIONI MATURATE

«La nostra chiesa diocesana, le nostre comunità parrocchiali, ogni esperienza ecclesiale abbiano il sapore della casa e siano per ciascuno di noi luogo, tempo in cui facciamo esperienza di famiglia, di relazioni buone, di rispetto, di accoglienza, di affetto… Non vogliamo che la nostra Chiesa somigli ad un condominio in cui ognuno vive per conto proprio, isolato nel proprio appartamento con i propri interessi da perseguire, magari importanti, intelligenti, anche geniali ma che non porterebbero da nessuna parte perché il carburante che ci permette di camminare si chiama incontro, relazione, comunione, amore» (Introduzione al Convegno diocesano del 2022).

·       In questi anni, il nostro camminare insieme ha favorito la maturazione di scelte concrete. Desidero richiamarne alcune: il Percorso Diocesano di Formazione, proposta che vede coinvolti: vescovo, presbiteri, diaconi, consacrati e laici insieme; istituzione del Servizio diocesano per la formazione permanente e la cultura affidato alla responsabilità di un Vicario Episcopale per la formazione e la cultura.

·       Inoltre, siamo riusciti a dotare la Comunità diocesana di luoghi idonei per la formazione e le attività pastorali a servizio della comunione. In particolare, abbiamo reso disponibile come Centro di spiritualità della diocesi la Casa di spiritualità Oasi Nazareth a Corato; come Centro Caritas Diocesano la struttura del Sacro Cuore a Trani; finalmente, da questa sera, grazie alla donazione dell’ex Monastero S. Giovanni (proprio oggi celebriamo la Natività di San Giovanni Battista) delle monache clarisse, avremo il nostro Centro Pastorale Diocesano in cui potranno avere sede i diversi Uffici e Servizi diocesani, sarà possibile offrire ospitalità per gruppi e persone impegnate nelle attività pastorali con l’intenzione di favorire il nostro camminare insieme nell’avvicinarci a Dio e tra di noi.

·       Il Centro Pastorale Diocesano insieme alla mensa del Centro Caritas sono la realizzazione delle nostre opere “segno di speranza” del Giubileo 2025.

 

Grazie a coloro che hanno seguito i lavori di adeguamento della struttura: il Vicario generale don Sergio Pellegrini e l’Economo diocesano Leonardo Bassi. Direttore ai lavori, ingegnere, architetto, maestranze. Insieme al grazie anche gli auguri per questa nuova esperienza a don Michele Piazzolla, Assistente religioso, e alla comunità delle suore Angeliche che cureranno l’accoglienza, l’organizzazione e la logistica del Centro.

Grazie per il servizio di questa sera ai volontari delle comunità parrocchiali di Cristo Redentore, Santa Maria delle Grazie, San Magno e Angeli Custodi, all’Associazione Volontari Polizia di Stato di Trani.

Grazie al Gruppo di Coordinamento Pastorale per l’organizzazione di questa Assemblea diocesana.

Grazie a tutti coloro che hanno donato un contributo economico per sostenere le spese che, come si può immaginare sono state impegnative. C’è ancora la possibilità di sostenere con la propria donazione, personale o comunitaria, questa struttura.

Con tanta gratitudine nel cuore per tutto ciò che abbiamo ricevuto in questo anno e con la consapevolezza che “La messe è molta, ma sono pochi gli operai!”, ci impegniamo a vivere la missione che il Signore affida alla nostra Chiesa continuando a camminare insieme, dando ciascuno il proprio contributo con gioia e generosità, con semplicità e umiltà, con amore e soltanto con amore.  

 Arcivescovo intervento Assemblea Diocesana 24.6.26